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Copertina LDB Natale 2011. Ericailcane, Silos a Vignole, 2011. Sullo sfondo, i Monti del Sole. (foto A. Montresor)

Copertina LDB Natale 2011. Ericailcane, Silos a Vignole, 2011. Sullo sfondo, i Monti del Sole. (foto A. Montresor)

La rivista Le Dolomiti Bellunesi, in spedizione in questi giorni, propone in copertina un’immagine decisamente in controtendenza rispetto a quanto visto fino ad ora da quel lontano 1978, anno di nascita della rivista.
Tuttavia i contenuti, come potrai vedere e leggere, rimangono più o meno gli stessi. Ma qualcosa nell’aria sembra stia per cambiare.
Se sei un abbonato o leggi Le Dolomiti Bellunesi, ci piacerebbe aprire un dibattito per conoscere la tua opinione.
Ti invitiamo quindi ad esprimere il tuo parere a riguardo di un possibile cambiamento, nei contenuti e nella grafica della rivista, segnalandoci i tuoi suggerimenti e/o preferenze.
Lo puoi fare in due modi:

1. vota il sondaggio qui sotto;
2. lascia qui un tuo commento.

Grazie e buon 2012.
la Redazione LDB

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Red. ≈altitudini.it | La redazione di altitudini.it racconta e discute di montagna e alpinismo.

21 commento/i dai lettori

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  1. Mario Pistolato il19 febbraio 2012

    Io credo che la rivista dovrebbe cessare, come la ben più gloriosa Rivista della Montagna.
    Dopotutto i “padri fondatori” sono stati fatti da parte.
    Se proprio ci sono nuovi nomi e nuove idee perché non ave re il coraggio di fondare una rivista tutta nuova ?

  2. Enzo Bologna il26 gennaio 2012

    I cambiamenti sono, per ogni realtà, naturali e doverosi. Sul come e quando se ne può discutere. Sicuramente una rivisitazione grafica (ma non nel formato) sarebbe auspicabile, primo fra tutti l’uso di foto a colori. Sul cambio direzione di temi ed articoli trattati sinceramente sono meno propenso. O meglio, su un cambio troppo radicale. Se è vero che è giusto stare al passo con i tempi e le evoluzioni del mondo della montagna (in tutti i suoi significati ed ambiti), è pur vero che le edicole sono piene di riviste che trattano le ultime ascensioni, le evoluzioni dell’andare in montagna, aperte anche a realtà come la mountain bike, il nordic walking, l’arrampicata sportiva, i trekking d lungo respiro o i test sui nuovi materiali. Ben poche invece sono le testate che si soffermano sulle tradizioni, la storia locale, i sentieri di una vita. Tra queste poche c’è la voce autorevole di LDB. Non vuole essere un consiglio di rimanere una realtà ammuffita e nostalgica, staccata dal mondo reale, ma un augurio di cambiare con attenzione e rimanendo sempre ben ancorati alle radici. Continuare a trattare i temi peculiari della storia e tradizione bellunese a cui associare articoli su come si vive oggi questa realtà, i suoi problemi e come affrontarli in futuro. Di riviste-moda sulla montagna, ce ne sono fin troppe. Di punti di riferimento pochi e LDB è uno di questi. Complimenti e buon lavoro.

  3. paola il22 gennaio 2012

    Potrebbe diventare on-line come Lo Scarpone.

  4. gigi g. il19 gennaio 2012

    Questo e quello, mi raccomando. La montagna ha la sua storia e le sue storie: se il documento vale, sarebbe un peccato “civile” trascurarlo. Ma la montagna ha anche la sua attualità perché… per fortuna è viva! E allora ben venga, anzi, speriamo che LDB riesca sempre di più a dar voce alla montagna di oggi (soprattutto alla gente che vive in montagna e di montagna), che in provincia di Belluno soffre tantissimo e che non si avvantaggia delle grassissime e discutibili autonomie di tante altre Alpi. Buon lavoro!

  5. Paolo Lazzarin
    Paolo Lazzarin il16 gennaio 2012

    Che la “vecchia” LDB sia una rivista che si è meritatamente conquistata una posizione di grande valore e prestigio è un dato di fatto. Che sia ora di cambiarla mi sembra però scontato. Sarebbe altrimenti come voler affermare che treni come l’Orient Express -che pure hanno fatto la Storia- devono ancora circolare sulle linee ferroviarie d’Europa, o che il servizio postale negli Stati Uniti deve ancora servirsi dei mitici Pony Express, o che un articolo per i giornali è buono solo se è scritto con la gloriosa Olivetti Lettera 22. Come cambiarla sta prima di tutto alla Redazione, ma anche al Lettori, il cui contributo va sollecitato e accolto con gratitudine. Anche quando non condiviso da tutti. Buon lavoro a tutti noi. Paolo Lazzarin

