Val di Seren con el Pian de la Cesa (ph. www.porcensito.eu) e panoramica del Col dei Bof (ph. www.bellunovirtuale.com)

Val di Seren con el Pian de la Cesa (ph. www.porcensito.eu) e panoramica invernale del Col dei Bof (ph. www.bellunovirtuale.com)

Da qualche anno la piccola Valle di Seren, al margine occidentale della provincia di Belluno, sembra vivere una inaspettata rinascita. Agriturismi nascosti tra le fronde degli alberi, borghi rimessi a nuovo da altoatesini con tanto di benedizione, vigneti tenacemente arroccati tra i solivi, registi di fama internazionale alla ricerca di scenari balcanici.

Il 19 luglio è stato organizzato un festival che vuole fare sintesi di tutto questo, con l’aggiunta di assonanze che convergono magicamente da tutto l’arco alpino. Abbiamo chiesto a Edy Zatta, ideatore di questo evento, di raccontarci cosa sta accedendo e per capire perché, sabato 19 luglio, vale la pena di salire al Pian de la Cesa, in Valle di Seren.

Edy, come nasce questo festival?
Il Festival nasce da una mia idea, poi sviluppata all’interno dei gruppi di lavoro, insieme ad Angelica Dal Pozzo e Laura Rech, organizzati dalla neonata Fondazione Valle di Seren.

Edy Zatta

Edy Zatta

E come sei riuscito a trasformare l’idea in un atto concreto?
L’idea si è concretizzata grazie alla sensibilità del CAI Terre Alte e del GAL Prealpi e Dolomiti. In seguito il progetto ha voluto coinvolgere enti locali, associazioni, attività e persone della valle che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, dando vita ad un vero e proprio esercizio di animazione territoriale di Seren e della sua valle.

Si inizia da una passeggiata. Cosa c’è da scoprire “dentro” la Valle di Seren?
Il festival si divide in due momenti. Il primo, denominato “Dentro”, vuole presentare la Valle di Seren, luogo che ospiterà il festival,  fortemente evocativo e significativo perché rappresenta un territorio in cui sono molto evidenti gli effetti dello spopolamento delle valli della mezza montagna alpina. All’interno di questo tessuto economico e sociale ormai completamente lacerato, negli ultimi anni si stanno però intravedendo piccoli segnali di recupero. Abbiamo così deciso di presentare tre di questi segnali, ognuno a suo modo significativo e diverso: La Fondazione Valle di Seren, l’Agriturismo Albero degli Alberi e i Vini verticali dell’azienda De Bacco.

Si prosegue poi con l’ascolto. Quali storie arriveranno da fuori?
Nel secondo momento del festival, denominato “Fuori”, verranno raccontate dai protagonisti sette storie di nuovi abitanti o di comunità di ritorno nelle valli alpine. Marta ci racconterà della sua scelta di vita tra le montagne della Val Zoldana; Gianni illustrerà la pratica dello sfalcio collettivo al suo paese di Guardia di Folgaria; Francesco dal Piemonte ci parlerà della prima associazione nata in Italia per il riaccorpamento fondiario; Mario spiegherà i motivi che lo hanno spinto ad iniziare una coltivazione biologica a Soverzene; Danilo ci farà capire come si adotta un terrazzamento in Canale di Brenta; Christopher ci dirà perché ha lasciato l’Inghilterra per la friulana Val d’Aupa; Valentina presenterà le sue giovani Isoipse.

E perché la dedica a Carlo Mazzacurati?
Carlo Mazzacurati, regista padovano di fama internazionale, se n’è andato prematuramente lo scorso gennaio. Mazzacurati proprio vent’anni fa era venuto in Val di Seren per girare delle scene de “Il Toro”, riconoscendo nella valle un’ottima location per ricostruire i paesaggi di montagna della ex-Jugoslavia.  Per questo, e per l’umanità che si ritrova nel suo cinema, a cui il festival ha cercato di ispirarsi nella ricerca delle storie e delle persone, si è voluto dedicare a lui questa prima edizione. Questioni di assonanze profonde comunque difficili da spiegare così nero su bianco, servono i colori che vengono da dentro.

Si finisce con un documentario, cosa si racconta?
Viganella, piccolo paese situato nella piemontese Valle Antrona, ha la caratteristica di rimanere in ombra per 83 lunghi giorni, dall’11 novembre al 2 febbraio. Ma il sindaco Pier Franco Midali, determinato a sostenere la comunità, decide di far installare uno specchio gigante su un fianco della montagna per riflettere la luce sulla piazza del paese in inverno. The Mirror/Lo specchio è un documentario sul sogno di illuminare un posto sperduto e lontano da tutto, e su come quest’idea straordinaria penetri nelle vite delle persone che popolano il paese e la valle.

Col dei Bof (ph. www.porcensito.eu)

Col dei Bof (ph. www.porcensito.eu)

La montagna che verrà… Quanto è lontano questo futuro?
La montagna che verrà è una proiezione verso il futuro, neutra e priva di giudizi di valore, ma forse è ancor di più una proiezione sul presente, perché la montagna che verrà non può che essere l’esito delle scelte e delle decisioni che prendiamo oggi.

Il fermento che si sta vivendo nella valle può portare ad uno sviluppo turistico?
Lo sviluppo turistico è una prospettiva interessante per i nuovi abitanti, si sta discutendo con l’EURAC di Bolzano. Ma dentro una valle quasi completamente spopolata è necessario prima capire quali saranno i nuovi abitanti. Il festival parte proprio da questo punto.

In una frase: “perché venire in Val di Seren il 19 luglio”?
Perché è necessario tornare a raccontare storie e far incontrare persone e comunità.


Scarica il depliant con il programma La montagna che verrà_2014

per saperne di più sulla Valle di Seren:
Fondazione Valle di Seren: http://www.valdiserenfondazione.eu
Magicoveneto: http://www.magicoveneto.it/grappa/Seren/Valle-di-Seren-del-Grappa.htm
Porcensito: http://www.porcensito.eu/Porcen/Valle/Val.htm

Andrea Pasqualotto autore del post

Andrea Pasqualotto | Sono guida naturalistica, giornalista e viaggiatore, vivo a Belluno. Dopo gli studi di Scienze Ambientali presso l’Università di Venezia, di Reykjavik e di Roma, mi sono dedicato a progetti di conservazione della biodiversità coltivata e di sviluppo rurale. Attualmente mi occupo di educazione ambientale ed ecoturismo nelle Dolomiti Bellunesi e collaboro con alcuni giornali su tematiche ambientali ed agroalimentari.

3 commento/i dai lettori

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  1. ezio de cet il20 luglio 2014

    La giornata dedicata a LA MONTAGNA CHE VERRA’ in Val di Seren è stata densa di iniziative e di interventi che sono di grande stimolo per la vita che in Valle deve tornare a rifiorire. Pian de la Cesa ha dimostrato la sua idoneità a manifestazioni di ampio respiro come questa, da incoraggiare e incentivare in futuro: così questo “Festival” potrà diventare uno dei punti di riferimento dedicati alla valorizzazione e rinascita delle aree montane abbandonate e allo studio delle problematiche che esse presentano. L’idea e la preparazione dell’evento dai giovani: una ragione in più per una speranza positiva! (www.porcensito.eu)

  2. livio il19 luglio 2014

    complimenti per l’inziativa e per l’idea di Eddy , Laura e Angelica… bravi i nostri giovani

  3. Mauro Crown il13 luglio 2014

    Perchè sora Caupo, l’è sempre Seren!

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