White out

testo e foto di Marco Battistutta

Il giorno che mi sono perso
29/11/2017
4 min

“E se tornassimo indietro?”
“No”

Salendo verso la cima, il vento era sempre più intenso e la nebbia si intarsiava su capelli e ciglia, nella barba. La galaverna si ispessiva sugli occhiali, ingioiellando ogni superficie di spilli bianchi.
Arrivati sulla dorsale, la percorremmo verso destra fino alla sommità. Nella nebbia, ogni cima ha una valenza puramente orografica: qui finisce la salita, nel nulla.

Nicola, già arrivato avanti a me, era pronto a scendere e a recuperare Giulia poco più in basso. Mi feci scattare una foto per ricordare questa inverosimile calabrosa e, cercando di fare in fretta, mi rimisi gli sci. Iniziai la discesa con alcune curve, per poi fermarmi e chiedermi dove stessi andando e dove fossero gli altri. Il pendio non era familiare, in basso si aprivano solchi di roccia verticale e svanivano nell’invisibile, sopra la mia testa sporgevano cornicioni di neve minacciosi, testimonianza del severo impegno della Bora. Sentii gli altri che mi chiamavano dall’alto; urlai loro di aspettarmi, ma le mie parole venivano ricacciate indietro dal vento ed a poco a poco non sentii più le loro voci.

Calcolai che mi ci sarebbero voluti quindici minuti per risalire lassù: ero sul versante sbagliato ma non capivo come ci fossi arrivato. Tolsi gli sci e risalii faticosamente, fino a trovarmi in un punto nel quale si vedevano buchi di scarponi nella neve: un punto di sosta (mia o degli altri?), ma nessuna altra traccia di sci che rivelasse un verso, su questo pendio dove il vento aveva obliterato ogni segno.

E fu così che persi la bussola. Immerso nel bianco dove ogni punto è uguale, dove i contorni sono ombre e senza capire dove avessi sbagliato strada, rimasi inchiodato in quel punto, ogni riferimento scardinato dalla Bora, come se il mondo finisse a due passi in ogni direzione.

Logo Blogger Contest2017_300x175
Il pendio non era familiare, in basso si aprivano solchi di roccia verticale e svanivano nell’invisibile, sopra la mia testa sporgevano cornicioni di neve minacciosi
In discesa nella nebbia. Verso la sella.
In discesa nella nebbia. Verso la sella.

Azimut, zenit e orizzonte si fanno fragili, persino il sopra e il sotto perdono consistenza. In quel momento, disorientato e con gli occhiali pieni di brina, mi venne in mente Mario. Ognuno, come può, si affanna a scalare la propria vita per salire. Lui aveva raggiunto la sua cima, 66 anni, pensione, si apprestava a scivolare giù dolcemente. Ma agli ultimi passi si è alzata la nebbia, quella bianca oscurità che ha cancellato la sua memoria, e nella tempesta si sono sgangherati il passato e il futuro dalla sua mente. Non aveva più ricordo dei faticosi passi che aveva fatto per arrivare fino lì nella vita, erosi dal Blizzard che aveva inghiottito ormai anche il suo nome. Mario era bloccato in un presente sconnesso e circolare, in un punto nel quale la calabrosa lo stava coprendo di spilli e trasformando in una statua bianca.

Cercai di capire meglio dove andare, ed iniziai senza vera cognizione a scendere in direzione opposta. Ancora uno scolatoio di roccia che mi costrinse a risalire, e quando ormai fui quasi convinto ad attendere presso il mio unico punto di riferimento (i buchi di scarpone), vidi dei ricorrenti forellini sulla neve. Erano le tracce dei coltelli da sci che avevamo inciso in salita. All’improvviso si sciolse l’apprensione ed iniziai a scendere quasi col naso a terra per seguire quei preziosi segni, che per vallette e canali mi riportarono sotto la nube e fuori dal disorientamento, fino al parcheggio dove gli altri mi aspettavano preoccupati, già da molto tempo.

“Peccato, non siamo riusciti a farci una foto assieme, con la brina in faccia”

“Già, non assieme” pensai io seduto sul sedile dietro, guardando la mia immagine scattata sulla reflex: un volto inespressivo, solitario, bianchi diademi su ciglia e capelli, un attimo prima di essermi perso.

Marco Battistutta

Sono un appassionato di fotografia e di montagna, e mi ritrovo sempre con lo zaino che pesa due chili in più a causa della reflex. Da quando ho scoperto lo sci d’alpinismo cerco di godere il massimo da queste esperienze. In estate pratico trekking, canyoning e (in maniera dilettantesca) l’arrampicata.


Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

Elio Bonfanti ricorda l’amico Gian Carlo Grassi, guida alpina e ghiacciatore che dalla seconda... Elio Bonfanti ricorda l’amico Gian Carlo Grassi, guida alpina e ghiacciatore che dalla seconda metà degli anni ’70, insieme a Gianni Comino, rivoluzionò l’arrampicata su...

Ancora pochi mesi e avrebbe spento 100 candeline. Anna Maria Rigoni “Haus”, moglie dello... Ancora pochi mesi e avrebbe spento 100 candeline. Anna Maria Rigoni “Haus”, moglie dello scrittore Mario Rigoni Stern, è mancata venerdì 19 novembre nella...

Il racconto della prima edizione di Lost in Prealps: un trail di 200 km... Il racconto della prima edizione di Lost in Prealps: un trail di 200 km nelle Prealpi Trevigiane, duro, intenso e magico....

Il nuovo volume di Alberto Sciamplicotti “Fra terra e mare. In viaggio nel Peloponneso... Il nuovo volume di Alberto Sciamplicotti “Fra terra e mare. In viaggio nel Peloponneso sulle tracce di Patrick Leigh Fermor e Bruce Chatwin”, racconta...

Dalla notizia della nostra sofferenza venne la generosa proposta di R.R., un frate salesiano,... Dalla notizia della nostra sofferenza venne la generosa proposta di R.R., un frate salesiano, di ospitarci nella sua casa in Valvarrone, dove l’aria fine...

"Carlo è in pensione da un po’. I ragazzi del posto lo chiamano Tuby,... "Carlo è in pensione da un po’. I ragazzi del posto lo chiamano Tuby, perché faceva l’idraulico. Scarpe grosse e cervello fino, Carlo."...

Da qualche anno progetto questa splendida traversata, ma i miei amici scialpinisti non sono... Da qualche anno progetto questa splendida traversata, ma i miei amici scialpinisti non sono assolutamente disposti a seguirmi. Non posso assicurare che troverò il...

Nel regno del vento e della polvere... Nel regno del vento e della polvere...

"Taci un attimo e lasciami ascoltare il vento come facevamo una volta. E’ da... "Taci un attimo e lasciami ascoltare il vento come facevamo una volta. E’ da molto che non mi capita. Lo senti mentre passa tra...

Fuori dalla finestra il grigio perlaceo della neve, che continuava a cadere senza pause... Fuori dalla finestra il grigio perlaceo della neve, che continuava a cadere senza pause sin dal mattino, si lasciava piano sopraffare dal blu della...