  6. Alessandro Gogna il16 gennaio 2012

    Raccomando un cambiamento graduale, soprattutto nella direzione dell’affrontare temi della massima attualità, sia ambientale che alpinistico-escursionistica.
    Dico graduale perché non vorrei che le vecchie tematiche, la storia, la cultura delle Dolomiti Bellunesi fossero abbandonate o anche solo trascurate.
    Ritengo che il cambiamento dovrebbe effettuarsi su non più di un 15% dei contenuti attuali.
    Dolomiti Bellunesi conserverebbe così le sue radici ma si vestirebbe di nuovi rami. E acquisterebbe di certi nuovi lettori.
    Complimenti, dunque, e in bocca al lupo

  7. gigi zoldan il11 gennaio 2012

    innanzitutto devo fare i complimenti con tutti coloro che hanno collaborato alla vita di questa meravigliosa rivista. Certamente potrebbe essere anche migliorata ma è importante che tutti diano il loro contributo e non si soffermino al delegare.
    personalmente a me piacerebbe qualche articolo in più su nuovi sentieri poco conosciuti e qualche articolo in più riguardante la flora e la fauna dei nostri monti.
    Ad ogni buon conto grazie ed ancora grazie per il vostro grande lavoro

  8. oscar il11 gennaio 2012

    Sinceramente da alcuni anni non riuscivo proprio più a leggere “Le Dolomiti bellunesi”: ne avevo una sorta di rifiuto perché mi sembrava di leggere un bollettino parrocchiale.
    Di storie di scarponi grossi, pantaloni alla zuava e camicie di flanella penso che ormai ne abbiamo lette anche troppe in tutti questi anni… Credo che vivere la montagna e praticare l’alpinismo oggi nelle “Dolomiti bellunesi” sia un qualcosa di diverso dalle ormai straraccontate storie dei vari Italo Zandonella Callegher, che per carità, stimo moltissimo, ma che forse è giunto il tempo lasci a più giovani menti spazio per nuove esperienze.
    Molto interessante l’articolo di Diego Cason sull’ultimo numero.

  9. Gaetano Soriani il5 gennaio 2012

    Non sono un abbonato ma compro regolarmente LDB dal 1990.
    Sono d’accordo nel riconoscere il grande impegno che sta a monte di tutti gli articoli.
    Personalmente riserverei maggiore spazio a “racconti di montagna” incentivando anche i lettori a mandare qualche loro scritto.
    Gaetano 5 gennaio 2012

  10. Annalisa il5 gennaio 2012

    E’ senz’altro meritevole il grande lavoro di ricerca, e non solo, che c’è dietro ogni numero pubblicato, ma concordo con altri commentatori che qualche articolo di attualità e del “vivere in e di montagna” ai giorni attuali sia auspicabile.

  11. approfitto del libro aperto per congratularmi della vostra sempre bella pubblicazione che seguo da circa trent’anni .
    come suggerimento mi permetto ricordare il tema più volte sottolineato dal past president generale prof Salsa : l’importanza della vita delle “terre alte”, che occupano gran parte del territorio bellunese .
    pertanto la rivista dovrebbe dare ampio spazio a tutte le iniziative che possono portare sempre più vita alle terre alte , magari approfittando dell’esperienza della contigua provincia di Bolzano.

  12. Raffaello Vergani il3 gennaio 2012

    E’ troppo presto per dare un giudizio sulla nuova direzione della rivista così come si presenta nell’ultimo anno 2011. Comunque, per quanto riguarda i contenuti, a mio parere la precedente gestione Zandonella-Santomaso ha realizzato un ammirevole equilibrio tra alpinismo ed escursionismo, scienze della natura e scienze dell’uomo, storia e cultura della montagna bellunese. Su questo piano, per me, c’è ben poco da cambiare.
    Raffaello Vergani

  13. Bartolomei Silvio il2 gennaio 2012

    Egregi, innanzitutto complimenti, non è frequente che una redazione (di una realtà associativa) faccia una “customer sactisfation” con i suoi utenti/lettori.
    Prima ero un lettore occasionale da amici che mi passavano le copie arretrate e dal 2011 abbonato.
    Ritengo che unire la tradizione con l’innovazione sia possibile e auspicabile.
    Mi permetto con spirito creativo e costruttivo dare alcuni suggerimenti:
    a) non sono i contenuti da modificare, ma da aggiornare il linguaggio di scrittura ai tempi e agli “spiriti liberi” della montagna, anche usando il colore e i disegni;
    b) inserirei più cartine e schizzi di relazioni (alpinistiche e/o escursionistiche e/o scialpinistiche, etc. per dare dinamicità alla lettura e alla interrelazione con il lettore, conformando rubriche tematiche caratterizzanti;
    c) aggiungerei una maggiore presenza di storie, filastrocche antiche e/o moderne per i bimbi e per i bambini (grandi e piccini :-)), sono elemento di tradizione ed educazione alla montagna.

