Reportage

UN CAMMINO LUNGO TRE STAGIONI

"Quest’anno compio 40 anni e voglio regalarmi un viaggio vero, non una vacanza. Voglio passare due mesi e mezzo in montagna e attraversare tutte le Alpi Occidentali, dalla Svizzera al mare".

testo e foto di Giulio Pedretti

21/07/2020
3 min
Ho mosso il primo passo il 9 luglio. Sono partito con il desiderio di portare a termine il mio cammino più lungo: la Grande Traversata delle Alpi Piemontesi.

1000 km tra sentieri, boschi, cime, villaggi, attraversando alcuni dei luoghi più suggestivi delle montagne dove sono nato e cresciuto. In questo inimmaginabile 2020 volevo realizzare un sogno, passare due mesi e mezzo in montagna e attraversare tutte le Alpi Occidentali, dalla Svizzera al mare.
Quest’anno compio 40 anni e come ogni dieci anni volevo regalarmi un viaggio. Un viaggio vero, non una vacanza. Dieci anni fa ho attraversato l’Asia Centrale da solo e poi la Mongolia con un amico d’infanzia. Un’esperienza indimenticabile. Per questa quarta decade della mia vita volevo festeggiare con un’avventura tra le mie montagne, nelle mie Alpi. Poi è arrivato il virus, la paura, il lockdown, la fissità fisica, mentale e lavorativa. E l’abbandono del progetto.

Un profumo che ricordo da sempre
Ho cercato comunque di fare un po’ di movimento, andando su e giù come un criceto per i quattro piani del condominio dove abito a Torino. Poi hanno aperto un minimo le maglie del confinamento e la prima cosa che ho fatto è stata una passeggiata, una di quelle che ho faccio fin da quando ero bambino, a Rima, il mio paese natale in Valsesia. Il passo del Termo, direzione Carcoforo.
Era una giornata da incubo, pioggerellina fine, nebbia e freddo, ma appena sono sceso dall’auto ho sentito un profumo che mi ha rinfrancato, per dirla con le parole di Edoardo Ghelma, fotografo amico e maestro, “un profumo che ricordo da sempre”.

Appena ho messo gli scarponi ho sentito come una spinta, del tutto irrazionale, ma positiva, propositiva. E sono partito, senza allenamento, senza nessun reale obiettivo se non perdermi tra le mie montagne. Salendo sentivo l’energia crescere, energia ed emozione. Un’ora e mezza per fare 1000 metri di dislivello, la nebbia che pian piano svela gli spazi, la pioggerellina che crea un manto argentato sui pascoli appena liberati dalla neve. E nessun altro: io e la montagna. Felice, come poche volte nella vita. E lì ho capito che il mio progetto di cammino lungo tutte le Alpi del Piemonte poteva ricominciare.

Non per lavoro e nemmeno per fare l’influencer
Ma sono andato oltre. Quella sensazione di libertà dopo la quarantena, di spazio infinito al posto delle mura di un appartamento cittadino, i colori e le sfumature che solo la montagna può dare, tutto quello che ho vissuto quel giorno ho pensato che potesse interessare anche agli altri. Potesse aiutare gli altri, che poi siamo noi. E quindi ho deciso di lanciarmi anche in una seconda avventura che mi spaventa di più del lungo cammino che mi attende: trasformare la mia esperienza in un racconto. Non per lavoro, non per tentare di fare l’influencer o per riuscire nell’impresa del selfie più azzardato, voglio provare a trasmettere a più persone possibili la sensazione che ho vissuto quella mattina del 10 maggio. Voglio usare i social network per quello che dovrebbero servire, cioè per condividere. Parola abusata, ma invece per me ha un significato ben preciso e positivo.

Un cammino lungo tre stagioni
Così sono partito dal nome del progetto che è diventato My Alps, acronimo dai mille significati che nasce da un punto di vista chiaro e personale. Quando tutto è messo in discussione, come in questo 2020, le montagne rimangono un punto di riferimento, diventano un’occasione per riflettere. La fatica, il pericolo, ma anche la bellezza e la speranza, My Alps vuole essere un racconto di contrasti e di ricerca di valori.

Ho diviso il percorso in tre stagioni, le stagioni della natura e del racconto. La prima è questa estate, parte dal Passo della Novena e arriva fino ad Oropa; la seconda è il prossimo autunno e da Oropa arriverà fino al Monviso; l’ultima stagione, dal Monviso al mare, è progettata per la primavera 2021.
Un modo per vivere e far vivere la montagna in tutte le sue sfaccettature, aumentando le difficoltà logistiche, ma anche il fascino dell’avventura.

Voglio che questo cammino si trasformi in un’occasione di confronto, non solo virtuale. Amici, colleghi e appassionati di montagna faranno parte del percorso insieme a me. Per raccontare non solo i luoghi, ma anche le persone che incontrerò, dai pastori ai rifugisti, da chi sceglierà come me di passare questa estate in montagna a chi invece ci vive da sempre.

Dopo l’esperienza del confinamento che tutti abbiamo vissuto in questa prima parte del 2020, la montagna può essere una alternativa ai ritmi, ai rumori e alle ansie della città e, grazie alla tecnologia e alla globalizzazione, può trasformarsi da luogo considerato marginale a punto di una rete, come per qualsiasi altra parte del mondo, dove però si può vivere meglio. La montagna può ritornare ad essere cerniera tra le culture, anziché confine o barriera.
Detto questo, bisogna vedere se ce la farò. In tutti i sensi. Ma le avventure più belle non sono quelle di cui non si conosce il finale?

− Se volete seguitemi qui www.facebook.com/pedrodarimamyalps
e qui per conoscere il progetto My Alps www.myalps.eu

Giulio Pedretti

Laureato in Storia del Cinema, Videographer specializzato nella produzione di documentari. Ideatore di iniziative culturali, collaboro con festival cinematografici, compagnie teatrali e agenzie di comunicazione per l'organizzazione di eventi. Appassionato di fotografia, attraverso la quale mi confronto con le culture che incontro durante i miei viaggi. Da sempre vado in montagna.


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