La storia di E e T

Questa storia parla di E e di T. Lei ingegnere, ma non siate severi. Lui geometra...

testo e foto di Angelo Antonello Ramaglia  / Castellanza (VA)

E’ che il buio a un certo punto si stanca di essere paziente
10/10/2017
4 min

Questa storia parla di E e di T.
Lei ingegnere, ma non siate severi. Lui geometra. Viaggiatori indefessi. Attivissimi nel sociale. Pieni di amici e di gente che aspira a diventarlo. Lui maratoneta. Lei aspirante tale. Persone in gamba insomma, forse troppo per questo nostro fato burlone.

Esiste un enorme catino che si chiama Val d’Ossola. Si trova in Piemonte, tra Lombardia e Svizzera. Sette sono le valli che la compongono. Una di queste si chiama Valle Antrona. La Valle è piena di laghetti, bacini più o meno naturali, dighe costruite dal genio dell’elettricità e stambecchi acrobati che ci mangiucchiano sopra in perfetto equilibrio sul vuoto.

E e T dietro i consigli di C, la sorella di E, scelsero questa valle per fare una escursione. Non è impossibile che C, nota per la sua perfidia, li abbia volutamente indirizzati in quei luoghi cosciente di quel che sarebbe potuto accadere.
Venne il giorno.

E guardò T e T, distratto, guardava il sentiero, lungo e tortuoso, carico di dislivello, pieno di bellezza ma anche di ignoto.
E guardò ancora T.
E T tremò.
Così fu che T dovette guardare E tralasciando di studiare il tragitto.
Fu quindi Amore, probabilmente, a causare il disastro.

Ora sarete in ansia per la sorte di E e di T. O forse no. In ogni caso: fate bene.
I passi si perdevano tra sentieri incantati, il bosco li racchiudeva, i laghetti, innumerevoli, li deridevano scambiandosi di posto. L’anello che si erano prefissati di fare, come per incantesimo, crebbe mille volte rispetto a quel che all’inizio stimarono. Lei ingegnere. Lui geometra.
L’ora era tarda, troppo tarda. E la via era lunga, troppo lunga. E nonostante le cartine, sconosciuta. Forse anche al di fuori dalle carte. Un pizzico di disorientamento, un goccio di fatica di troppo, una traccia sbagliata, panico quanto basta, un po’ di fame.
E venne il buio.

E’ che il buio a un certo punto si stanca di essere paziente, prima si fa annunciare dalla più bella luce del mondo. Quella che i fotografi amano, i pittori imitano, gli innamorati sospirano. E poi come un sipario si abbatte sul bosco, sui monti vicini, sull’alta Andolla, sui laghetti e sulle luci della diga là in fondo, troppo in fondo.

Logo Blogger Contest2017_300x175
Ogni riferimento a persone esistenti, a fatti realmente accaduti o a luoghi di fantasia o meno, non è per nulla casuale.
Il sentiero, lungo e tortuoso, carico di dislivello, pieno di bellezza ma anche di ignoto.
Il sentiero, lungo e tortuoso, carico di dislivello, pieno di bellezza ma anche di ignoto.

E buio coprì E e T.
E e T chiamarono i soccorsi, ma solo dopo svariati tentativi riuscirono a comunicare.
T avvisò casa che, molto probabilmente, non sarebbero tornati per cena.
I soccorsi risposero ridendo alla richiesta d’aiuto.
E e T non risero. Credo.
C rise. Naturalmente.
I soccorsi partirono per la loro missione di salvataggio guidati da mozziconi di telefonate, da una luce in lontananza, forse una frontale. Il richiamo di E, narra la leggenda, venne confuso con il richiamo di qualcuno dello stesso soccorso e quindi dapprincipio ignorato. Il richiamo di E.

Infine buio sollevò un po’ il velo pietoso dai nostri due spaventati e infreddoliti amici e li fece scovare ai soccorsi, anch’essi infreddoliti, che li rifocillarono e li accompagnarono in salvo.

