Poesia

SIAMO IL VENTO

Siamo primavera ed estate, autunno e inverno, nel profondo dentro di noi e nelle nostre membra.

testo Armin Speranza

30/06/2020
1 min
Siamo il vento, alito e soffio.
Chi brezza e grazia, e calma e quiete.
Chi burrasca e odio, e fermento e tumulto.
Chi dal sole, chi dalla pioggia.

Siamo quelle nuvole dipinte nel cielo, palpabili paiono, eppure se m’avvicinassi tanto da sfiorarle non troverei null’altro che un’indefinita massa di minuscole particelle, inafferrabili, turbinanti, fitte come sono i pensieri, esclusive, preziose come l’interiorità d’ognuno di noi; non è forse una nube, l’immagine ideale che potremo figurarci quale rappresentazione della sostanza e del moto perpetuo della mente detto pensiero?

Dolcemente cullata dalle brezze o scompigliata dalla tempesta, alla deriva nel mare del sapere e della comprensione, nube che si scontra e s’aggrega, si disperde e svanisce, peregrina in massa o solitaria.

Il mio mare è ora grigio e cupo ma vi sarà per certo una calma distesa turchina ove splende il sole e regna indisturbata quiete. È questa la speranza? È forse raccolta in queste parole la sua più intima essenza? Ecco che nel verde dei boschi, passato l’inverno e giunta la primavera a rinvigorire il mantello della terra, non posso che rivedere noi, in quell’esplosione di vita e di colore smeraldino che riempie l’aria e accende lo spirito di rinnovata freschezza.

Siamo primavera ed estate, autunno e inverno, nel profondo dentro di noi e nelle nostre membra.
Siamo questo ciclo, tanto quanto lo possiamo concepire guardando un albero o un fiore, nei quali, questa appartenenza all’ordinamento è lampante, trabocca di quella forza che qualcuno chiama dio, la medesima che muove e flagella continenti ed è all’origine del nostro pensare.

Cos’è questa energia se non profondo legame, unione; sussurra una parola così tenue e distante da non essere afferrata, sfugge, sguscia via ma prestandovi attenzione potremo risalire alla fonte di quest’eco sulla strada che porta verso le alture del silenzio, sugli antichi pascoli, agli augusti picchi.

Questo richiamo, da sussurro, via via crescendo diventerà brusio fino ad essere grido, urlo!
Comprenderemo alfine quella voce che di lassù, dalla sua dimora di eremi remoti e brume chiare, dichiara, monito all’umanità: siamo!
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foto by Thom Holmes on Unsplash

Armin Speranza

Armin Speranza

Vivo a Feltre da dove parto per girare le montagne, ho studiato fotografia a Padova, lavoro con quello che trovo ma il mio sogno sarebbe vivere di montagna e fotografia. Ho sempre girato le montagne ma solo a 23 anni ho iniziato ad andarci da solo e ad avventurarmi dove voglio io. Amo leggere e per ora non c'è autore che ami più di Heinrich Heine.


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