di Emiliano Oddone ≈

Dal giugno 2009 le Dolomiti sono entrate a far parte del World Heritage List come bene naturale universale di tipo seriale per i criteri geologico-geomorfologico ed estetico paesaggistico.

Questo risultato fa risaltare ancor di più il nome Dolomiti nel mondo e fornisce una nuova opportunità di sviluppo per il nostro territorio, ed allo stesso tempo prevede una grande assunzione di responsabilità da parte dei “custodi naturali” di questo patrimonio, ovvero dei suoi abitanti. Tra gli scopi principali di Dolomiti Unesco vi è, infatti, la conservazione e la valorizzazione del territorio secondo i più avanzati principi di sviluppo sostenibile. Questo riconoscimento può diventare un’importante opportunità di sviluppo socio-economico sostenibile per le intere comunità dolomitiche, occasione per rinnovare il tessuto imprenditoriale attraverso processi che si fondano sulle peculiarità ed eccellenze del territorio e rafforzano nei residenti un sano senso di appartenenza e di identità.
È importante ricordare che le Province e le Regioni rientranti con ruolo decisivo nella partita di gestione, e che il 13 maggio 2010 hanno fondato la Fondazione Dolomiti Unesco, contengono le popolazioni dolomitiche, anch’esse patrimonio dell’umanità.

Queste popolazioni sono quindi soggetti particolarmente importanti e potenzialmente protagonisti, in quanto unici custodi possibili di questo bene unico.
Va sottolineato che il riconoscimento del WHS (World Heritage Site) Dolomiti è solo il primo passo. La candidatura infatti è stata approvata a Siviglia a condizione che si sviluppino alcune azioni specifiche a breve-medio e lungo termine, che le Province e le Regioni responsabili del bene si sono impegnate ad attuare, includendole nel documento allegato al dossier di candidatura (Supplementary Management Framework).

Nello specifico la IUCN, organo deputato alla valutazione della candidatura e della corretta gestione del bene, ha più volte evidenziato la scarsa efficacia delle strategie di strategie di comunicazione messe in campo fino ad ora; infatti, questa commissione ha indicato come prioritaria la realizzazione di adeguate azioni coordinate volte a informare i residenti ed i portatori di interesse locali, per favorire la partecipazione attiva degli stessi alla gestione del bene. La concertazione, il dialogo fra gli organi deputati alla gestione del territorio, i portatori di interessi e la popolazione sono per Unesco dimensioni irrinunciabili
nella definizione delle politiche di gestione del bene.

Emiliano Oddone, Dolomiti Project srl

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  1. Mr WordPress il14 dicembre 2012

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