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La rivista Le Dolomiti Bellunesi è a colori e si apre ai social network

È in uscita il 68° fascicolo di “Le Dolomiti Bellunesi”, semestrale delle Sezioni bellunesi del CAI. Una copertina classica ma inedita, su cui campeggia la locandina “Cavalieri della Montagna“, film del 1949 di Severino Casara, apre il numero, che inizia con due editoriali: uno del direttore responsabile Silvano Cavallet e uno dell’ex Presidente della Magnifica Comunità di Cadore Emanuele D’Andrea, il quale riflette sulle strategie e sulle energie da mettere in campo per vivere (o sopravvivere) in montagna.

Un ampio saggio di Marcello Mason sul cinema di montagna dai Lumière ai giorni nostri, arricchito dalle locandine di famosi lungometraggi di ogni epoca, occupa le prime 20 pagine del numero e introduce la grande novità: dopo oltre trent’anni, “Le Dolomiti Bellunesi” è a colori!

Teddy Soppelsa è l’autore di una moderna e vivace presentazione di Paolo, Thomas, Eric e Marino, quattro giovami feltrini che hanno intrapreso di recente la carriera di Guida Alpina.

Seguono alcune riflessioni del direttore editoriale Ernesto Majoni, sul ruolo che la cultura locale può rivestire oggi per il nostro territorio: ostacolo o valore aggiunto per la crescita?

Storia militare, storia sportiva, memorie di alpinisti e cime grandi e piccole s’intrecciano nei contributi di firme familiari ai lettori: “Quei ragazzi del ’99” di Elio Silvestri, “L’umana pietà nella Grande Guerra” di Giovanni Di Vecchia, “Alle origini della Transcivetta” di Giorgio Fontanive, “Ricordiamo Vincenzo Altamura (1930-2009)” di Nico Zuffi, “Pelmo, montagna differente” di Piergiovanni Fain e Piero De Marco Martin, “Chies e le sue montagne” di Maudi De March.

Da ultimo Filippo Frank, con “Dolomiti sconosciute: il monte Porgeit”, guida i lettori alla scoperta di una cima ai margini della nostra Provincia, ben poco nota ma meritevole di attenzione.

Seguendo un palinsesto ormai consolidato, si avvicendano quindi le rubriche “Senza barriere”, sempre ricca di bozzetti, storie e cronache alpine; le Sezioni provinciali del CAI raccontano quindi l’attività nella rubrica loro riservata; segue il “Notiziario”, che informa su vari fatti occorsi nella scorsa stagione fra le vette del Bellunese.

Le prime invernali e le vie nuove relazionate in questo fascicolo confermano un‘attività esplorativa in provincia che ancora non si esaurisce, e il numero si chiude con le recensioni di alcune pubblicazioni di montagna, di autori bellunesi o dedicate al nostro territorio.

Non va dimenticata un’interessante iniziativa, che prende avvio da questo numero: il concorso “Blogger Contest.2012, nel quale abbonati e lettori sono stimolati a proporre brevi scritti di alpinismo e cultura alpina adatti alla pubblicazione on line nel blog altitudini.wordpress.com; per i primi classificati sono in palio alcuni premi di sicuro interesse, e i migliori post selezionati dalla giuria saranno pubblicati sul prossimo numero della rivista. Il Comitato di Redazione di LDB invita quindi i lettori a partecipare.

Le Dolomiti Bellunesi” inizia a colori il trentaquattresimo anno di attività, confermando l’intenzione di ritagliarsi un posto di rilievo nella pubblicistica nazionale di montagna.

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2 commento/i dai lettori

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  1. Antonella Bissacco il5 luglio 2012

    Chiamiamo gli alberi col loro nome!

    L’autore Filippo Frank cita nell’articolo a pag. 71 “Dolomiti sconosciute: il monte Porgeit” il capitello di S.Antonio (foto sempre nella stessa pagina) come “appeso ad una enorme quercia”. Si tratta invece di un “grande faggio” ben riconoscibile, anche se senza foglie vista la stagione, dal tronco e dallo sviluppo. L’albero è stato scelto proprio per le sue dimensioni per ospitare il capitello. Mai viste querce in tutta la zona!

  2. Emanuele D'Andrea il2 luglio 2012

    Grazie per l’ospitalità. E’ in uscita un mio libro (libretto) non in vendita sul Cinema in Cadore, una voce è dedicata a Casara e una pagina al noto manifesto. Peccato non aver conosciuto prima il lavoro di Mason. Propongo in Magnifica un incontro pubblico comune (“LA RIVISTA LE DOLOMITI BELLUNESI E IL CINEMA DI MONTAGNA”?) con lo scopo di far conoscere la vostra rivista, con questo argomento espressamente aperta anche a temi leggeri solo indirettamente “alpinistici”. Sul cinema di Casara in Cadore avevo fatto pervenire a QUOTA 864 (n. 11/2008) la ristampa del suo scritto lavoro “Il primo film invernale sulle Dolomiti”.
    Cordialmente Emanuele D’Andrea
    PS Ottima questa forma di comunicazione.

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