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Tra le migliaia di sentieri e mulattiere che segnano le Dolomiti, alcuni hanno un valore aggiunto: sono “dedicati” a qualcuno o a qualcosa.

Possono essere pionieri dell’esplorazione, grandi alpinisti, figure di spicco nel campo della cultura, alpini o kaiserjäger, carbonai o cacciatori. In questa guida (nelle librerie dalla fine di aprile), Paolo Bonetti e Paolo Lazzarin (due “veterani” di guide escursionistiche nelle Dolomiti) ne hanno raccolti 45, di varia lunghezza e difficoltà, dalle Dolomiti di Brenta alla Cresta Carnica, descrivendo dettagliatamente il percorso e accompagnandoli con preziose note storiche.

Le Dolomiti, in gran parte comprese nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco dal 26 giugno 2009, sono segnate da migliaia e migliaia di chilometri di sentieri, mulattiere e percorsi attrezzati di varia difficoltà e lunghezza. Li accomuna uno straordinario fascino, del resto le qualità panoramiche e l’ambiente del territorio dolomitico non hanno bisogno di presentazione. Molti di loro però hanno un valore aggiunto: un nome e una storia.

Il battesimo di un sentiero nasce spesso dal desiderio di ricordare personalità legate al territorio, talvolta invece la tradizione orale ha tramandato un nome che ricorda la funzione o la storia di percorsi e luoghi.

Ci sono quindi sentieri dedicati a pionieri o grandi alpinisti, come nel caso della Cengia di Grohmann sul Pelmo, o della Ferrata Tissi sulla Civetta oppure del Sentiero Messner sulle Odle di Eores, e altri dedicati a figure di spicco in ambiti estranei alla montagna, ma che la montagna hanno amato, come il Sentiero Pertini nel Sassolungo, passeggiata preferita dall’allora presidente della Repubblica, o la Elisabeth Promenade sull’Alpe di Nova Levante, che ricorda uno dei luoghi amati da Elisabetta di Baviera, imperatrice d’Austria.

Qualche dedica riguarda personalità della cultura che hanno radici montanare, come nel caso del Sentiero Buzzati nelle Pale di San Martino, o anche di artisti che hanno lasciato traccia del loro passaggio, come è il caso del Sentiero Dürer, fra le valli dell’Adige e di Cembra.

Numerosi sono i sentieri “degli Alpini” o “dei Kaiserjäger”, realizzati dai soldati italiani e austriaci in condizioni ambientali durissime sulla linea del fronte nell’imminenza e durante il primo conflitto mondiale.

Diffusi sono anche i sentieri che ricordano le attività della montagna di un tempo: il Viàz l’Órs nel Bosconero, antico percorso di caccia, il Truoi del Sciarbón nelle Dolomiti Friulane, utilizzato per portare a valle il carbone di legna, l’Erzweg seguito dai minatori di Villandro per il trasporto del minerale estratto dal Pfunderer, la Via del Cavaghiaccio nelle Vette Feltrine, che ricorda le fatiche dei montanari che raccoglievano e commercializzavano la neve e il ghiaccio.

Affascinanti sono anche quelli che riportano a epoche lontane, come la Via degli Ospizi lungo il Canale d’Àgordo che ricalca piste medievali, o il Troi Pajàn in Val Gardena, direttrice preistorica di accesso alla valle. Numerosi, e non poteva essere diversamente, sono anche i sentieri e i luoghi che rimandano alle fiabe dolomitiche che Karl Felix Wolff  ha salvato dall’oblio.

«In questo libro» affermano gli autori, «abbiamo raccolti 45 itinerari, che consideriamo tra i più interessanti dal punto di vista escursionistico e i più significativi per il valore della “dedica” o della storia. Per lo più si tratta di sentieri accessibili a tutti; vi sono però alcuni sentieri attrezzati e vie ferrate e un paio di percorsi che richiedono esperienza di escursionismo alpinistico.»

La descrizione degli itinerari comprende una parte tecnica, tipica di un’accurata guida escursionistica, e una parte – per così dire – “di lettura”, che inquadra l’escursione nell’ambito del tema che la riguarda. Talvolta il percorso originario è “contaminato” per completare un itinerario in forma di anello, o per renderlo più interessante con deviazioni, o anche per ridurne la lunghezza dove questa pareva eccessiva.

Sentieri dedicati, Paolo Bonetti e Paolo Lazzarin, 208 pagine formato 15×21 cm, 218 fotografie e 45 cartine, Versante Sud Editore, € 27,5

Redazione altitudini.it autore del post

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