Tutto iniziava quando i primi rapaci notturni si mettevano in caccia e finiva quando le loro scorribande silenziose cessavano. Per questo motivo gli abitanti non s’accorsero di nulla. La maggior parte di loro, al tramonto, rientrava nelle baite avvicinandosi al focolare o alle stufe per riscaldarsi dal freddo serale.
Da maggio a settembre poi, la maggior parte degli uomini e dei ragazzi saliva in malga e di quello che accadeva nel villaggio non sapevano più niente. Sì, capitava ogni tanto che qualcuno portasse su qualche notizia. Il più delle volte si trattava di una cartolina arrivata dal Distretto militare, informazioni su un parto oppure su qualcuno ammalato, su altri passati a miglior vita.
Raramente arrivava su il cappellano, sudato come se fosse appena uscito dal torrente vestito, con il suo zaino con dentro i paramenti, una scatoletta con le ostie, una roncola e un litro di vino. Allora giungeva la notizia di un matrimonio, di qualche funerale e, in via del tutto eccezionale, qualche lettera.
All’imbrunire, sistemate le vacche da latte, controllato che la porta del deposito del formaggio e del burro fosse ben chiusa, gli uomini si rintanavano nei loro giacigli e sprofondavano in un sonno duro e senza sogni. Di cosa avrebbero mai potuto accorgersi, sempre presi dal lavoro incessante? Era un mezzo miracolo se notavano il fischio di una marmotta e il mutare del tempo.
Al villaggio non era diverso. Le donne avevano un bel daffare, prima i bambini più piccoli, poi le bestie, poi l’orto e la campagna. Arrivava l’ora del rosario serale e s’addormentavano prima dell’ultimo gloariapatriamen. Come avrebbero mai potuto sentire o vedere qualche cosa.
Qualcuno c’era in giro la notte. Loro sì che avrebbero potuto ma… gli ubriachi erano, forse, in grado di mettere un piede davanti all’altro, sperando di farlo nella giusta direzione e di non cadere dentro la roia delle zate.
Che volete che vedessero. Gli innamorati, i cui occhi abituati al buio erano accecati dalla passione. Anche se avessero visto qualcosa avrebbero tentato di baciarla prima ancora di sapere se fosse una capra o Marisa.





