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A pochi passi dall’abitato di Culogne (541 m), all’imbocco della val Canzói (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi), un sentiero (an trói), di recente trasformato in una comoda strada forestale, conduce al cógol de le Vane (covolo delle anguàne), un luogo antico e misterioso che gli abitanti di Culogne indicano essere la dimora di due vecchie donne che appaiono fuggevoli di tanto in tanto.

“Incontri sul trói de le Vane” è un progetto per (ri)dare dignità, valore e riconoscibilità al paesaggio della montagna più marginale, per far dialogare il visitatore con il locale, per mettersi in cammino, come gesto pratico e come forma di pensiero.

Lungo questo sentiero, domenica 22 dicembre verrà inaugurato un cammino d’arte visiva nel paesaggio della montagna che, come scrivono gli ideatori di questo evento (1): «è una occasione nel Natale per riscoprire il piacere di camminare e riflettere, per l’incontro con l’altro e con se stessi.»
Oltre alla giornata inaugurale, in cui è prevista una passeggiata collettiva con letture e musica in cammino – che verrà replicata il 3 gennaio in occasione del SS Salvatore patrono del villaggio di Culogne – il percorso sarà sempre percorribile fino al 6 gennaio 2014 e sono ancora gli stessi organizzatori a suggerirne la fruizione: «Vai a percorrerlo con la famiglia o con gli amici, o se vuoi anche da solo. Vai di giorno e anche di notte, non importa se fa freddo, se nevica o piove. Vai con passo lento, libera la mente, entra in armonia con i luoghi e le persone che incontri. Sarà comunque un’esperienza.»

Camminare è un modo di muoversi che consente di leggere in profondità il territorio e chi lo abita. Se camminiamo, attraversiamo i luoghi, entriamo in contatto diretto con il paesaggio, sfruttiamo al massimo la nostra capacità di osservazione e di conoscenza fornita dai nostri sensi (la vista, l’udito, l’olfatto e perfino il gusto se troviamo qualcosa di commestibile) e quindi facciamo esperienza.

IL PAESAGGIO, PALCOSCENICO DEI FATTI CHE LO HANNO SEGNATO
«L’idea da cui nasce il progetto Incontri sul trói de le Vane» spiegano gli organizzatori, «è frutto della nostra convinzione che camminare nel paesaggio restituisca dignità ai luoghi nella misura in cui riusciamo a farli parlare. Attraverso la narrazione delle cose della natura e degli uomini che si sono succedute in quel luogo, il paesaggio diventa il palcoscenico dei fatti che lo hanno segnato e ne mette in mostra i segni.

cullogne_22Quando pensiamo ad un determinato paesaggio andiamo a scovare nella nostra mente i segni che lo raffigurano, gli iconemi (2), cioè dei quadri elementari attraverso i quali costruiamo l’immagine di quel luogo (la fontana in pietra, la chiesetta, i castagni, le casere, i prati, ecc.). La nostra proposta è offrire ai visitatori un ideale cammino (el trói de le Vane) in cui riconoscere i segni che creano l’impronta del paesaggio, di percepirli ed elaborarli in base alla propria cultura ed esperienza. E’ bene considerare che il visitatore darà un significato agli elementi visivi (iconemi) diverso da quello attribuito dall’abitante del luogo. Attraverso il dialogo, fra chi arriva da fuori e chi vive sul luogo, possiamo collegare il passato con il presente e superare incomprensioni culturali e/o sociali che sempre separano i locali dai forestieri. Gli abitanti di Culogne, oggi poco meno di 50 persone, continuano ad essere gli attori della trasformazione del paesaggio del loro villaggio (produttori di paesaggio) e come tali sono chiamati a condividere questo progetto. Invitiamo i visitatori a dialogare con i locali e gli abitanti di Culogne a dialogare con i forestieri.

CHI DÀ COLORE, COLORA ANCHE LA PROPRIA VITA
Il progetto ha anche un altro fine, non secondario: (ri)dare valore e riconoscibilità ai luoghi della montagna che non sono più percepiti come una risorsa. In questo caso siamo intervenuti direttamente sul paesaggio inserendo un nuovo elemento iconico, un riferimento visivo dal forte valore semantico: una installazione artistica dedicata al Natale che si dispiega lungo tutto il sentiero. L’installazione, realizzata dalla pittrice Silvia De Bastiani (www.silviadebastiani.it), invita a riflettere sul tema Il colore della vita. “Camminando incontriamo persone, situazioni, luoghi, eventi capaci di colorare la nostra vita. Dobbiamo però riuscire a spogliarci del nero che abbiamo addosso per vestirci di questi colori. E” così che anche noi possiamo donare. E chi dà colore, colora anche la propria vita” spiega l’artista.

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Il Sass de Mura, visto da Culogne

L’installazione, nel nostro pensiero, non ambisce a nulla di più che mettere in comunicazione il paesaggio con la memoria collettiva da cui si origina l’identità culturale della comunità di Culogne, manifestazione della cultura locale presente, e quindi polo di aggregazione per la comunità. I luoghi dell’installazione coincidono con i luoghi dell’esplorazione geografica e produttiva del territorio e ritornano ad essere riconosciuti e nominati (con i loro toponimi) determinandone il livello di appartenenza e di uso, soprattutto se hanno perso la capacità di essere evocati da chi li abita.

Per il visitatore invece l’auspicio è di ritrovare nel paesaggio un bene comune, uno spazio di vita e lavoro, di partecipare alla sua genesi, di imparare a leggerlo ed essere parte di esso. Alcune installazioni permetteranno di scriverci sopra e colorarle con dei gessetti (è il gesto di donare colore dopo averlo ricevuto e di essere noi stessi produttori di paesaggio). L”effetto con la neve e la pioggia diventa stupefacente: i segni l”uno sopra l”altro si confondono e svaniscono permettendo un accumulo di disegni e messaggi astratti. E quindi nascerà un nuovo racconto. “Abbandonare un territorio significa anche smettere di creare le narrazioni che lo sorreggono (3)”. Finché ci saranno donne, uomini e bambini che si metteranno in cammino sul trói de le Vane, Culogne non verrà abbandonata.»

Informazioni sul progetto e sull”evento www.camminagufi.wordpress.com
Per partecipare alle passeggiate collettive con musica e parole in cammino, del 22 dicembre e del 3 gennaio 2014, gratuite e adatte a tutta la famiglia, è necessario iscriversi sul sito, oppure si può chiamare la segreteria (cel. 329 3556169).
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(1) Evento promosso da: Gruppo Cammina con i Gufi, Comitato Can–Cullogne, CesioSolidarietà, Biblioteca Civica Comunale di Cesiomaggiore
2) Gli iconemi: storia e memoria del paesaggio, di Eugenio Turri, ed. Electa, 2001
(3) De Martino, 1977: 142
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Teddy Soppelsa autore del post

Teddy Soppelsa | Autore di pubblicazioni su montagna, alpinismo e ambiente, componente cdr de Le Dolomiti Bellunesi, socio GISM, fondatore del blog-magazine altitudini.it.

1 commento/i dai lettori

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  1. Vittorio parigi il20 dicembre 2013

    Complimenti x le presentazioni di bellissimi posti che spero di poter visitare .

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