Mani sulla roccia – la 33esima volta del corso AR1

di Patrizia Clò (Belluno)

Un lontano venerdì 20 aprile, nella terra di mezzo di Belluno, un personaggio dalla personalità poliedrica, che di nome faceva FabioMarcoAndreaStefano PatriziaGabrieleRoberto AlbertoRiccardoCarloFedericoSoniaPaoloLorenza RiccardoLuisaKatiaLaraGiuseppeCristina, incontrò per la prima volta un uomo dalle indubbie conoscenze di montagna, che si faceva chiamare dagli amici semplicemente VitoRinaldoGiacomoSergioAlessandro MaurizioCarloPieroPiergiorgioDaniele AndreaMicheleStefano DavideDinoVivianaLuisaMassimoMatteo GianniGeremiaGilbertoIvanDeboraMarco LaraFabrizioMichaelRoccoCesare AlbertoSandroBruno, che erano tanti, ma erano uno.

Fu l’inizio di un idillio durato per ben due mesi, che avrebbe portato le sue conseguenze nei secoli dei secoli.
Per semplicità, chiameremo il primo personaggio ALLIEVO e il secondo ISTUTTORE.

Iniziarono ad approcciarsi alla montagna nella palestra di Sedico, dove la faccia sveglia dell’allievo di fronte a barcaioli, mezzi barcaioli, otto e simili, la capacità indubbia di fare nodi… sulla corda sbagliata e la prontezza di riflessi motori ed elasticità estrema nella simulazione della discesa in corda doppia tra gli spalti, fecero istantaneamente capire al caparbio istruttore che la missione quest’anno non sarebbe stata per nulla semplice.

Dopo una prova in palestra straniera (addirittura in terra trevisana) rigorosamente al chiuso, per proteggere l’allievo da sguardi indiscreti, l’istruttore mascherato, avvolto da mantelli di corde di mille colori e zaini ricolmi, (si scoprirà poi, prevalentemente di noccioline e banane) si decise, forte della sua secolare esperienza, a portare l’allievo finalmente allo scoperto, in quel di Soverzene, un ridente paesino illuminato della valle Bellunese.

Qui l’allievo si esercitò alla risalita dalla posizione del “salame”, simulò la caduta del primo di cordata (il disponibilissimo Sir Pneumatico) ed esercitò il mestiere del mastro ferraio con la finalità di creare le cosiddette “soste”, piantando chiodi (che poi si riveleranno intoglibili se non utilizzando una sequenza ben ponderata di parole magiche) e inserendo nella roccia oggetti di varia origine e forma, denominati prevalentemente nuts e friends, a lui prima totalmente sconosciuti, se non per averli visti penzolare copiosi dall’imbrago dell’istruttore, tintinnante a ogni passo.

Fino a poco tempo prima pensava timoroso che fossero strumenti di tortura nel caso di suoi eccessi. E invece no! Anche il temuto martello aveva una funzione legata alla montagna in realtà. Importantissima, si sperava, visto che sentirlo battere nel retro coscia per tutto il giorno senza poterlo lasciare riposare nello zaino, doveva avere per forza un suo perché.

L’istruttore mascherato ritenne che era arrivato il momento.
Seguì la prima prova di arrampicata.
Mani sulla roccia.
Amore a prima vista.

Si narra che l’allievo, in un momento di particolare sforzo, vide addirittura la Madonnina. Ma forse, sono solo leggende.
Quello che è certo è che salì usando gomiti, ginocchia, denti, unghie e vari espedienti, anche non convenzionali.
Scese come sugli spalti dello stadio, ma con molta più soddisfazione. Sembrava cavalcare un destriero. Iniziava (senza alcuna particolare ragione) a sentirsi un eroe.

L’istruttore rimaneva alquanto perplesso, ma volle tenere fede alla sua missione e portò l’allievo presso grandi complessi montuosi, facendolo risalire per Torri (fino a cinque) e Sass, addirittura Moiazze, attraversando gallerie innevate, guadando torrenti e saltellando su percorsi frequentati normalmente solo da camosci (ci sarà un perché).

Arrampicando su camini e diedri, placche e gradoni, ferito nella pelle e nell’orgoglio, battuto dalla pioggia e dal vento, ricoperto di neve, scottato dal sole, l’allievo stava però finalmente trovando la sua via.
E iniziò addirittura a godersi alcuni momenti, passando da un ghigno di fatica e tensione a un flebile sorriso durante i balletti nelle soste per i districamenti delle corde, vivendo pienamente la gioia della vetta con i baci e le strette di mano, i “banana party” e i “frutta secca rave”.

Stava nascendo una stella. L’istruttore sospirò.
Anche quest’anno… forse… ce l’aveva fatta.

Redazione altitudini.it autore del post

Red. ≈altitudini.it | La redazione di altitudini.it racconta e discute di montagna e alpinismo.

13 commento/i dai lettori

Partecipa alla discussione
  1. Viviana il3 ottobre 2012

    Ogni anno l’emozione si rinnova. Per l’istruttore e per l’allievo. Brava Patrizia!

  2. Cristina il2 ottobre 2012

    Complimenti Patrizia davvero un bel racconto!!!!! Nel rileggerlo mi sono emozionata perchè sei riuscita ad esprimere con simpatia ma allo stesso tempo con profondità quello che è stato il corso nel suo insieme, le emozioni che abbiamo vissuto ma sopratutto il significato intimo del corso.

  3. Sara il1 ottobre 2012

    Racconto divertente arrichito di fantasia…proprio bello!!

  4. Marco il26 settembre 2012

    Proprio un bel racconto, originale e un po’ spiritoso…
    Complimenti Patrizia!

  5. barbara daffronto il26 settembre 2012

    eccola qui la mia amica “multisfaccettata” versione eroica arrampicatrice di vette (pressochè) inesplorate! adesso aspettiamo la pubblicazione della prima raccolta dal titolo “Fiabe della montagna – Gli indomiti arrampicatori” (prossimo best seller internazionale). Patty, non ti trovavo, ma dopo averti letto ti riconoscerei tra mille anche se non ti conoscessi ancora! Brava, brava, brava!!! :-)

  6. Debora Capraro il26 settembre 2012

    Racconto simpatico e divertente, trasmette la vera natura del corso roccia….
    Brava Patrizia!!!

  7. Clodomiro il25 settembre 2012

    mi ha fatto venire voglia di provare. appena posso mi iscrivo a un corso. racconto splendido.

  8. Antonella il25 settembre 2012

    Racconto spassoso e realistico, anch’io ho seguito un corso di roccia e mi ci riconosco appieno

  9. Cristiano il25 settembre 2012

    Bellissimo!!! Finalmente un modo nuovo di raccontare la montagna!!!!

  10. Pingback: I vincitori del concorso “Blogger Contest.2012″ « altitudini≈ 25 Set, 2012

    […] | Mani sulla roccia – la 33esima volta del corso AR1 | di Patrizia Clò […]

  11. Davide il25 settembre 2012

    Bello e divertente, brava.

  12. Luisa Poto il25 settembre 2012

    GRANDE PATTY…!

  13. Lara De Simoi il25 settembre 2012

    Semplicemente FANTASTICO!!
    Mi sono veramente EMOZIONATA..sembrava di essere la..!!

HAVE SOMETHING TO SAY?