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Acqua e montagna possono diventare un mix adrenalinico se mescolate alla forza e fantasia di un grande atleta, come Massimo Benetton, diventando al tempo stesso gli elementi essenziali di una disciplina sportiva affascinante anche se poco conosciuta: la canoa free style.
La canoa free style, nota anche con il termine di “canoa rodeo”, è una disciplina che grazie all’utilizzo di una canoa di lunghezza più corta rispetto ad un normale kayak, circa 1,80 metri e anche meno, di una pagaia doppia specifica e delle varie espressioni che assume la forza dell’acqua (la corrente, le zone di morta, i buchi, i rulli, etc.) crea figure acrobatiche aeree (l’associazione Kayak Treviso propone una breve spiegazione delle figure base del rodeo, come lo stern squirt, lo scew up, il loop, etc.).
In Italia il grande campione è sempre lui, Massimo Benetton, conosciuto nell’ambiente come “Max la bomba”: alla canoa si avvicina da giovane, con la canadese biposto; in coppia con Ludovico Sartor partecipa alla Coppa del Mondo del 1991 e al Campionato mondiale del 1993, in Val di Sole.
Dopo gli anni di esperienza in nazionale  si dedica alla discesa di fiumi e torrenti in Italia e all’estero e si avvicina al free style, diventando in breve un campionissimo di questa specialità.
Nel suo palmares si distinguono dapprima un 3° posto ai Campionati Italiani nel ‘97, poi la partecipazione ai Mondiali nel ’99, seguono un 2° ed un 1° posto alla Coppa Europa nel 2002 e nel 2003, e poi i Mondiali nel 2001 e nel 2002 dove si afferma sempre entrando nelle prime 5 posizioni.

Massimo come si esprime l’Italia in questa disciplina?
In Italia la situazione fa pena… l’onda che si sfruttava sul torrente Mis è scomparsa… L’Italia è molto arretrata rispetto ad altri paesi: qui non ci sono molte onde naturali e non ci sono ambienti artificiali; ogni canoista si ingegna e sfrutta quello che ha a disposizione, come ad esempio il campo gara di canoa fluviale a Valstagna, o ancora in zona l’onda creata dalla chiusa presso l’Associazione kayak Treviso a Canizzano di Treviso. In Europa la situazione è ben diversa, gli atleti più forti sono slovacchi o statunitensi o canadesi, dove è più facile avvicinarsi a sport come questi, a contatto con la natura, e ci sono più strutture artificiali create ad hoc.

Massimo in azione

Achille e Alberto in azione nella varie figure con differenti tipi di imbarcazioni

Cos’è MadeMax?
Sai quando utilizzi per anni uno strumento, come nel mio caso la canoa, riesci ad acquisire una sensibilità particolare: impari a capirne le vibrazioni, a prevederne i movimenti ed ovviamente a gestirla al meglio, imparando ad adattarla a te stesso. Anni fa, dopo i mondiali di free style in Nuova Zelanda del ’99, ho cominciato a lavorare sulla creazione di nuove canoe in collaborazione con l’azienda Ozone, realizzando la canoa Giro, di cui sono state vendute più di 350 canoe. Ora con l’azienda Cs Canoe, abbiamo realizzato la linea MadeMax con la Spot, che è una canoa a cui sono molto affezionato: ovviamente è una canoa da free style e il numero 68 che riporta indica sia la sua lunghezza, 1,68 metri appunto, e rappresenta anche la mia classe.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Beh, ovviamente continuerò ad allenarmi cercando di conciliare lavoro e sport, continuando a partecipare alle competizioni e a lavorare sui miei progetti… ma non dimentico mai quale sia la parte più bella di questa disciplina, cioè il fatto che ti permette di stare a contatto con la natura, soprattutto con la montagna, e viverne gli aspetti più selvaggi. Credo sia uno sport fantastico perché esistono diverse discipline a cui approcciarsi, sia per gli amatori che per gli agonisti, ideale anche per i bambini dove possono immergersi in un’attività che richiede disciplina, coordinazione, equilibrio e rispetto per la natura.

Max Benetton “la bomba”

Max Benetton “la bomba”

Alice Prete autore del post

Alice Prete | Di estrazione canoista, mi appassiona la montagna in tutte le sue discipline, riprendo la maggior parte delle mie scalate e discese sugli sci o in acqua con una videocamera montata sul casco; con questi prodotti multimediali realizzo e conduco su TeleBelluno la trasmissione “Attimi di roccia”; unica componente femminile del gruppo Rocciatori agordini “Gir”, amo scrivere e nel 2010 ho vinto il terzo premio della sezione inediti del concorso “Leggimontagna”.

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