Reportage

Salewa Get Vertical /#2

"Queste brevi ma intense giornate hanno i toni forti del viaggio d’avventura: incontri e condivisioni con persone di diverse nazionalità, scoperta ed immersione in ambienti nuovi"

testo di Jacopo Mori, foto di Giacomo Frison  / Vignui (BL)

Lena, Markus, Anna e Gabriel affrontano gli ultimi passi prima della vetta del Eiskogele (3233 m)
08/04/2018
5 min

Get Vertical / base camp experience di SALEWA
Jacopo Mori ha partecipato con Giacomo Frison come inviato speciale di altitudini al SALEWA Get Vertical, l’avventura di ski mountaineering che si è svolta dal 15 al 18 marzo 2018 a Obergurgl/Hochgurgl, nel Tirolo austriaco. Nel testo che segue il racconto di come Jacopo ha vissuto questa esperienza. Il racconto di Giacomo invece lo puoi leggere qui.

MERAVIGLIOSO GET VERTICAL

Langtalereck Hütte, 17 marzo, sera
Mi ritrovo, in un momento di pausa, solo in camerata. I miei compagni sono tutti di sotto che brindano all’escursione appena compiuta e socializzano tra birre, conversazioni e mazzi di carte.
E’ piacevole l’arredo di questa stanza con le travi in legno e i letti disposti su un’unica fila lungo la parete. Ma è stretta, fin troppo stretta, tutta stipata di borse, zaini, vestiario e attrezzatura varia. Le necessità in inverno sono maggiori rispetto l’estate – soprattutto se si porta con sé l’intero corredo alpinistico per quattro giorni in ghiacciaio – e così il passaggio tra un letto e l’altro è quasi obbligato. Ma per chi ama i viaggi avventurosi un simile alloggio è normalità, a volte è pure un piacere. Ci si arrangia con poco, basta un posto per dormire, un po’ di vivande e la gioia di interagire con qualcuno.
Ad un estraneo che entrasse nella camerata salterebbe subito all’occhio l’omogeneità di zaini, giacche, berretti, pantaloni. Colori e design uniformi. Su tutto emerge il marchio con l’aquila di Salewa.

Una telefonata inaspettata

Mi ritrovo da tre giorni tra le montagne d’Austria, nei pressi di Obergurl, al Get Vertical Base Camp di Salewa. Solo una settimana fa mi è giunta, totalmente inaspettata, una telefonata dalla redazione di altitudini che mi proponeva di sostituire Mariolina Cattaneo, vincitrice del premio ma impossibilitata a partecipare.
L’invito mi arriva in un momento complicato e per tanti motivi mi risulta difficile decidere in poche ore. Ma la situazione pare proprio volermi mettere alla prova, appunto come il tema del Contest “Liberi di sbagliare”! So che è una grande occasione e decido di buttarmi, di assaporare il gusto di questa esperienza. E così accetto.

Queste brevi ma intense giornate al Get Vertical hanno i toni forti del viaggio d’avventura: incontri, scambi, condivisioni con persone di diverse nazionalità, scoperta ed immersione in ambienti nuovi tra paesaggi per me inconsueti, programma mai definitivo che si adatta al meteo e alle necessità. E’ una delle dimensioni del viaggio che amo di più, forse perché mi fa sentire libero da schemi, mi ricorda che il mondo ha infiniti angoli che neanche immagino, mi costringe a vivere il qui e ora, percependone la ricchezza.

So che è una grande occasione e decido di buttarmi, di assaporare il gusto di questa esperienza.