    Buon cammino
    Silvio Bartolomei

  14. antonella il2 gennaio 2012

    concordo con quanto detto da Fabio BRistot: la rivista sa ormai troppo di vecchio, certi temi sono lontanissimi ormai e sinceramente poco interessanti anche perchè sono sempre quelli. Se vuole continuare a vivere e a interessare un pubblico più giovane deve rapportarsi al presente: un flash back sul passato ogni tanto va bene, ma parlare sempre e solo di fatti accaduti molto indietro nel tempo non interessa + di tanto. Così com’è sembra fatta da ottuagenari (con tutto il rispetto dovuto).

  15. Pier Giorgio Pellacani
    Pier Giorgio - Modena il2 gennaio 2012

    Credo sia bene affrontare anche temi più moderni rimanendo ancorati al passato.

  16. nonnomauro il2 gennaio 2012

    sono di bologna. per potere ricevere la vostra rivista come e cosa debbo fare? grazie e tanti auguri. p. avete notizie sulla salute di soro dorotei? grazie e buon anno

  17. Sandro - Belluno il2 gennaio 2012

    concedetemi di esprimere la mia opinione di lettore saltuario; apprezzo sia l’attualità che le ricerche storiche presenti su LDB ed apprezzo l’assenza di racconti di prestazioni personali.
    Aggiungerei una rubrica o filone di interventi e confronti sulle tecniche di base dell’alpinismo in genere per coinvolgere i neofiti ed indirizzarli ai vari corsi ed un’altra destinata ai collaboratori delle commissioni per aiutarli ad avere nuove conoscenze e tecniche di coinvolgimento degli allievi.
    Un saluto a tutti.

  18. Fabio Bristot (Rufus) il2 gennaio 2012

    Una rivista che, ancorché bimestrale, ha da sempre suscitato in me “aspettazione” nel riceverla. Da alcuni anni però la rivista ha perso di qualità o, meglio, è rimasta icona sempre eguale a se stessa, non sapendo interagire con il presente, anzi, come ho detto in una recente lettera, con il passato almeno prossimo e non già con quello remoto.
    Ora, è tempo passato di lasciare taluni aspetti storiografici di poco conto e taluni altri temi storici, francamente abusati e leziosi, alla così detta storia monumentale.
    Amerei invece una rivista che recuperi memorie vive e vere per lanciarle nell’orizzonte dell’istante e nella prospettiva del futuro e non già una rivista tutta rivolta ad un passato per alcuni versi anche molto auto compiacente. Una rivista che sia una sorta di matura integrazione tra ricordo, magari talvolta anche melanconico, e necessità di rapportarsi al tempo (2011) e, soprattutto, ai problemi considerevoli che questo tempo – l’oggi – ci mette davanti.
    Altra cosa riguarda il restyling grafico e l’uso del colore, ormai imprescindibile soprattutto per gli under 30/40, alla pari dell’utilizzo di “integrazioni” possibili con nuovi modi di comunicare che possano intercettare giovani e giovanissimi che, credetemi, non aprono neppure una pagina della rivista.
    Spero possa essere così già a breve poiché non è più tempo di stelle alpine e gavette, cioè di quella retorica a cui sempre meno gente è legata.

  19. Giuliano Vaona il2 gennaio 2012

    Mi piacerebbe che fosse anche in libreria, o anche in edicola, magari anche su prenotazione o convenzione e quindi aperta all’acquisto da parte dei non soci CAI.

  20. Io direi di trattare tutti e due i temi; cioè da una parte rimanere ancorati al passato e nel contempo affrontare temi più moderni. Cercando di non cadere il quello sbaglio che ha fatto per un periodo il giornale del CAI, Cioè trattare solo di falesie ed arrampicate estreme.
    Un pò di sano retrò non fa male, è un buon condimento
    bepilovato

  21. Iside il23 dicembre 2011

    Le Dolomiti Bellunesi si conferma come una voce importante della cultura montana, bellunese ma non solo. Pian piano, ma decisamente, dovrà svincolarsi un po’ dalla concezione “Vecchio Scarpone” della Montagna ed affrontare con coraggio e spirito propositivo anche temi e immagini più impegnative, avviandosi nella Montagna bellunese del presente e in quella del futuro. Per questo, ben vengano editoriali e articoli “di rottura”, ed autori come D’Andrea, Cason, D’Incà Levis; senza ovviamente nulla togliere a tutti gli altri, che alla passione per la Montagna uniscono un encomiabile spirito volontaristico e vanno ringraziati ed incoraggiati.
    Complimenti, LDB, e buon viaggio!

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