Racconto

L’avventura di un equilibrista

testo e foto di Paolo Borsoni

Strade
26/10/2018
5 min
logo blogger contest2018_ita_senza feccia
Lungo la curva illuminata a giorno tra migliaia di esseri che si accalcano barcollando, aggrappandosi a corrimano sotto neon che rischiarano a specchio quest’angolo della terra cerchi di farti largo in mezzo alla folla.

Le ruote dei treni sibilano sulle rotaie. Anche oggi stai al gioco, non ti sottrai a questa partita che si ripete ogni giorno. Nel treno che viene inghiottito dal buio trascinandoti nella sua corsa, difendendo con ostinazione un minimo spazio, tentando di beffare chi ti circonda tra i passanti nel sottosuolo ci sei anche tu con gli occhi segnati dalla stanchezza. Sui riflessi dei finestrini del treno la vedi, la tua compagna è sempre lì, a poca distanza da te, non ti lascia un istante.

Cerchi di non pensarci, cerchi di non pensare. Leggi:

Proibito gridare
Proibito appoggiarsi alle pareti di vetro
Avvisi per i viaggiatori

Gallerie di pareti annerite. Tutto quanto ti circonda ti sembra un errore di cui non riesci mai a liberarti. Ti segue ogni giorno, ogni istante tra scatti, brandelli, frammenti di dialoghi muti, entrare, uscire, dentro, fuori, scorrono questi minimi tratti della tua esistenza dove nulla è vero, nulla è più distinguibile da nulla, se non le macchine che ingoiano ogni atomo di materia mentale in questo spazio di assoluta solitudine dove non c’è più contraddizione tra ciò che ha senso e ciò che è insensato in questa fenditura che si insinua nel nulla tra pozzanghere dove tremano in un velo d’iride di benzina ombre di passanti di una livida giornata di marzo.

Corri, senza fermarti corri, stringi i pugni, corri, con l’anima a pezzi corri. Sali a due a due in fretta gli scalini. Un filo d’acciaio è teso nell’aria.

Addossato a un muro un ragazzo sussurra: «Io non riesco più a vivere».
Migliaia di esseri con un buco nell’anima amano, cercano, sognano.

Migliaia di esseri con un buco nell’anima amano, cercano, sognano.
Sul marciapiede una benna artiglia cubi di asfalto, li ingoia, li vomita a tergo. Questo Impero di Visibilità che nella sua organizzazione controlla, dispone, disloca scelte, esistenze, non riesce a inghiottire te, la tua ansia, la tua amarezza. Attraversi strade, porte, pareti, piani di vetro dove la folla di passanti si addensa e si disgrega al di là di muri invalicabili di pochi centimetri dove la tua compagna ti segue senza stancarsi.

Corri, senza fermarti corri, stringi i pugni, corri, con l’anima a pezzi corri.
Conti a uno a uno tutti i secondi, tutti gli istanti di questa giornata che fugge mentre si consumano le ore che mancano alla sua fine.
Le finestre dei grattacieli si illuminano. Le insegne AT&T IBM APPLE scintillano.
Semafori rossi mettono in movimento maree di folla agli angoli.
Sul ciglio di una strada una donna bisbiglia: «Io sono sola».
Addossato a un muro un ragazzo sussurra: «Io non riesco più a vivere».
Migliaia di esseri con un buco nell’anima amano, cercano, sognano.

Corri, senza fermarti corri, stringi i pugni, corri, con l’anima a pezzi corri.
Al termine del tuo viaggio, la sera riapri la porta; un riparo ti accoglie; puoi attendere con calma domani, un altro giorno da attendere. Questo Impero di Visibilità sorveglierà i sogni e le illusioni di ognuno.
Sullo schermo televisivo scorrono immagini di guerre e di carneficine che si susseguono ai confini.
Le tue mani scivolano sulle tue suppellettili.
L’ansia rimbalza sul muro inaridendosi in cenere.

