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Il muso irriverente di una mucca e la parola transumanza indicano, senza possibilità di errore, il tema della serata del prossimo 10 luglio a Feltre (in provincia di Belluno) con la partecipazione dell’autore del progetto: Gianni Rigoni Stern. 

Poi la parola pace, e soprattutto quel luogo, Srebrenica, rivelano che forse, le vacche, sono solo una scusa per parlare di qualcos’altro.
E allora cosa c’entrano le vacche con la guerra? E cosa possono fare delle vacche per opporsi ad una guerra? Forse che delle bestie possono insegnare qualcosa agli uomini?
Forse nulla, ma forse qualcosa possono fare.
Possono essere un linguaggio comune tra popoli che abitano gli stessi ambienti, la montagna, anche se a mille chilometri di distanza.
E forse se i popoli trovano un linguaggio comune, smettono di aver paura l’uno dell’altro, e smettono di fare la guerra, che, in fin dei conti, è sempre fatta da uomini.
Abbiamo chiesto a Edy Zatta, promotore della serata, e a Giovanni Pelosio, assessore alle politiche sociali del Comune di Feltre, che organizzano l’evento, di spiegarci perché venerdì 10 luglio vale la pena salire al Castello di Alboino a Feltre.

Perché è un appuntamento a cui non si può mancare?
Questa iniziativa, costruita con l’Amministrazione di Feltre, è stata pensata per ricordare i morti di Srebrenica, nell’anno in cui ricorre il ventennale della strage. Nel luglio del 1995 a Srebrenica, una città incastonata nelle valli nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, i soldati serbo-bosniaci del generale Mladić sterminarono circa ottomila persone, uomini e ragazzi bosniaci di religione musulmana. La città, che era stata dichiarata zona di sicurezza dalle Nazioni Unite, fu presa d’assedio e conquistata l’11 luglio, nonostante il presidio di un contingente di caschi blu olandesi. Quello di Srebrenica può essere considerato senza ombra di dubbio il più grave massacro avvenuto in Europa dalla seconda guerra mondiale. La tragedia avvenne nel corso della guerra in Bosnia-Erzegovina, cominciata alla fine di marzo del 1992.

Gianni Rigoni Stern con una donna di Srebrenica

Gianni Rigoni Stern con una donna di Srebrenica

Il cuore dell’evento è la proiezione del documentario “La transumanza della pace”, potete dirci di cosa parla?
La transumanza della Pace è un progetto di Gianni Rigoni Stern filmato e documentato da Roberta Biagiarelli, attrice e regista, da sempre impegnata ad assistere la comunità bosniaca. Il documentario è una sorta di road movie che ha per protagoniste manze e vacche, i paesaggi e i pascoli della Val Rendena in Trentino e quelli della Bosnia-Erzegovina, una storia di solidarietà commovente messa in piedi dallo stesso Gianni Rigoni Stern, figlio di Mario. Nel dicembre del 2010, quarantotto tra manze e manzette di razza Rendena sono state trasferite e donate alle famiglie di allevatori sull’altopiano di Suceska, a una decina di chilometri da Srebrenica. Una storia che ha il sapore di una fiaba, un caso esemplare di solidarietà e umanità tra genti di montagna distanti quasi un migliaio di chilometri. Un’azione portata avanti dal basso, da uomo a uomo, da paesano a paesano, giacché, come scrisse Mario Rigoni Stern, “al mondo siamo tutti paesani”.

Com’è nato l’incontro con Gianni Rigoni Stern?
L’incontro con Gianni Rigoni Stern è avvenuto grazie alle numerose immagini ed articoli attraverso cui siamo venuti a conoscenza del suo bellissimo progetto di solidarietà. Ci è sembrata subito una storia positiva, appena sussurrata ma di enorme speranza, ideale per metterla in contrasto con quella terribile tragedia e per far capire che la guerra è inutile e bestiale.

La serata inizia con una testimonianza. Chi è Jelica Zuljevic?
Jelica è una giovane donna bosniaca, feltrina d’adozione ormai da una ventina d’anni, autrice del libro “Schegge di granata sugli alberi di pruno”, attraverso il quale racconta la sua vicenda, allorché rimase ferita dallo scoppio di una granata. La testimonianza sarà proprio la lettura di un brano del suo libro.

Lo scopo della serata è anche di raccogliere fondi per un progetto di solidarietà. Di cosa si tratta?
La serata sarà una serata di beneficenza, organizzata a costo zero, secondo lo spirito di Gianni che da ormai quasi cinque anni percorre in lungo e in largo tutta Italia – in modo del tutto volontaristico – per promuovere il suo progetto, raccogliendo contributi per continuare a portare avanti gli aiuti alla comunità di Srebrenica. L’invito è quindi quello di partecipare numerosi alla serata di venerdì 10 luglio presso il Castello di Feltre e sostenere, anche con una piccola offerta, questa grande azione di pace. Tutto il ricavato verrà consegnato direttamente a Gianni.

Info sull’evento: http://cultura.comune.feltre.bl.it/la-transumanza-della-pace

Andrea Pasqualotto autore del post

Andrea Pasqualotto | Sono guida naturalistica, giornalista e viaggiatore, vivo a Belluno. Dopo gli studi di Scienze Ambientali presso l’Università di Venezia, di Reykjavik e di Roma, mi sono dedicato a progetti di conservazione della biodiversità coltivata e di sviluppo rurale. Attualmente mi occupo di educazione ambientale ed ecoturismo nelle Dolomiti Bellunesi e collaboro con alcuni giornali su tematiche ambientali ed agroalimentari.

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