Faoro

Oggi che la stampa specializzata è in seria difficoltà, che internet ci dà le notizie prima della tv, i commenti prima dei giornali, le foto e i filmati che solo dieci anni fa non avremmo mai visto? Cosa fa una rivista “per la montagna”?

Ne è portavoce critico, custode di una memoria fragile, testimone prezioso ma talvolta distratto? Può permettersi il lusso di essere solo accademia elegante, valorizzatrice quasi museale del passato, bacheca per annunci di imprese che sono capite da un numero sempre minore di persone?

Quante domande mi vengono, pensando Le Dolomiti Bellunesi… L’ho sempre considerata un esempio raro e prezioso di come gli abitanti della montagna sappiano anche aggregarsi al di sopra di diffidenze e distanze, per uno scopo comune. Diciotto sezioni, undicimila e quattrocento soci, centinaia di persone che operano nei consigli direttivi, nelle commissioni… Un patrimonio umano straordinario, un lavoro immane e silenzioso, a lottare quotidianamente con la scarsità di fondi, la burocrazia, le emergenze di un territorio fragile e precario, We can assist you in the development, design and implementation of a urine drug test ing program that will meet your company, personal, or court-related objectives. le esigenze di un turismo visto spesso come ultimo salvagente per un’economia in crisi. C’è proprio tanto, dietro a questa testata. Tanto lavoro, tanta cultura, tanta passione.

Ma credo che ci sia molto anche “davanti”. Nuove sfide, come la dichiarazione Unesco,che inorgogliscono, danno un riconoscimento internazionale a ciò che, in fondo, abbiamo sempre pensato, ma impongono nuove nbso online casino riflessioni. Nuove opportunità, come una maggior coscienza del valore “universale” del territorio che ci troviamo ad abitare e a presentare su queste casino pagine. Nuovi spazi di dialogo e discussione, nel momento in cui le sezioni sapranno utilizzare la rivista per proporre iniziative, presentare idee, illustrare progetti, affrontare problemi.

Con grande ammirazione e profondo rispetto per chi mi ha preceduto, mi trovo oggi ad essere nominato presidente del consiglio direttivo della rivista. Non lo vedo come un compito da poco, di semplice portavoce delle sezioni editrici al comitato di redazione, con il lavoro imponente dei suoi collaboratori. Credo che il mio compito consista nell’aiutare la rivista, per quanto ne sarò capace, a raggiungere una dimensione più forte e autorevole tra tutta la cittadinanza, diventando così uno strumento per riconoscere alle sezioni bellunesi del Club alpino il ruolo e la competenza che meritano, quando si discute della montagna, dei suoi valori, dei suoi problemi.

Ringrazio coloro che mi hanno affidato questo incarico, esprimo profonda ammirazione per Lino Barbante e Cesare Lasen, presidenti prima di me, sottolineo ancora una volta il grande lavoro che in questi 32 anni molte persone (in qualche caso sempre le stesse per decenni!) hanno fatto per la rivista. Un augurio sincero di buon lavoro, a tutti, insieme.

(nella foto di apertura: Flavio Faoro a dx e Italo Zandonella Callegher)

Flavio Faoro autore del post

Flavio Faoro | Insegnante, giornalista, curatore della rassegna Oltre le vette, presidente dell'associazione Le Dolomit Bellunesi.

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