Racconto

#24 • Riqualificazione e Valorizzazione

"Patrimoni Unesco. Razionalizzazione. Valorizzazione. Riqualificazione. Suonava così autentico e lungimirante."

testo e foto di Elisa Bessega

21/12/2019
2,90 min
informazioni
“La tv ho smesso di guardarla”.

Una volta funzionava come frase ad effetto per ostentare volontà di chiamarsi fuori da quel turbine isterico di pettegolezzi cronachistici.
Oggi uno schermo non interfacciato è un lusso da radical chic vecchia scuola. Se non sei collegato al Feed Unico non puoi nemmeno prepararti un caffè, devi riuscire a crakkarlo prima che la tua percezione del mondo resti intrappolata nelle lenti distorte di quel vociare continuo infarcito di messaggi pubblicitari. Ma solo dopo aver avviato la moka.

Volevo distruggere tutto quello che mi legava al mondo civile, non mi era mai sembrato civile. Possedevo così tanti oggetti da aver dimenticato la loro funzione. Lo spazio che mi circondava si misurava in capacità di contenere accumuli. L’acquisto: l’unica forma attraverso la quale fosse possibile interagire con la realtà.
Volevo chiamarmi fuori, avevo sempre desiderato farlo. In modo radicale, senza messinscena, semplicemente uscendo e chiudendomi la porta alle spalle.

A volte mi pento di non aver seguito Gli Altri sulle terre alte quando ancora era possibile ottenere pass a buon mercato per lasciare La Città. Avrei avuto tutto il tempo di cercare una guglia abbastanza comoda da starci seduta sopra a guardare i tramonti e scaldare un porridge di tanto in tanto godendomi dall’alto la fine della civiltà.
E ora non mi ritroverei a fare la fila al Magazzino degli Anestetici per guadagnarmi quel minuto di aria pulita razionata a settimana. Da quando hanno istituito la Barriera è impossibile spostarsi a piedi fuori dalla Zona B. L’ultimo che ha provato a raggiungere in bici il paese vicino si è ritrovato risucchiato dai tunnel dello Sposta Cose, più o meno all’altezza della sopraelevata 321. È da allora che le mappe sono diventate illegali.
Se puoi permetterti una passeggiata guidata con alberi veri in vista significa che hai almeno un accesso gold all’Alta Velocità e un’auto ibrida di grossa cilindrata per raggiungere Le Riserve.

Non so spiegarmi come, ma ci siamo abituati all’idea di spazi percorribili solo al riparo di mezzi. La Riqualificazione ha segnato il passaggio all’era della grande giostra. Pensavamo che stessero lavorando per noi. Centri storici, zone ricreative, zone industriali. Ingegneria urbana e parchi naturali.
Patrimoni Unesco. Razionalizzazione. Valorizzazione. Riqualificazione. Suonava così autentico e lungimirante…

Ma era un delimitare sterile, si tracciavano confini col sale sul giardino della civiltà. Non ci sarebbe cresciuto mai più nulla di spontaneo: ora i larici stanno in fila ben ordinata lungo la tratta a 50cent al metro. Sui sentieri più economici piantano solo arbusti. Mi ricordo quella volta che ho vinto un tour guidato: c’erano lunghe file di attesa sotto a ogni cima. Folla ammassata contro le transenne dell’area foto ricordo, lì ci si passava in non più di tre alla volta per non rovinare il panorama. Al km 2-4-8 i primi ristori. Al 3-5-9 quelli dell’azienda concorrente. Una compagnia assicurativa aveva stilato le regole del parco, ci si era arricchita così tanto da poterselo comprare e farne il belvedere dei suoi rivenditori di panini. Le infrastrutture erano a prova di idiota. Nessuno si sarebbe potuto far male seguendole.
Eppure, la legge era chiara: senza assicurazione non si entra nelle Riserve.

Un gruppo di giovani che ancora conservava una discreta quantità di senso dell’umorismo aveva provato a sottolineare il conflitto di interessi sfidandosi ad attraversare boschi con il solo uso dei propri piedi, ma erano stati denunciati per istigazione a delinquere e apologia di reato.
Dal 2039 i territori liberi si contano sulle dita di una mano, intiepiditi dalle concentrazioni di Co2 ma arroccati così in alto da non risultare di nessun interesse economico.
Se solo avessi seguito Gli Altri, quando ero in tempo per farlo, mi ci sarei potuta arrampicare insieme a loro. Chissà se scenderanno di nuovo oltre la Barriera dopo che Noi avremo smesso di esistere.

Questa storia partecipa al Blogger Contest 2019. Fai sapere all’autore cosa pensi della sua storia, scrivi qui sotto il tuo commento.

Elisa Bessega

Elisa Bessega

Sono Elisa, vado in montagna, fotografo quello che faccio, a volte lo racconto.


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