Pare che anche i soccorsi, scendendo, sbagliarono strada perdendosi un poco, ma questa cosa non la sapremo mai. La si scrive perché prima di tutto, nel raccontare una storia, prima ancora della verità, bisogna sempre insinuare qualcosa che getti le basi per qualche sordida polemicuccia.
Ma questa storia finisce qui.

Parla di E di T che si ricorderanno per sempre della libertà che goderono di perdersi, di sbagliare e di sentire che, nonostante lo spavento e il fatto di essere diventati oggetto di eterna burla, avevano appena vissuto qualcosa degno di essere raccontato e per sempre ricordato.

Dedicato a E e T che telefonarono casa.

Angelo Antonello Ramaglia

Angelo Antonello Ramaglia

C’è una ruota tutto attorno e io che ci giro in mezzo. Scrivere e andare in montagna sono le chiavi che aprono, almeno in parte, la gabbia. Quando esco corro e se riesco lo faccio in salita. Quando esco scrivo ed evito di essere serio. Mi chiamo Angelo e non posso farci niente.


Il mio blog | E’ un blog legato alla montagna, alla corsa, alla scrittura, ma non esclusivamente. Diario di uno con poca memoria, foglio bianco da imbrattare con pensieri troppo lunghi per un social e troppo poco importanti per un’altra bibbia, lista della spesa, presunzione scritta, solo un blog. Per ulteriori info chiedere a Gandalf il cane, il #DogGhostWriter del blog.
Link al blog

Esplora altre storie

Nella tempesta che monta rapida sulle nostre spalle, incrocio il suo sguardo selvatico e... Nella tempesta che monta rapida sulle nostre spalle, incrocio il suo sguardo selvatico e fiero, la figura magra, il manto scuro coperto di gocce...

Tre declinazioni diverse per un’unica suggestione emotiva con cui la selva amazzonica sa mostrarsi,... Tre declinazioni diverse per un’unica suggestione emotiva con cui la selva amazzonica sa mostrarsi, in tutto il suo fascinoso e straordinario universo, senza alcuna...

Sapevo che le catene montuose sono generate da grandi terremoti, dall’attivazione di faglie che... Sapevo che le catene montuose sono generate da grandi terremoti, dall’attivazione di faglie che si muovono in risposta agli sforzi tettonici, ma non mi...

Ci sono innumerevoli possibilità di attraversare le Dolomiti con gli sci. Fra le più... Ci sono innumerevoli possibilità di attraversare le Dolomiti con gli sci. Fra le più suggestive c’è quella di seguire le tracce di Alfredo Paluselli...

Un gruppo di persone molto eterogeneo, ma legato profondamente dalla comune passione per lo... Un gruppo di persone molto eterogeneo, ma legato profondamente dalla comune passione per lo scialpinismo, si ritrova a condividere l’esperienza del “Base camp experience...

E' ormai buio da un pezzo. Ma come è potuto succedere? Come abbiamo fatto... E' ormai buio da un pezzo. Ma come è potuto succedere? Come abbiamo fatto a cadere in questa trappola? Questa mattina eravamo partiti alle prime...

Da 40 anni Gianni Lovato continua a seguire il suo istinto che lo porta... Da 40 anni Gianni Lovato continua a seguire il suo istinto che lo porta a scovare i misteri sepolti nelle Dolomiti. Nel 1997 fu...

La macchina fila via nel buio di una mattina che stenta ad arrivare. I... La macchina fila via nel buio di una mattina che stenta ad arrivare. I fari illuminano le strisce tratteggiate dell’autostrada che va via via...

La nostra quarta tappa inizia in salita dall'ospitale che diede riposo nella notte dei... La nostra quarta tappa inizia in salita dall'ospitale che diede riposo nella notte dei tempi alla nostra remota guida e ci spinge su, fino...

Nel libro esordio “Luce rubata al giorno” di Emanuele Altissimo, in una baita tra... Nel libro esordio “Luce rubata al giorno” di Emanuele Altissimo, in una baita tra le montagne valdostane, due fratelli cercano un rifugio al dolore...