#13 NEL RICORDO E NELL’ATTUALITÀ

testo e foto di Jacopo Bertella  / La Spezia

Il Gruppo del Sella
23/11/2020
7 min
Il Bando del BC20

Nel ricordo e nell’attualità

di Jacopo Bertella

«Era il 1963, mese di luglio», inizia così in una piovosa serata d’autunno il racconto di mio padre che riguarda un luogo da noi sempre frequentato e che da anni, cioè fin da bambino, porto nel cuore, per piacevolezza, naturale ospitalità ed inoltre per i cordiali e amichevoli rapporti che si sono creati ed amplificati con famiglie locali nel corso del tempo.

«Dopo un viaggio durato molte ore», prosegue «sai allora non esistevano ancora le comode e veloci autostrade e noi, provenendo dalla Liguria, dovevamo attraversare l’Appennino fino a Parma e da lì paesini e cittadine dell’Emilia e su su, Veneto, Trentino e Alto Adige. Alla sera, dopo oltre dieci ore, su una scomoda e lenta Fiat 600, ecco Ponte nelle Alpi e ancora un paio d’ore per arrivare in Val Gardena».

E’ iniziato così il lungo rapporto che per tre generazioni ha legato la mia famiglia a questa amata, splendida valle altoatesina.
Da allora, negli anni, una continuità di presenze estive ed invernali, stupende sciate su piste magnificamente gestite e curate, contornate da affascinanti montagne amiche.
Questa l’infanzia di mio padre, al cospetto del Sassolungo e del Gruppo del Sella. Non poteva certamente mancare una mia investitura naturale tra i grandi amanti della natura, delle montagne, dello sport. Ho ritrovato, tra le tante fotografie, alcune dove io, a tre mesi, ero dentro un marsupio, nel settembre 1995 (da pochi giorni era venuta a mancare mia nonna, amica di tanti a Selva). Dal marsupio, nel giro di poco tempo, appena in grado di camminare, da solo, soddisfazione entusiasmo e vive emozioni, ero indipendente. I miei genitori mi portavano dovunque: rifugi, serate folkloristiche, spettacoli e ancora incontri con guide e alpinisti.
Avevo preso l’abitudine nelle assolate mattinate estive a uscire da solo e me ne andavo col mio berrettino appoggiato di sbieco sulla testa in giro per il paese, dove oramai mi conoscevano in tanti e mi chiamavano “Baggio“ come l’allora bomber della Juve. Rientravo a casa dopo un paio d’ore con cioccolatini, caramelle e squisiti schuttelbrot, con un senso di totale libertà ed indipendenza.
Quanti giochi, senza condizionamenti, con l’amica Gloria S. spesso in casa dell’una, ora in casa dell’altro e poi, quando nevicava via a spazzare o pulire i sentieri vicini. Tanti amichetti, e specie in estate, correre e rotolarsi nei prati verdi e profumati, ed ancora il contatto con coniglietti, vitellini, pulcini, quasi una favola.
Penso di aver trascorso momenti molto belli e positivi, andavo a cercare nei fitti boschi i luoghi dove vivevano gli gnomi, che però non si mostravano in quanto nella quiete totale, sentivano movimenti e rumori, come mi raccontava il nonno, che, nella stube o seduto su una comoda panca all’esterno, tratteggiava o dipingeva con le tempere, vedute, boschi, montagne, alberi, su bianchi fogli da disegno.

A tre anni, poi, dopo essermi entusiasmato per la velocità ed il vento, chiuso nel marsupio, sulle spalle di mio padre, ho incominciato a muovere i primi passi con gli sci piccoli da bambino, piano piano, sempre più sicuro e tranquillo. Entusiasmo alle stelle, sicurezza sempre maggiore.
Cunette, dossi, scioltezza nei movimenti, scorrevolezza. Sciare insieme agli amici del posto, una bella opportunità, tutto veniva acquisito con grande naturalezza.
La sera, stanchi ma contenti, si rientrava ognuno nelle proprie case e dopo un po’ ancora fuori a giocare.

