rifugio gervasutti_11Il terzo pianeta della stella XFR-2314 è completamente ghiacciato,
ha un’atmosfera e una discreta gravità e attualmente nessuna forma di vita.

Per due terzi è un immenso pianoro, ma in qualche punto si ergono delle rughe ad altezza variabile che verso le sommità, più esposte al calore della stella, il ghiaccio sciolto lascia scoperte rocce con alto contenuto di ferro e altri minerali. I campioni prelevati indicano che in passato vi era una notevole attività vulcanica e dunque il pianeta ha vissuto momenti più caldi di questo.

Su uno sperone di roccia abbiamo rinvenuto uno strano oggetto a forma di grosso tubo ben ancorato e apparentemente integro. L’ispezione interna ha rivelato che potrebbe essere stata una abitazione con luoghi adatti al riposo e alla preparazione di cibo. Dall’ampiezza dei loculi di riposo e dall’altezza generale dell’ambiente si suppone che chi lo abitava aveva il doppio della nostra corporatura (dati compatibili con la gravità del pianeta).

Sono stati rinvenuti alcuni oggetti all’interno della struttura: una lunga matassa di filo di sezione Tr² prodotto da fibre intrecciate di idrocarburi; un attrezzo metallico con due punte montato su uno stelo; altro attrezzo metallico di forma allungata e piatta con numerose punte acuminate rivolte verso lo stesso lato tranne  due che divergono parallele all’asse di lunghezza.

I primi due attrezzi sono anche raffigurati in modo stilizzato, intrecciati tra loro, all’esterno del tubo nei pressi dell’entrata insieme ad alcuni altri simboli incomprensibili. La medesima effige compare anche su un plico di fogli colorati e pieni di altri simboli incomprensibili; questi fogli risultano molto importanti perché vi appaiono raffigurati gli esseri che abitavano questo ambiente.

Non si capisce come potessero vivere in questo ambiente inospitale e freddo. Forse quando il pianeta era più caldo le condizioni potevano essere migliori; ma perché allora costruire abitazioni in luoghi così disagevoli con immense zone pianeggianti a disposizione? Forse questa era una struttura temporanea dove si recavano alla ricerca di qualche cosa.

Il mio collega, in base agli oggetti ritrovati avanza l’ipotesi di una qualche iniziazione tribale; il simbolo posto all’esterno raffigura gli oggetti ritrovati all’interno e questa non può essere una coincidenza: potrebbe essere il logo di una speciale associazione di adepti. Il mio collega sostiene inoltre che tali attrezzi potessero servire per ancorarsi sul ghiaccio e la matassa di fibre intrecciate poteva garantire un sostegno esterno. Dunque gli abitatori di questi luoghi temevano la forza di gravità, in queste sommità si sentivano vulnerabili, a rischio della vita.

Perché dunque giungevano fin qui? Vi erano forse costretti?

D’altra parte non si riesce a comprendere quale utilità potesse avere un soggiorno in questa abitazione a forma di tubo in mezzo ai ghiacci e a rocce aride a picco su baratri paurosi.

Personalmente sostengo che proprio l’attività che qui svolgevano potrebbe essere la causa della loro estinzione. Dato che apparentemente giungevano fino qui con nessuno scopo, forse solo quello, inutile, di salire le montagne nei dintorni, era certamente un popolo con scarsa razionalità e guidato solo da sentimenti e istinti; predisposizioni che sappiamo essere la causa principale dell’estinzione di intere civiltà.

Giorgio Madinelli autore del post

Giorgio Madinelli | Esploratore dei greppi. 3° classificato al Blogger Contest.2015.

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