Racconto

Notte di Natale

"Che la vigilia di Natale partorisse una vacca in stalla era piuttosto normale, prima che tramontassero le stalle e tramontassero i paesi e quelli che vi abitavano."

testo di Andrea Nicolussi Golo; foto di Ariondo Schiocchet

23/12/2019
2 min
Quella notte nevicava sulla luna e tutto intorno a noi, nevicava così forte da zittire il canto delle stelle, per questo la voce che chiamava mio padre e la voce di mio padre che chiamava me, sembrava arrivare da così lontano; di là delle stelle.

Che la vigilia di Natale partorisse una vacca in stalla era piuttosto normale, prima che tramontassero le stalle e tramontassero i paesi e quelli che vi abitavano. La stalla delle Sorelle era vicina alla nostra casa, ma arrivarvi nel cuore della notte, seguendo un’ombra di donna nella tormenta non era poi così agevole. Le Sorelle si arrangiavano con i parti delle vacche, ma quello era complicato, un intero pomeriggio di travaglio. Le Sorelle avevano cercato aiuto dall’uomo con il cappello verde che tutto sapeva delle bestie, ma l’uomo con il cappello verde era in altre faccende affaccendato, avevano chiamato allora il primo uomo uscito dal bar, che diceva di sapere tutto delle bestie, ma per quanti sforzi facessero non riuscivano a liberare la povera Romma (con due M) e così si era fatta notte e si era saltata la messa della Natività, avevano però recitato il rosario, tutti i misteri gaudiosi e poi si erano fatte le due e poi decisero di chiamare mio padre e mio padre pensò di chiamare me.

È il ricordo più bello che ho di mio padre, il modo in cui tutti si spostarono per farlo entrare nella stalla e il sospiro di sollievo delle Sorelle nel vederlo. L’uomo che diceva di sapere tutto delle bestie gli si fece incontro affannato: «Vedi Mino sono uscite le zampe, le abbiamo legate, ma non viene». Non ho mai sentito mio padre bestemmiare e neppure quella volta lo fece, anche se forse ne aveva voglia, disse solo con una voce che non gli conoscevo: «Asino! Sono le zampe di dietro». Mio padre mandò via tutti, rimanemmo solo lui e io, mi disse di sorreggerlo, di fargli da puntello, poi penetrò la vacca con tutto il braccio: «Bisogna prenderlo per le orecchie girarlo» disse, ma non finì la frase, il vitello si presentò con le zampe anteriori e poi con il muso e poi tutto e poi rotolammo a terra nello strame, mio padre, io, il vitello e poi ci venne da ridere. Allora mio padre aprì la porta e fece rientrare le Sorelle e tutti.

Uscimmo, non nevicava più sulla luna, il cielo era caduto sulla terra e tutte le stelle brillavano ai nostri piedi. Il padre camminava davanti, il figlio un passo indietro, che mai un figlio deve camminare davanti al padre.
Così si nasce e io ho avuto la fortuna di esserci, di nascere.

Andrea Nicolussi Golo

Responsabile dello sportello Linguistico della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, collabora con l’Istituto Cimbro di Luserna/Lusérnar Kulturinstitut. Ha pubblicato il libro di racconti Guardiano di Stelle e di vacche (2010), e i due romanzi Diritto di Memoria (2014) e Di roccia di neve di piombo (2016), quest’ultimo finalista e segnalato ai Premi ITAS, Rigoni Stern e Leggimontagna. Nel 2011 è stato insignito del premio “Ostana scritture in lingua madre”. Ha vinto numerosi concorsi di poesia sia in lingua cimbra che in italiano e nel 2013, su autorizzazione Einaudi, ha dato alle stampe la traduzione in lingua cimbra del capolavoro di Mario Rigoni Stern Storia di Tönle. Nel 2016 ha pubblicato la traduzione in cimbro de "Il piccolo principe", nel 2018 la versione integrale di "Pinocchio" e nel 2021 "Il sergente nella neve". Per l’Istituto Cimbro di Luserna ha pubblicato varie favole per bambini.


Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

La collana pubblicata dal Corriere della sera, curata da Alessandro Gogna, ripercorrere 250 anni... La collana pubblicata dal Corriere della sera, curata da Alessandro Gogna, ripercorrere 250 anni di sfide fra uomo e montagna, imprese gloriose e tragiche...

La storia, la filosofia e l’esperienza viva del camminare: i sentieri diventano quasi organismi... La storia, la filosofia e l’esperienza viva del camminare: i sentieri diventano quasi organismi viventi, che respirano con chi li percorre, collegando passato, presente...

Arco Rock Star, le foto vincitrici al contest internazionale di fotografia di arrampicata tenutasi... Arco Rock Star, le foto vincitrici al contest internazionale di fotografia di arrampicata tenutasi durante gli Adventure Days ad Arco....

Mezzi da sbarco quadriposto vomitano sulle spiagge triassiche centinaia di esseri umani, compresi bambini... Mezzi da sbarco quadriposto vomitano sulle spiagge triassiche centinaia di esseri umani, compresi bambini ed anziani....

Prima del 1974 nessuno aveva mai sfidato in inverno la parete Nord del Camicia,... Prima del 1974 nessuno aveva mai sfidato in inverno la parete Nord del Camicia, l’Eiger dell’Appennino, uno strapiombo di oltre milleduecento metri. Ci provano l’esperto...

La salita nel manto bianco. La bellezza della passione della montagna si fonde con... La salita nel manto bianco. La bellezza della passione della montagna si fonde con la fotografia....

Lascia che ti spieghi. Le montagne di questa singolare catena montuosa hanno caratteri cangianti... Lascia che ti spieghi. Le montagne di questa singolare catena montuosa hanno caratteri cangianti e mutevoli, da sempre si muovono rimescolando le geometrie di...

... di pesci, di politica, di montagne. Un viaggio sul filo di memorie vecchie... ... di pesci, di politica, di montagne. Un viaggio sul filo di memorie vecchie e nuove, un racconto di Resistenza, una riflessione sulla vita...

Partiamo dall'alto dei 3081 metri della cima. Ci siamo io e C. Svariate montagne,... Partiamo dall'alto dei 3081 metri della cima. Ci siamo io e C. Svariate montagne, cime, corni, vette, becche attorno. C'è una roccia di quarzo che...

"Solo loro, gli uomini, possono fare qualcosa, disse il vecchissimo genio, aprendo il suo... "Solo loro, gli uomini, possono fare qualcosa, disse il vecchissimo genio, aprendo il suo occhio che sapeva scrutare nel passato e nel presente, ma...