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Matteo Zanga, fotografo professionista, è appena rientrato dalla spedizione italo-pakistana al K2,organizzata da EvK2CNR per celebrare il 60mo anniversario dalla prima scalata. Suoi compagni di viaggio erano Maurizio Gallo e Agostino Da Polenza (alla guida della spedizione), gli alpinisti Michele Chucchi e Simone Origone e l’operatore video Paolo Aralla.
Il viaggio in Karakorum è stato per Matteo un’occasione rivelatrice. Durante le giornate di avvicinamento al campo base, i suoi pensieri correvano spesso ad immaginare la

vita delle persone che incontrava lungo il cammino, con le quali si fermava a chiacchierare e naturalmente a fotografare. Alla sera, sotto la tenda, i pensieri sono diventati scrittura.
La scrittura, nata da quegli incontri, unita alle splendide immagini dei protagonisti di quelle storie, a noi è piaciuta molto. La proponiamo ai lettori di altitudini.it in un unico racconto “Face to K2” di Matteo Zanga, diviso in 4 puntate. «Non avevo mai scritto prima» ci dice Matteo, «pertanto questo è una sorta di debutto. Ovviamente sono storie inventate, ma i riferimenti sulle abitudini e sui luoghi sono assolutamente reali».
Ecco la prima puntata. Giudicate voi… con i vostri commenti.
— Red. altitudini.it
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— 26 luglio 2014, Michele Cucchi in vetta al K2 | La pubblicazione di questa prima puntata di “Face to K2” coincide con la bella notizia che Michele Cucchi, guida alpina di Alagna Valsesia e compagno di spedizione di Matteo Zanga, verso le ore 12 del 26 luglio 2014, ha toccato il cielo del K2. Il suo primo ottomila, il più difficile di tutti. «Posso dire che Michele è un grande. Una persona molto umile e curiosa delle cose nuove e della vita» è il commento di Matteo.

KKH, Karakorum Highway

K2 EXPEDITION

Karakorum, 11 giugno 2014  — Poi ti dicono che il volo per Skardu è cancellato. Va be’, l’avevi già messo in conto, qui è quasi un’eccezione il contrario. Ora ti attendono 30 ore di minivan su per quel torrido budello che si chiama Karakorum Highway. Un serpente indomabile, sempre pronto a mordere, che corre nelle montagne desertiche a braccetto col grande fiume Indo.

La strada è viva, la strada sono i suoi abitanti, i poliziotti dei check-post, gli eterni muratori che sembrano riparare danni sempre nuovi. Gruppi di case malconce si alternano a chioschi dove viene servito il thè nero con latte accompagnato da soffici pagnotte preparate al momento.

Ad ogni chilometro spuntano persone, bambini che tornando da scuola si aggrappano furtivamente ai cassoni dei trucks, bimbe che trasportano in braccio polli più grandi di loro destinati a finire con il cumino e le lenticchie, uomini intenti a non fare nulla ed altri uomini che guardano quelli intenti a fare nulla.

Automobili e van che sfrecciano e rallentano a malapena quando si incrociano, con passaggi al limite del metafisico sul giglio sguarnito che da direttamente, a piombo, sul grande fiume grigio che nelle rapide pare ribollire come a rimarcarti sempre la sua rabbia incontenibile.

E’ qui, in uno degli infiniti rigagnoli che affluiscono nel Grande Fiume che mi sono imbattuto in un gruppo di ragazzini intenti a fare il bagno e a giocare, a tuffarsi e a farsi gli scherzi con l’acqua. Anche qui, in questa folle striscia di universo, i bambini si divertono esattamente come gli altri bambini di tutto il mondo.

Il tagliapietre Quasim

K2 EXPEDITION

Skardu (Pakistan), 13 giugno 2014 — Taglia le pietre Quasim. Le taglia perché le tagliava suo padre, che a sua volta le tagliava perché le tagliavano suo padre e anche suo nonno.

È un mestiere nobile il suo, le sue pietre di arenaria grigia sono di prima qualità e servono per la moschea. Deve tagliarle perfette, quadrate. D’altronde sta lavorando per Allah, non è che puoi prenderla alla leggera. Ma oggi è un po’ irrequieto, e non è per il sole che gli brucia il collo e rimbalza pure sulla pietra costringendolo a chiudere gli occhi. Non è agitato per la polvere che inevitabilmente deve inalare ogni ora del giorno e che gli provoca quella brutta tosse e lo costringe a sputare ogni minuto.

No, non riesce proprio a concentrarsi oggi: è il compleanno di chissà quale Imam della storia e il muezzim, giù nel villaggio, canta a squarciagola perché è un giorno di festa grande. I suoi amici infatti stanno già attaccando un po’ ovunque le lucine elettriche colorate cinesi, e lui non vede l’ora di terminare quella maledetta pietra quadrata. Lo perdoni Allah, non voleva dire maledetta.
Quando avrà finito anche lui potrà correre giù al paese, salirà sul cassone di un trattore e cantando e ballando farà avanti e indietro per la via principale del paese. É nervoso perché ormai ha già diciott’anni e non è sposato, e le ragazze si possono guardare e scegliere solo nelle feste religiose.

Si strizza bene gli occhi Quasim, non che la polvere gli tiri dei brutti scherzi. Ha già visto la figlia di Tariq Al Saeed, chissà se lei lo vorrà? Basta che gli occhi si incrocino un attimo, poi potrà dire al fratello di chiederle di sposarlo. Una volta era più semplice, bastava chiedere al padre, e se a lui andava bene, il gioco era fatto. Ma adesso i tempi sono cambiati, bisogna che anche lei, alla fine, dica di si. Per questo è nervoso, ci sono tanti ragazzi che intendono incrociare gli occhi con lei oggi, ma come fare per essere scelto?

D’un tratto lascia cadere la pietra, ha un’illuminazione! Ma come ho fatto a non pensarci prima? Mica salgo con tutti sul trattore, sarò il più figo io, vedrai come mi guarderà, quando al paese ci andrò con la mia moto della Ferrari! (continua)

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Matteo Zanga autore del post

Matteo Zanga | Sono un fotografo a tutto tondo. Sono nato e vivo in montagna, per cui è abbastanza naturale che molti dei miei lavori siano svolti in questo ambiente. Sono molto fortunato ad essere riuscito a trasformare le mie passioni in un lavoro. Non amo molto le fotografie di paesaggio, preferisco azioni o situazioni in cui ci siano la presenza e la forza dell’uomo. Adoro i ritratti.

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