Sassolungo

Mi raccontava mio padre che le prime persone con le quali aveva fatto conoscenza in Selva erano state German P., proprietario dell’albergo dove allora si erano fermati per le vacanze.
L’ho successivamente conosciuto anch’io, persona gentile, piacevole, molto amichevole, decisamente di classe, la carissima Paola P, anche lei abita nella zona da noi sempre frequentata, anziana signora con nipoti e bis nipoti, dolce ma sempre vigile, razionale, attenta, di grande intelligenza e volontà, in invidiabile forma fisica, ancora spala da sola la neve che si accumula davanti a casa e guai a cercare di aiutarla! Io, amico e coetaneo delle nipoti, ricordo con grande dolcezza i momenti passati con loro nei giochi e nelle corse sui prati circostanti.
Dell’età di Paola e German, Otto M., mitico riferimento per tutti i clienti dello stupendo rifugio Panorama, squisiti cibi, ambiente particolarmente accogliente e caldo, posto in una invidiabile posizione all’incontro di soleggiate e piacevoli piste del Dantercepies, ai piedi delle guglie del Cir. Suo, uno dei primi skilift degli anni 60 che direttamente gestiva per i primi turisti, accanto al rifugio da lui costruito in quegli anni.
Un luogo di ritrovo per gli amici, goliardico e piacevole, canti, cori, risate, il piacere del convivio, si avvertiva  la caratteristica sensazione dell’intesa reciproca tra le vette, cioccolata calda, dolci squisiti e poi il rientro. Già più grande, una mia imprevista imprudenza, il dono di una stella alpina, ad una cara amica, colta su un insicuro dirupo, dal quale per poco non precipitavo. Conoscenze comuni, grandi personaggi, maestri di sci, atleti, guide alpine, scultori, un universo di figure molto importanti ed educative che sono caratteristiche dei luoghi.

Si discorreva, intorno ad una tazza di tè, di una anziana guida, persona molto particolare, che anteponeva le sue curiosità, le sue volontà a qualsiasi interesse economico. Ferdinand G., pare che la sua famiglia ospitasse dopo pochi anni dalla fine della  seconda guerra mondiale, una nobildonna russa, affascinata dai luoghi e solita di anno in anno ritornare in valle. Prendeva lezioni di sci per buona parte della stagione invernale e questa abitudine andò avanti per vari anni, durante i quali Ferdinand non chiese mai ricompensa economica. Dopo molte stagioni, la donna mise alle strette il suo disinteressato insegnante, per il suo costante impegno, e gli suggerì o una ovvia risoluzione in denaro, oppure affinché non si sentisse offeso, un regalo a cui lui tenesse particolarmente.
Ferdinand chiese un trampolino in legno, dove poter fare salti ed evoluzioni in Vallunga. Ricordiamo che Ferdinand G. era eccellente guida alpina, con oltre venti prime ascensioni, soprannominato il re delle Torri del Sella, amico fraterno di Luis Trenker, alpinista, attore, regista (sue numerose pellicole girate sulle Alpi Occidentali ed Orientali), ne diventava sua controfigura nelle scene più complicate e pericolose!
Nel doposci, un luogo particolare accogliente e ben frequentato, merito della posizione, alla fine di una pista, e delle fantastiche ghiottonerie e raffinatezze proposte, con infusi, tisane, liquorini alle erbe dei prati e boschi circostanti dalla gentile Daniela, la sala da tè Villa Frainela. Nonni e zii panettieri, papà pasticcere; questa tradizione familiare ha inserito Daniela, con la volontà e curiosità che la contraddistinguono, in quella particolare offerta di squisitezze e raffinatezze che esaltano una particolare offerta turistica di qualità. L’antica casa di famiglia rigestita con totale rispetto della tradizione, angoli particolari e riservati, boiserie d’epoca, calda ed accogliente. Evidenzia la passione per una squisita cucina, nella convivialità più genuina.