Ognuno con il proprio stile e la propria personalità

Così i quattro giorni si popolano di nuovi volti, quelli dei compagni italiani e di altri europei, vincitori del concorso fotografico di Salewa, quelli dello staff di Salewa e delle guide alpine. Siamo tutti legati dall’amore per la montagna invernale, per quanto vissuto con esperienze e sfaccettature diverse. Ognuno con il proprio stile e la propria personalità. Emergono la determinazione di Matteo, forte aspirante guida alpina, o l’entusiasmo e la freschezza di Vicky, giovane appassionata di sport montani. Tatiana, giornalista outdoor, osserva tutto con occhio attento e curioso. Giacomo, camminatore e ideatore di Altripiani (un progetto di viaggi attraverso le culture dei popoli di montagna)  porta la sua simpatia arricchita dall’accento veneziano. Caterina, romana amante della montagna, ogni tanto stempera con la sua maturità le esuberanze del gruppo italiano. Incontro Vojta, esperto sciatore ed alpinista cecoslovacco, invece da Lena e Markus apprendo un gioco austriaco con le carte, poi mi ritrovo durante l’attraversamento di un ghiaccio a ragionare con l’ingegnere Thomas sul futuro delle telecomunicazioni. Federico, Simon, Anna e i fotografi Anton e Herry compongono l’amichevole staff di Salewa ai quali si unirà l’ultimo giorno Simon Gietl, famoso alpinista austriaco. Con Magda, Lidia e Ralph, gli scambi saranno brevi, ma non per questo meno sentiti.

Someone of you looks like a hungry tiger

Le guide austriache, Matthias, Anton e Gabriel, per quanto giovani posseggono parecchia esperienza e sanno proporci, nonostante il cielo si apra per un sola giornata, itinerari diversificati in ambienti ad effetto che profumano di nuovo per chi come me è abituato alle rocce dolomitiche. Come la soleggiata salita all’Hinterer Seelenkog (3472 m) su agevoli pendii aperti con l’emozionante discesa finale dentro un ripido canalino; l’interminabile attraversamento dal sapore nordico del Gurgler Ferner, mentre le cime attorno si nascondono tra le nuvole, seguita da una lunghissima discesa rettilinea in falsopiano in cui gli sci sembrano guidati per chilometri da un invisibile rullo trasportatore; l’alpinistica ascensione all’Eiskögele (3233 m), sotto una nevicata, con un tratto su sentiero attrezzato e una sciata su un inviolato manto di neve farinosa. Anche per il gruppo dei meno allenanti è prevista la salita ad una vetta, con ramponi ai piedi e calata in corda doppia.

Matthias, il capo spedizione, riconoscendo in qualcuno un grande slancio verso l’azione, affermerà alla partenza della prima escursione: “Someone of you looks like a hungry tiger”. E infatti, sfidando le incertezze del tempo convinciamo lo staff a fornirci i materiali per una notte in tenda, spinti dal senso di avventura e, probabilmente, anche dal bisogno di aria fresca fuori dall’affollata camerata. Per me è la prima notte invernale all’aperto in cui non provo incessanti tremolii e senza dover coprimi ora dopo ora con crescenti strati di vestiario. Il sacco piuma è testato perfettamente per la temperatura esterna di -15° e il senso di confort è ottimo.
Ultimamente certi acquisti per lo scialpinismo mi hanno fatto pensare a quanta ricerca e tecnologia ci siano dietro l’attrezzatura che usiamo. Forse la grande diffusione di questo sport negli ultimi anni è legata anche al miglioramento dei materiali, sempre più leggeri, comodi e performanti.

Va di certo ringraziata Salewa per questa opportunità che da anni offre ad appassionati di vivere in inverno ed in estate giornate avventurose così ricche, accuratamente e generosamente organizzate. E un grazie va anche a tutti gli amici con cui ho condiviso questo meraviglioso Get Vertical!

Spinti dal senso di avventura e anche dal bisogno di aria fresca passiamo una notte in tenda.
Jacopo Mori

Jacopo Mori

Vivo nel bellunese e fin da giovane mi sono appassionato di montagna. Ma in generale amo coltivare interessi che mi portino ad approfondire il contatto con la natura: vivessi in riva al mare, probabilmente sarei appassionato di vela e di immersioni subacquee.


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