Recensione

QUEL BISONTE DI ERBA SECCA

Spesso gli uomini consegnano alla storia vicende che hanno dell'incredibile e a distanza di anni, se non documentate, sembrano esagerazioni o fantasie. Le "sort segative" sono una di queste vicende.

Fienagione, Archivio Fotostorico Feltrino
12/10/2020
3,40 min
Spesso gli uomini consegnano alla storia vicende che hanno dell'incredibile e a distanza di anni, se non documentate, sembrano esagerazioni o fantasie. ``Sort``, il volume-saggio di Antonio Tatto racconta una di queste vicende, ancora in vita fino alla metà del secolo scorso: lo sfalcio dei pendii più ripidi che si affacciano sulla Val Belluna.

QUEL BISONTE DI ERBA SECCA

Ho conosciuto solo marginalmente da bambino, il mondo che cerco di raccontare in questo libro, marginalmente perché ero troppo piccolo per affrontare le fatiche degli adulti ma abbastanza grande per assistervi. Nella mente di un bambino di sei-sette anni restano soltanto momenti, pochi fotogrammi che raccontano un intero episodio; come una giornata di lavoro degli adulti sulle sort e io relegato su un piccolo spiazzo, davanti al cogol, con la proibizione di allontanarmi perché potevo cadere giù per le crode.
Non vedevo il loro lavorare, li sentivo soltanto parlare, a volte vicini, a volte lontani, una voce di tanto in tanto mi chiamava per controllare se stavo sempre sul mio spiazzo.
L’impressione di vedere il fieno, che scivolava silenzioso giù per un canalino per poi arrestarsi contro un palo conficcato lì per l’occasione, magari i pali erano due o tre, poco importa, perché la mia attenzione era tutta concentrata sul precipizio che si apriva poco oltre, dove immaginavo sarebbe caduto quel bisonte di erba secca.
L’impressione di vedere quell’uomo in cima alla meda che stava allestendo, ma la meda stava a sua volta su un breve terrazzino grande come una stanza, a strapiombo sul nulla, e io sempre sul mio piccolo spiazzo a osservare.
Poi, qualche tempo dopo, quando avevo guadagnato il permesso di muovermi nei dintorni, scoprivo la presenza di altra gente intenta fare le medesime cose, sulle crode lì intorno.

Da adulto mi sono spesso interrogato sulle ragioni che avevano condotto quelle genti a correre tanti rischi, fino a quando ho preteso di trovare una spiegazione vera, perché non mi bastava la risposta: — Bisognava ! — altrimenti il fieno non sarebbe bastato per alimentare le bestie della stalla durante l’inverno.
Questo breve lavoro racconta una pratica di fienagione ormai dimenticata, descrivendone le ragioni attraverso una documentazione che, pur nei limiti che mi sono imposto, vuol essere rigorosa.

Antonio Tatto

STORIA DI UN’AGRICOLTURA EROICA

Lo sfalcio sulle sorti segative rappresentò fino alla metà del secolo scorso un’attività organica che coinvolgeva numerose famiglie del Feltrino, dei paesi situati alle pendici del Monte Grave, del San Mauro e delle vette che sovrastano la Valle di Lamen.

Questo libro ricostruisce, tra le altre cose, la collocazione e le assegnazioni (per il periodo 1934 – 1943) di ben 172 lotti, cosicché chi discende da famiglie che vissero ad Arson, Lasen, Vignui, Pren, Lamen potrà trovare i nomi di padri e nonni, di parenti o conoscenti prossimi. E potrà visualizzare lo spiazzo, la croda, il pendio dove essi spesero le dure fatiche di quel lavoro. Qualcuno, anche, potrà ricollegare a questa ricostruzione il ricordo di vicende ascoltate dalla viva narrazione dei propri genitori. Chi ha più di settant’anni vi troverà invece l’eco di una realtà conosciuta e talora sperimentata in età giovanile.
Quindici foto a colori a tutta pagina corredano il libro e facilitano l’individuazione delle singole sorti segative.

Quanti conoscano le montagne che fanno da teatro a questo frammento di “agricoltura eroica”, quanti ne abbiano frequentato asperità e sentieri, non potranno fare a meno di chiedersi le ragioni di un’attività agricola così pericolosa, di grande fatica e di modesti guadagni. Si pensi che da una sorte segativa si potevano ricavare dai quattro agli otto quintali di fieno. E in molti ci persero la vita.
È questa una delle domande che muovono l’autore della ricerca. La prima risposta che viene in mente – “furono la povertà estrema, l’avara conformazione delle nostre campagne, l’arretratezza di un’agricoltura di sussistenza” – contiene sicuramente un nocciolo di verità. Ma considerando il problema con più attenzione, ci si accorge che questa spiegazione non basta.

L’autore ha messo insieme indizi e riscontri, scovati a fatica in ambiti differenti di ricerca (dalle relazioni dei Rettori della Serenissima Veneziana, a documenti di altra origine; dai cambiamenti del clima a quelli nell’alimentazione; dall’istituto regoliero e dei beni di proprietà comune alla pratica degli usurpi), ed è così riuscito a ricostruire un quadro organico delle trasformazioni intervenute negli ultimi quattro secoli, avanzando alcune ipotesi interpretative e lasciando aperti nuovi interrogativi che sollecitano ad ulteriori studi capaci di approfondire i problemi di più difficile soluzione. E a proposito di usurpi, uno degli aspetti di maggiore interesse che emergono dallo studio riguarda i rapporti tra i contadini dei paesi periferici e le classi possidenti della città.

L’ultima parte del libro contiene quindici brevi racconti: episodi di vita di quell’agricoltura eroica, rielaborati dall’autore sulla scorta di svariate testimonianze raccolte nel corso degli anni.
Un accurato indice di oltre 290 toponimi e oronimi locali, tutti identificabili sulle fotografie e sulle mappe, completa il lavoro.

Sentieri di accesso ai luoghi de le "sort"
Pra dei Violin, anni 30 del XX sec.
SORT
Storia di un’agricoltura eroica

Autore: Antonio Tatto
Editore: stampato in proprio, 2020
Pagine: 169
Prezzo di copertina: € 16,00

E’ possibile acquistare o ordinare il volume presso le seguenti librerie:
Agorà a Feltre, www.libreriaagora.com
Pilotto a Feltre, tel. 0439 2454
Quattro Sass a Seren del Grappa, www.libreriaquattrosass.it

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