Angelo Colle

Ricostruire una, o più storie attraverso un’immagine è un compito spesso non facile, ma in ogni caso stimolante, per tentare di svelare che cosa “c’è dietro” paesaggi, volti, atteggiamenti.

L‘immagine che ho scelto per questo tentativo ritrae 19 guide alpine di Cortina. Scattata nel 1913, è l’ultima fotografia di guide ampezzane in gruppo prima della Grande Guerra, che in Ampezzo, come in numerosi altri luoghi, stravolse irrimediabilmente molte cose. Ritengo che il ritratto, che segue le celebri fotografie di gruppo del 1893, 1897 e 1901, sia stato preso davanti al Rifugio Cinque Torri, rinomato punto di ritrovo di escursionisti e scalatori.
Tra i diciannove signori baffuti, barbuti e muniti di cappello come usava al tempo, vi sono alpinisti fortissimi: Antonio Dimai, quarto seduto da sinistra, e Angelo Dibona, seduto davanti nel mezzo; uno scomparve due anni dopo la fotografia, nel vortice della guerra (Celestino de Zanna, quarto da sinistra in seconda fila), altri furono attivi fino agli anni Quaranta del ‘900 (Agostino Verzi, primo da destra davanti).
Qualcuno è stato quasi dimenticato dalla storia; ad esempio Angelo Colle Neno, classe 1869, terzo seduto da sinistra, dall’aspetto quasi pingue e dallo sguardo pacioso e sornione. La Sezione Ampezzo del Club Alpino Tedesco-Austriaco lo aveva autorizzato a svolgere l’attività di guida di montagna alla veneranda età di trentasei anni, pare a seguito di ripetuti tentativi di ottenere la licenza: nella “Guida della Valle di Ampezzo e dei suoi dintorni” (1905), Colle figura ancora come aspirante, insieme ai più giovani Arcangelo Colli, Celestino de Zanna, Florindo Pompanin e Baldassare Verzi.
Una volta promosso, andò per monti con clienti sino agli anni Trenta, gestendo nel frattempo per un periodo la Tofanahütte, ribattezzato nel dopoguerra Rifugio Generale Antonio Cantore. A questa guida viene attribuita un’unica prima salita: la quinta delle sei Cime di Furcia Rossa, nel gruppo di Fanes, sulla quale, il 6 agosto 1909, accompagnò i tedeschi W. Thiel, H. Jung e P. Kleyensteuber.
Di Angelo Colle, che si spense a oltre novant’anni, più che il ricordo di imprese alpinistiche di grande livello, resta quello di un rappresentante della “belle époque” di Cortina, nei fortunati anni tra il 19° e il 20° secolo.
Osservandolo bene, nella fotografia del 1913 pare di intravvedere, più che una rude guida alpina, un dandy, brillante e chiacchierone, abituato a intrattenere i clienti con racconti, battute e frizzi, e magari anche a spararle grosse.

Ernesto Majoni autore del post

Ernesto Majoni | Direttore editoriale de Le Dolomiti Bellunesi, pubblicista, accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. Si diletta di cultura ladina, storia e alpinismo, collabora con diverse testate, vive a Cortina d’Ampezzo (Belluno).

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