L’incertezza nell’animo

Lo sapevo, il mio timore più grande si è materializzato, ho perso l’orientamento...

testo e foto di Daniele Bianchini  / Roma

Vallone Fosso del Monte
12/11/2017
4 min

Lo sapevo, il mio timore più grande si è materializzato, ho perso l’orientamento. Ho commesso un errore? Non ho visto il segnavia? Oppure ho osato troppo? Il mio desiderio di esplorare il Gran Sasso mi ha spinto forse troppo oltre rispetto alla mia esperienza di escursionista?

Questi i pensieri nella mia testa mentre cerco di mantenere la calma. Con me c’è la mia fidanzata, ma questo non attenua il senso di isolamento. Il bosco è fitto e la luce filtra a fatica, ciò conferisce all’ambiente un’atmosfera un po’ minacciosa o forse è il mio senso di incertezza che amplifica le mie sensazioni in negativo. Nonostante l’inquietudine, l’idea di tornare indietro non mi sfiora. Voglio raggiungere la mia meta, la valle del Venacquaro.

Procedo con circospezione, cercando di notare un segno o una traccia che mi possa indicare una direzione. Ripenso all’inizio del sentiero, una rassicurante strada sterrata che confermava la bontà della mia scelta, ma il senso di sicurezza è scemato con il procedere dell’escursione. La strada è diventata una traccia sempre più esile fino a sparire completamente. Per continuare era necessario notare i bolli sugli alberi. Ora devo rimediare al mio errore, uscire dal bosco e possibilmente nella giusta direzione. Purtroppo l’uscita non è immediata, mi guardo intorno e tutto mi sembra indistinto, immobile, come se il tempo fosse fermo. In realtà il tempo scorre e nel bosco più velocemente, poiché il buio arriva presto. In altre occasioni avrei apprezzato gli splendidi faggi che mi circondano, ma non ora.

Procedo avanti e finalmente trovo un segnavia su un albero, è differente da quelli che mi avevano guidato prima di perdere la direzione. Non ha importanza, porterà da qualche parte. Mi aggrappo a questo unico indizio. Imbocco ciò che sembra un sentiero. È coperto di foglie e sale a tornanti. Sale anche la mia fiducia nell’aver ripreso la direzione giusta. Forse è solo ingenuo ottimismo, ma mi rincuora, attenua la morsa dell’inquietudine che mi ha accompagnato finora.

Logo Blogger Contest2017_300x175
A distanza di anni non ho più ripetuto quel percorso, non ho più visto quella valle selvaggia e isolata.
Veduta ampia della conca al rifugio del Monte. Rifugio del Monte.

Dopo circa mezz’ora vedo finalmente la linea che delimita la fine del bosco. Esco e la luce inizialmente mi acceca. Lascio le tonalità scure del bosco per quelle tipiche di una bella giornata di sole. Metto a fuoco e la prima sensazione che provo è quella di stupore. La seconda è quella di aver fatto un salto all’indietro nel tempo. Poi vedo una piccola casetta in pietra bianca, con i pannelli solari sul tetto. È circondata da grandi massi di pietra. Tutto intorno una distesa verde. La conca termina sotto una imponente parete, è il versante nord del monte Corvo. Capisco che non sono nella valle del Venacquaro. Sarà perché ho lasciato il bosco o perché il posto è bellissimo, non provo delusione per il mio errore. Dimentico perfino le sensazioni negative provate poco prima. Bivacco, ma soprattutto assaporo il momento.

Ora la natura non fa più paura. Il sole scalda il mio corpo e il silenzio avvolge i miei sensi. Poi, a un tratto, un pensiero si insinua nella mia testa; è la strada del ritorno, devo attraversare di nuovo il bosco. Abbandonare la luce. Con cautela ripercorro i miei passi e fortunatamente porto a termine l’escursione.

A distanza di anni non ho più ripetuto quel percorso, non ho più visto quella valle selvaggia e isolata. La mia domanda iniziale è rimasta senza una risposta, ma poco importa. Ancora oggi porto dentro il ricordo di quelle sensazioni di inquietudine e di stupore cosi intense.

Daniele Bianchini

Daniele Bianchini

Metà escursionista metà rocciatore, metà saggio metà folle. Non sono un blogger, ma un appassionato di montagna. La montagna come stile di vita, non solo escursioni o arrampicate, ma anche libri, cinema, gastronomia!


Il mio blog | Nessun Blog. Una pagina facebook nella quale condivido l'esperienze vissute in montagna, ma anche immagini, pensieri, fatti provenienti dalla rete e riferiti sempre alle terre alte.
Link al blog

Esplora altre storie

La Patagonia é già una destinazione che eccita la fantasia, evocando grandi spazi, vento... La Patagonia é già una destinazione che eccita la fantasia, evocando grandi spazi, vento incessante e solitudine, ma é anche il luogo dove la...

Non distinguo più la verticale dallo strapiombo, forse mi gira la testa… sicuramente mi... Non distinguo più la verticale dallo strapiombo, forse mi gira la testa… sicuramente mi scivolano le mani, calcolo quanto è distante l’ultimo chiodo arrugginito,...

Quando sono tornata a camminare in montagna, qualche anno fa, ho riscoperto emozioni che... Quando sono tornata a camminare in montagna, qualche anno fa, ho riscoperto emozioni che non provavo da tempo. Ho ritrovato la bambina selvatica con le...

Che spettacolo il tramonto sulla valle! Le cime lontane si infiammano, le luci non... Che spettacolo il tramonto sulla valle! Le cime lontane si infiammano, le luci non esitano a rincorrere quel contorno d’ombra che spostandosi verso est...

Uno dei colori più rappresentativi di quella terra è il bianco; simboleggia il latte,... Uno dei colori più rappresentativi di quella terra è il bianco; simboleggia il latte, quindi il nutrimento, tanto per le persone che per gli...

Della Dottoressa Pat, dell’equipe di soccorso e della sua ambulanza. Se qualcuno immagina che nei paesi... Della Dottoressa Pat, dell’equipe di soccorso e della sua ambulanza. Se qualcuno immagina che nei paesi di montagna prestare soccorso a poveri malcapitati possa avvenire, come...

Abbiamo scoperto i rumori della notte: il tramestio misterioso dell’erba smossa dal vento e... Abbiamo scoperto i rumori della notte: il tramestio misterioso dell’erba smossa dal vento e dalla rugiada, gli scalpiccii di sconosciuti ungulati. Urla, rantoli, fruscii...

Poche erano le cose che amava più di un sentiero di montagna. Lo scricchiolio della... Poche erano le cose che amava più di un sentiero di montagna. Lo scricchiolio della ghiaia sotto gli scarponi, le nuvole basse pronte a condensarsi...

Marlen Haushofer nel suo romanzo La Parete ci fa incontrare una donna, pur forte,... Marlen Haushofer nel suo romanzo La Parete ci fa incontrare una donna, pur forte, ma destinata a scomparire, e non solo metaforicamente, in una...

Tra Venezia e le montagne dell’Altopiano dei Sette Comuni si dipana il racconto di... Tra Venezia e le montagne dell’Altopiano dei Sette Comuni si dipana il racconto di Andrea Nicolussi Golo. Protagoniste sono tre donne: la giovane pittrice...