E ora ti stendi sul letto e non sai se ridere o piangere, se sei felice o infelice e se questo viaggio che ripeti ogni giorno non sia per caso la tua unica, irripetibile vita di anni anonimi, frantumati alla cieca.
Già immagini il primo gesto, il primo movimento che fra poche ore a fatica farà la tua mano a tentoni sul muro: cercando di beffare per l’ennesima volta la tua compagna che ti segue e di sfuggirne l’ombra che vorrebbe sfiorarti, riuscendo come sempre a ingannare alla perfezione te stesso, farai balenare un minimo lampo di luce su questa minima stanza; viaggiatore invisibile che sei tu sul filo del sentiero sottile del vivere su questa terra.

Corri! Senza fermarti corri! Stringi i pugni, corri! Lungo questo sentiero corri!
Con l’anima a pezzi corri!

  • Case
  • Luci

Paolo Borsoni

Ho pubblicato libri di poesia e di narrativa, recensiti su “L’Espresso”, “Il Messaggero”, “Poesia”, Radio3, TV RaiMarche. Ai miei lavori sono stati assegnati Premi di narrativa, poesia, drammaturgia, saggistica. Laureato in Matematica e Scienze Politiche, ho pubblicato sulle riviste "Sapere", "L'Elaborazione Automatica", "La Critica Sociologica", "Trimestre", "Critica del Diritto".


Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

Della Dottoressa Pat, dell’equipe di soccorso e della sua ambulanza. Se qualcuno immagina che nei paesi... Della Dottoressa Pat, dell’equipe di soccorso e della sua ambulanza. Se qualcuno immagina che nei paesi di montagna prestare soccorso a poveri malcapitati possa avvenire, come...

Buio, vento, pioggia. Davanti a lui una distesa indefinita, impraticabile di notte. Gli era già... Buio, vento, pioggia. Davanti a lui una distesa indefinita, impraticabile di notte. Gli era già capitato di bivaccare, all'attacco di una parete, in tenda, sotto...

"Solo la natura era, sopra ogni cosa, davvero padrona. E questo era il monito... "Solo la natura era, sopra ogni cosa, davvero padrona. E questo era il monito ma ora abitiamo un mondo diverso e abbiamo perduto le...

"Un albero, un albero vero, un albero. Gridava di gioia e con l’ultimo salto... "Un albero, un albero vero, un albero. Gridava di gioia e con l’ultimo salto abbracciò finalmente quel tronco immenso e verde che solo il...

l libro è tutto spiegazzato, usurato da molti occhi e mani. Non ne avevo... l libro è tutto spiegazzato, usurato da molti occhi e mani. Non ne avevo mai sentito parlare, prima, e ha un titolo un po’...

Il clima qui è proprio un altro. Ricordo quando l’anno scorso sono arrivato in... Il clima qui è proprio un altro. Ricordo quando l’anno scorso sono arrivato in aereo ad Edimburgo verso sera. Nuvole scure, temperature basse. Pioggia...

Una escursione sul ghiacciaio del Monte Bianco in compagnia di Ezio Marlier (presidente dell’Unione... Una escursione sul ghiacciaio del Monte Bianco in compagnia di Ezio Marlier (presidente dell’Unione Valdostana Guide Alta Montagna) è l'ambito premio che ha ricevuto...

Le montagne non sono soltanto montagne, sono per molti il luogo dove i pensieri... Le montagne non sono soltanto montagne, sono per molti il luogo dove i pensieri si formano e vivono per sempre dentro di noi. A riportarci...

«Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe. «Bisogna essere molto pazienti» rispose la volpe.... «Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe. «Bisogna essere molto pazienti» rispose la volpe. «In principio tu ti sederai un po’ lontano da me......

Esco di casa che è ancora buio ed ho addosso il desiderio di fuggire... Esco di casa che è ancora buio ed ho addosso il desiderio di fuggire dalla monotonia alla quale il confinamento da COVID mi ha...