Invernali Manrico_04

Manrico Dell’Agnola, affermato alpinista e altrettanto abile fotografo, venerdì 21 dicembre presenta a Nave di Mel (è un piccolo borgo affacciato sulla sponda sinistra del Piave in Val Belluna), la sua più recente impresa, che ha chiamato: “Le mie invernali”.

Chi conosce Manrico ha già colto al volo il gioco di parole che il titolo sottende. Infatti, alpinisticamente, Manrico è un individuo a sangue caldo e, se può scegliere, fra le gelide pareti invernali, anche quelle del prediletto Civetta, e le assolate big-wall de El Capitan nello Yosemite National Park, senz’altro preferisce queste ultime.
Quindi Le mie invernali” devono per forza riguardare l’altra faccia della vita di Manrico, la fotografia appunto. E in effetti è di questo che si tratta, e il sottotitolo dell’opera Dalla fotografia realistica al surrealismo fotografico” chiarisce il gioco di parole e fa intravedere nuove sfide (artistiche) per l’alpinista-fotografo (a proposito dei diversi modi d’intendere ed evolvere la fotografia, è utile leggere il post, pubblicato alcuni giorni fa, di Paolo Lazzarin Dal pittorialismo a documentazione”, di cui l’opera di Manrico sembra proprio la naturale prosecuzione).

Invernali Manrico_03Il percorso artistico di Manrico,

la cui bravura nella fotografia è andata sempre oltre l’ottima padronanza della tecnica, caratterizzandosi per la capacità di aspettare l’attimo, individuare il particolare e l’inquadratura e stabilire il giusto taglio anche in post-produzione, si muove all’interno del Gruppo Sedna, che dal 2010 riunisce una decina tra pittori, scultori e un fotografo (Manrico per l’appunto), provenienti da tutta Italia. Scopo del sodalizio è la promozione, nell’ambito dell’arte contemporanea, di una comune ricerca linguistica, all’interno della quale la parola e il linguaggio sono affidati all’uso del colore e dell’immagine. In questo modo s’intende allargare la sfera dell’indagine artistica al rapporto arte-società, alla funzione dell’arte pura, alla ricerca degli assembramenti matrici e scenici e del linguaggio del corpo, alla ricerca del significato e del senso di fare arte.

I mezzi linguistici usati da Manrico

nell’atto del comunicare la propria arte, con l’opera “Le mie invernali”, trovano forma in un’esasperazione dell’aspetto grafico che il paesaggio, in questo caso invernale, riesce ad offrire a chi lo sa cogliere; paesaggio reso minimalista dall’annullamento del colore e allo stesso tempo impreziosito dall’abbandono della carta fotografica a favore dello sviluppo su tela. Piccoli dettagli che diventano grandi scenari con l’intento di andare al di là della soggettività della bellezza per esplorare l’oggettività del sentire.
Anche il luogo, la bruschetteria “El Mighelon”, in cui Manrico ha scelto di esporre la sua nuova produzione, è un dettaglio che rimanda alla natura informale dell’artista-alpinista e alla sua vita fra i monti e i grandi spazi della natura, in compagnia di tanti amici. Amici proprio come Michele, titolare della bruschetteria, con cui Manrico ha un profondo legame, iniziato lungo la stessa corda di arrampicata e dipanatosi in terre lontane come l’Isola di Baffin.
E ora che la neve è caduta un po’ dappertutto, andiamole a vedere queste invernali, firmate da un alpinista-fotografo visionario.

Inaugurazione venerdì 21 dicembre alle ore 18.00 a Nave di Mel, presso la bruschetteria “El Mighelon”. L’esposizione sarà visitabile fino al 28 febbraio 2013, chiuso il mercoledì.

approfondimenti (clicca e apri)

> calendario 07-12/2012
> Oregon, Smith Roc (1a tappa)
> Manrico in “free solo” sulla Torre Venezia
Gruppo Sedna: http://www.studiodartemes3.it/artisti.html
bruschetteria “El Mighelon”: http://www.elmighelon.com

Redazione altitudini.it autore del post

Red. ≈altitudini.it | La redazione di altitudini.it racconta e discute di montagna e alpinismo.

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