Racconto

LA PIANTA

Ne ho trovata una l’altro giorno mentre cercavo tutt’altra cosa all’interno del fienile che ormai non custodisce più il fieno, ma chilometri e chilometri di bianche tele di ragno.

testo di Francesco De Bastiani

foto di Dario Tonet
08/04/2021
2 min
Dalle nostre parti la chiamano ``pianta`` sebbene nulla abbia a che fare con una specie vegetale. Prende quel nome perché per poterla utilizzare deve essere piantata a terra, i più abili la piantano lanciandola come fosse un coltello.

Ne ho trovata una l’altro giorno mentre cercavo tutt’altra cosa all’interno del fienile che ormai non custodisce più il fieno, ma chilometri e chilometri di bianche tele di ragno. Il sole penetrava tra le assi e le travi di legno, raggi di sole come fendenti sulla carne morta, morta come la vita del fienile in disuso da parecchi anni.

La pianta non è altro che un utensile di ferro della lunghezza di trenta centimetri circa, del diametro di alcune decine di millimetri che termina con una punta acuminata. Al centro come la guardia d’una spada, con due fori per riporre il martello. All’opposta estremità si trova un profilo con una decisa nervatura al centro.

Mio padre batteva la falce servendosi della pianta la mattina presto, quando ancora la rugiada copriva gli steli dell’erba ed il sole, dietro il bosco, faceva capolino sulle chiome ammantate da milioni di carnose foglie dalle mille sfumature di verde.

Metteva la lama della falce adagiata sulla nervatura e con il martello la batteva, rendendone il filo tagliente come un rasoio da barba.

Mio padre batteva il colpo “doppio”, altri battevano il singolo. Tac tac-tac tac-tac tac per il doppio, tac-tac tac per il singolo. Poco cambiava se fosse doppio o singolo, l’importante era rendere il filo il più sottile possibile, senza i cosiddetti “tappi”, ovvero piccole imperfezioni della lama.

La rifinitura del filo veniva poi fatta con una pietra particolarmente abrasiva ma di pasta fine, qui nel Feltrino la chiamiamo pria e per farla correre più velocemente sulla falce bisognava bagnarla, con l’acqua o con lo sputo.

Mio padre batteva la falce ogni mattina per tutta la stagione del taglio del fieno, prima di andare nei prati mentre io ancora dormivo. Solo da pochi anni ho capito perché mio padre batteva il colpo doppio e solo in quel fazzoletto di prato vicino a casa, sotto la finestra della camera dove dormivo. Ogni mattina, come se ci fossimo accordati, mi alzavo dal letto non appena terminava di battere, scendevo le scale ed entravo in cucina, lui con il fazzoletto al collo rispondeva con un cenno del capo al mio buongiorno.

Non mi ha mai chiesto: «A che ora ti devo svegliare?» e io non gli ho mai chiesto di svegliarmi.

Francesco De Bastiani

Francesco De Bastiani

Alla continua ricerca del perché e del come… vivo al cospetto delle autentiche Dolomiti trovando l’essenza che mi aiuta a colmare il bisogno innato di certezze. Osservo con rinnovato sbalordimento l’immutato aspetto delle cime e ogni qualvolta si tingono di rosa, allora mi sento figlio prediletto di tanta magnificenza.


Il mio blog | Altitudini è il mio blog.
Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

Raccontare con energia ciò che si è perso o che si sta perdendo, per... Raccontare con energia ciò che si è perso o che si sta perdendo, per mostrarne l’irripetibilità, la bellezza. ...

"Qualunque gesto d’amore verrà fatto al più piccolo dei fratelli di Gesù riceverà Gesù... "Qualunque gesto d’amore verrà fatto al più piccolo dei fratelli di Gesù riceverà Gesù tra le sue braccia" e depositò Gesù tra le mani...

Pizzo d’Eghen, un bastione di calcare al confine occidentale del Grignone che si innalza... Pizzo d’Eghen, un bastione di calcare al confine occidentale del Grignone che si innalza per oltre seicento metri sulla sottostante Valle dei Mulini. Riccardo Cassin...

L’ultimo libro di Sandro Campani racconta di una piccola comunità dell’Appennino tosco-emiliano. Si inseguono... L’ultimo libro di Sandro Campani racconta di una piccola comunità dell’Appennino tosco-emiliano. Si inseguono vari personaggi, ma il bosco e i suoi segreti sono...

A cavallo tra le provincie di Enna e Caltanissetta c'è uno dei maggiori polmoni... A cavallo tra le provincie di Enna e Caltanissetta c'è uno dei maggiori polmoni verdi del centro della Sicilia. Dal fondovalle pianeggiante del fiume...

Sono con due miei amici che stanno da anni a L’Aquila. Il 6 aprile... Sono con due miei amici che stanno da anni a L’Aquila. Il 6 aprile di dieci anni fa lasciarono la loro casa alle 3...

Mi sono recato a visitare l'abbazia medievale di Santa Maria dell'Avella, a Pennapiedimonte nel... Mi sono recato a visitare l'abbazia medievale di Santa Maria dell'Avella, a Pennapiedimonte nel Parco Nazionale della Maiella, ormai ridotta allo stato di rudere. Si...

Da principio voglio far uscire i luoghi di questa storia dall’indeterminato. Sono valli con... Da principio voglio far uscire i luoghi di questa storia dall’indeterminato. Sono valli con i loro nomi: la piccola Valle e il Ponte della...

"Mi fermo ad osservare e vedo questa femmina di Huemul che mi osserva ma... "Mi fermo ad osservare e vedo questa femmina di Huemul che mi osserva ma non fugge continuando a brucare l’erba tra un gioco di...

Decise così di fare della foto il suo unico segnalibro. Qualsiasi storia avesse letto,... Decise così di fare della foto il suo unico segnalibro. Qualsiasi storia avesse letto, qualsiasi nuova idea fosse uscita da quei volumi, l’espressione di...