Rifugio Panorama sul Dantercepies

La passione di condividere idee e sapori sempre nuovi e particolari, attira frequentatori da ogni parte del mondo.”Quando fuori nevica o fa molto freddo” dice, è bello stare tutti insieme nella stube, il soggiorno, vero centro di aggregazione e cuore delle case di montagna altoatesine.
L’antico caldo arredamento, la storica stufa a legna, ti accoglie in un raffinato piacevole relax.
Autentiche offerte, rivolte agli ospiti graditi, che amano ritrovarsi in questa dimora di tradizione dai colori giallo e blu esterno, a richiamare i colori dei fiori delle Alpi e le decorazioni da sempre caratteristiche di questi luoghi. Inoltre Daniela, è la nuora di una mitica guida alpina locale, Batista Mussner-Paulin che ha annoverato tra i propri clienti personaggi illustri di mezza Europa, amanti di queste montagne.

Un ricordo poi dovuto ad un alpinista gentile, silenzioso, quasi timido, di cui conservo ancora foto con dedica, Karl Unterkircher, che nel 2004 ascese il K2 ed il Monte Everest senza aiuto di ossigeno. Purtroppo scomparso nel 2008, caduto in un crepaccio sul Nanga Parbat.

In Val Gardena grandi avvenimenti sportivi legati allo sci e agli sports invernali, che hanno saltato e permangono nel tempo, merito degli atleti che hanno legato il proprio nome a risultati degni di ricordo. Carletto Senoner, campione del mondo di slalom speciale nel 1966 a Portillo (Cile); Gustav Thoeni, 1970 nell’indimenticabile slalom parallelo contro Ingemar Stenmark, sulle piste di Ortisei, vittoria della Coppa del Mondo e poi atleti della mai dimenticata Valanga Azzurra. In ultimo, Peter Runngaldier, Isolde Kostner e la cugina Carolina, pattinatrice artistica, tutti degni  vincitori e primatisti mondiali. Attualmente una entusiasmante Nicol Delago, che primeggia nelle discipline veloci, nelle gare di Coppa del Mondo, affiancata dalla sorella minore Nadia.

Albe e tramonti scintillanti, mille sfumature, le festività, Avvento, Natale, Pasqua, le tradizioni, le usanze familiari, per incentivare le opportunità di incontro ed i positivi sentimenti.

In un momento della nostra vita quale è quello attuale, tutto si è fermato e qualsiasi situazione può rappresentare un grave pericolo, pensare e descrivere queste esperienze, in un ambiente amico e ospitale, dove si ha l’opportunità di ritrovare tempi e modi per acquisire forza ed empatia con l’ambiente esterno, lascia interdetti; titubanza e dubbi a volte cercano di prevalere ma, determinazione e certezze imprimono volontà positive nelle future azioni. Si avverte esplicitamente che le impressioni positive derivano dagli stati d’animo e dai comportamenti che personalmente ho lentamente acquisito in questa valle del cuore, come fossero doni di privilegio.

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foto:
1. Il Gruppo del Sella

2. Sassolungo
3. 
Rifugio Panorama sul Dantercepies

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Questa storia partecipa al Blogger Contest 2020.

Jacopo Bertella

Jacopo Bertella

Un rapporto totale, sviluppatosi negli anni quello che mi ha sempre legato alla montagna. Estati ed inverni, fin dall'infanzia mi hanno piacevolmente accudito e cullato tra sole, neve, vento. Albe e tramonti nei loro audaci colori mi hanno entusiasmato ed indirizzato verso la passione fotografica e la scrittura. Laurea in Scienze Politiche, Master RCS in Media end Communication, collaborazioni con magazins e riviste, rivelano il proseguimento di questa passione nata anni fa.


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