No, in realtà non l’ha mai incontrato perché Fantin è morto nel 1980, ma ha sentito parlare di lui e ha iniziato a interessarsi del suo lavoro. Un lavoro per alcuni versi molto simile a quello di Bartoli, regista e documentarista. Mario Fantin era un fotografo, appassionato di cinema e di alpinismo. Amava le montagne della Val d’Aosta, del Piemonte, amava le Alpi in genere. Forse, è quello che penso io, questo amore derivava dalle radici friulane, i suoi avi infatti venivano da Tolmezzo in Carnia dove vivono ancora alcuni cugini.
Mauro Bartoli, dicevo, si interessa al lavoro di Fantin e scopre che è diventato famoso per aver accompagnato Ardito Desio in qualità di cine operatore nella spedizione CAI al K2 del 1954. Si, proprio quella scalata dove gli italiani scalarono per la prima volta la seconda vetta più alta al mondo (8611 m). Fantin descrisse con la sua macchina fotografica quell’evento straordinario, utilizzò anche la cinepresa e produsse un’enormità di materiale che venne montato e fatto diventare il filmato celebrativo della salita al K2. Purtroppo, non fu lui il regista ma Marcello Baldi e il film intitolato Italia K2 venne distribuito in tutte le sale nel 1955.
Mario Fantin era un eccezionale cine operatore e fotografo e durante la sua vita immortalò centinaia di imprese alpinistiche e non solo, ma torniamo al curatore, a Mauro Bartoli.
Come dicevo, incontra il lavoro di Fantin e ne rimane folgorato, decide di dare nuova vita e nuovo impulso all’autore morto suicida. C’è da dire che Fantin ha costruito un archivio di strabiliante importanza per tutte le salite alpinistiche, archivio oggi acquisito dalla sede CAI nazionale e conservato nel Museo della Montagna di Torino.
Bartoli venne dimenticato, dopo la sua morte – forse proprio perché suicida – passò all’oblio totale nonostante la sede CAI di Bologna fosse intitolata a lui.
Bartoli decise, un paio di anni fa, di ripubblicare il video del K2, utilizzando anche materiale inedito. Il film è stato portato in tutte le sale e il nome di Fantin ha avuto il giusto riconoscimento, seppure postumo. Oltre al film Bartoli ha portato in giro per il paese anche una mostra che racchiudeva le foto di Fantin e che ora è visibile al Museo di Torino.



