Perdipiave_02

Un viaggio contro corrente, risalendo il fiume Piave da Venezia alla vetta del Peralba, dal mare Adriatico alle Dolomiti a pochi passi dal confine di Stato.

Un viaggio a piedi nella natura, nella memoria dei luoghi e nella vita dei paesi che si affacciano sul placido corso del fiume Sacro alla Patria. Questo è Perdipiave. L’idea di un viaggio “replicabile da parte di chiunque voglia uscire dallo stereotipo della classica vacanza” è di Daniele Marcassa e Francesco Maino, un progetto messo in pratica ancora nell’estate del 2011 e poi ripetuto e ampliato lo scorso agosto.
Daniele e Francesco sono partiti il 27 luglio da piazza San Marco a Venezia (1 metro slm) e l’8 agosto erano in vetta al monte Peralba (2694 metri slm). Oltre a seguire il corso dell’acqua hanno voluto inserire lungo il loro cammino numerose deviazioni, utile espediente per incrociare luoghi e persone e per udire nuove voci.

Daniele e Francesco, con quali obiettivi vi siete messi in cammino?
Eravamo entrambi irrequieti. Sapevamo che volevamo fare un’esperienza “vera”, noi siamo molto amici, entrambi credo a modo nostro avevamo bisogno di trovar qualcosa, non lo so… forse c’era bisogno di un pellegrinaggio, un avvento… il viaggio a piedi è stato imprescindibile… poi Daniele ha studiato regia, io faccio l’avvocato, entrambi scriviamo… abbiamo sempre bisogno di condividere esperienze in cui la nostra amicizia possa rinforzarsi sul piano artistico. Il primissimo anno abbiamo solo camminato, con zaini pesantissimi, le vesciche, riso e tende, dalla nostra città, San Donà di Piave, fino a Revine Lago. Abbiamo provato a capire quel che volevamo fare. Camminavamo perché volevamo sentirci liberi, e senza filtri, cercavamo un’arcadia veneta, o qualcosa di simile. Gli anni successivi (2012-2013) abbiamo raccolto dei frutti, tra cui la chiave del nostro racconto collettivo per immagini.

11a tappa: Francesco Maino (a sx) e Daniele Marcassa hanno raggiunto le sorgenti del Piave

11a tappa: Francesco Maino (a sx) e Daniele Marcassa hanno raggiunto le sorgenti del Piave

A proposito di voci, qual è la voce de “la Piave”?
La voce di una straordinaria vena, la cui acqua, pur con tutti i limiti legati alla “regimentazione di stato”, scorrendo instancabile, continua a salvare le storie e le memorie secolari di un popolo veneto, la cui dea antica, la Reitia, era la grande madre equilibratrice del mondo naturale; è un caso che due madri, “la Piave e la Reitia”, siano così fondamentali per la storia veneta?

Un fiume come il Piave è uno straordinario punto d’incontro di memorie orali. Che storie avete raccolto lungo gli argini?
Potremmo parlare degli strani “Miracoli di Valmorel”, appuntati da Toni Della Santa, le storie degli ex voto per casino Santa Rita da Cascia, divenuti il tratto saliente di “una narrazione pittorica” nell’ultima opera di Dino Buzzati, bellunese doc, e si può dir piavòto, oppure la storia struggente di Gino Rossi e della sua scuola di pittura a Crocetta del Montello, della sua casa di Ciano, di fronte al Piave, il pellegrinaggio in Bretagna, l’esposizione al “Saloon” di Parigi, il ritorno in patria, e l’internamento al manicomio di Sant’Artemio di Treviso; un pitore mato, sensibilissimo, che in Francia ha esposto assieme ai mostri sacri e che è stato difeso “a spada tratta” dai suoi giovanissimi scolari di disegno, tutti figli di operai e contadini, il giorno dell’internamento.

Quasi sempre la vita di un fiume è narrata dalla terra ferma. Siete riusciti a rovesciare la prospettiva e a raccontare la terra dal placido fluire del fiume?
Abbiamo provato a sparigliare le carte, a partire “controcorrente”, in contropiede si direbbe con spirito calcistico: rilanciare una lunga storia, a volte dimenticata, era la sfida dal ventre del fiume, se ci siamo riusciti ce ne rallegriamo.

Sotto il profilo logistico come si è svolto il viaggio?
Partenza da Venezia, due comodi zaini, poche cose essenziali, come il siero anti-zecca. Una trentina di chilometri al giorno, un camper di appoggio per la produzione video, portato magnificamente dal nostro produttore Nicola Piccoli dell’agenzia Phil Fresh, un taccuino e nessuna mappa se non un fiume da risalire e il Peralba da prendere.

Oltre agli incontri programmati c’è stato qualcosa d’imprevisto che vi ha tagliato la strada?
Alcune vesciche di Flavio, il nostro cameraman detto “stambecco”, qualche birra di troppo (ma c’era un caldo pazzesco ad agosto), i rovi del torrente Vascon, altro non ci viene in mente.

A chi raccomandereste di seguire le vostre tracce?
A tutti coloro vorranno fare una vacanza vagabonda piena di consapevolezza, stupore e rivelazione… non dimenticando mai la compagnia del vin raboso, in nome di una amicizia che si rinnova da anni… per quanto ci riguarda.

In partenza da piazza San Marco a Venezia

In partenza da piazza San Marco a Venezia

Ragazzi lasciate stare il calcio e incominciate a camminare!
Lo spot di Perdipiave, con la partecipazione straordinaria del mitico Tiziano Crudeli, da ottobre in onda su 7 Gold il racconto a puntate del viaggio da Venezia alle Dolomiti lungo il fiume Piave alla scoperta di luoghi, storie, cultura ed enogastronomia. Una produzione Phil Fresh.

Perdipiave è un progetto di PHIL FRESH snc – www.philfresh.it
Web: www.perdipiave.com – Facebook: www.facebook.com/Perdipiave – Twitter: twitter.com/Perdipiave

Teddy Soppelsa autore del post

Teddy Soppelsa | Autore di pubblicazioni su montagna, alpinismo e ambiente, componente cdr de Le Dolomiti Bellunesi, socio GISM, fondatore del blog-magazine altitudini.it.

2 commento/i dai lettori

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  1. Pingback: Intervista sul blog-magazine Altitudini 23 Set, 2013

    […] Potete leggere l’intervista cliccando qui. […]

  2. roberto pedrazzoni il20 settembre 2013

    Complimenti per il progetto intrigante e molto originale. spero di riuscire a vedere il video.
    In agosto mi sono proposto anch’io come meta il Peralba percorrendo il classico itinerario delle creste di confine https://www.facebook.com/traversatacarnica.lamia grandi emozioni e profonde riflessioni, grazie anche alle suggestioni che questi territori regalano in abbondanza

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