Racconto

SORTILEGIO IN VALLE ALBANO

La Valle Albano ha selve di castagni secolari dai possenti toraci ruvidi scavati dal fuoco di incendi dimenticati, In questa valle torniamo spesso alla ricerca di una rara sensazione di isolamento e di profondità spaziale e temporale.

testo e foto di Sara Invernizzi

04/12/2023
7 min
Nuclei di alte e strette abitazioni temporanee alternate alle masoni dalla forma di un cappello di strega.

La Valle Albano ha selve di castagni secolari dai possenti toraci ruvidi scavati dal fuoco di incendi dimenticati, vecchi maggenghi raggruppati sui pendii meno ripidi e in prossimità di pianori un tempo coltivati a segale.

Nuclei di alte e strette abitazioni temporanee alternate alle masoni dalla forma di un cappello di strega, assediati da una nuova colonizzazione del bosco che avanza oltre la linea dei castagni e invade i prati e i terreni dove la segale è scomparsa da decenni lasciando una labile traccia in rari tetti appuntiti di fienili anticamente coperti di paglia.

In questa valle torniamo spesso alla ricerca di una rara sensazione di isolamento e di profondità spaziale e temporale. Lo stato storico di isolamento della Valle Albano rispetto ad altre realtà circostanti non è una nostra personale percezione, tanto che La Provincia di Como del 26 settembre 1957 riportava: “hanno ragione i montanari quando dicono che la provincia di Como si ferma a Dongo e che la Valle dell’Albano è completamente ignorata dalle autorità”. Qui anche le storie diventano materia di contrabbando, si sfilacciano e si perdono tra le numerose contrade disperse e abbandonate. Alcune storie non devono essere narrate e stupisce trovare degli stralci nel volume di Pietro Pensa dedicato al fiume Adda, dove si parla di resoconti medici di partorienti distese su pelli di capra in vecchie cascine fuori dal paese, intente a sgravarsi con il solo aiuto di esperte, ma non professionali, anziane del posto.

Cappelli di strega

.

Nelle selve restano alcuni scheletri come cappelli appuntiti di streghe o quadrati di perimetri lapidei come antichi recinti sacri che vengono scavalcati in un balzo dai cervi.

In queste valli isolate, dove anche i maggenghi e le alpi erano collocate a grande distanza le une dalle altre, accadeva – scrive Pensa – che molte famiglie dormivano la notte ammucchiate nelle cascine e l’epilessia era molto diffusa in questi paesi e la causa è inenarrabile. C’è un pesante silenzio che grava sulle distanze enormi, non è silenzio totale – la natura, d’altronde, si esprime con i suoi suoni – è silenzio di cose taciute. È una pesantezza che pervade l’aria e si addensa in fumi e in ombre, in sfumature sfuggenti al limite delle radure che ancora resistono alle felci e alle betulle. Nel contorcersi sofferente di castagni colpiti dal fulmine ascolto queste storie venire narrate senza voce. In quei petti anneriti si sente battere il cuore e si condensa il respiro caldo e fetido di qualche strega che non è ancora stata scacciata e vive nella solitudine selvatica dei boschi verdi e ripidi.

Perdendosi lungo tracce di sentieri che si intersecano e intercettano vecchie masoni in rovina, sembra di essere sotto l’effetto di un sortilegio immobile come l’aria tesa prima del temporale. Gli edifici che si incontrano sembra stiano tornando alla terra: la pietra perde le sue forme definite e si rimodella nelle pieghe del terreno, il legno marcisce o si ingrigisce mutandosi in sasso, la paglia si sgretola e scompare in una farina polverosa.

Nelle selve restano alcuni scheletri come cappelli appuntiti di streghe o quadrati di perimetri lapidei come antichi recinti sacri che vengono scavalcati in un balzo dai cervi. Alcuni edifici sono ricoperti da lamiere rose dalla ruggine e modellate dai martelli che le hanno adeguate alle strutture preesistenti, talvolta ricoprendo paglie stantie e grigie. Le pareti ad angolo acuto che chiudevano lo spazio tra il colmo del tetto e le porte di accesso presentano trame di ginestre di carbonai intrecciate in un ordito di rade assicelle verticali: l’antica tecnica del clayonnage, che permetteva di far respirare il fieno, così propenso a fermentazioni che potevano sfociare in incendi devastanti.

.

.

In quei petti anneriti si sente battere il cuore e si condensa il respiro caldo e fetido di qualche strega che non è ancora stata scacciata.

Delle masoni restano dei lacerti e dei documenti d’archivio, che ne attestano l’esistenza sin dal 4 gennaio 1485 presso Brenzeglio, una frazione del comune di Garzeno. Anche il termine masone racconta di una volontà alla sedimentazione: si può ricondurre al latino mansio, indicante principalmente “il restare”, un luogo di sosta.

Valle di streghe. La vecchia bisbetica che si tramutava in serpe dagli occhi di brace e invocava maledizioni in lingue sconosciute sui passanti che attraversavano il suo terreno. La donna scongiurata che spuntava al limitare del bosco con sulle spalle un ras dalla strana forma e un rastrello lunghissimo in mano e che d’improvviso si trasformava in capra di fronte a solitarie fanciulle che si recavano a raccogliere foglie per fare lo strame alle bovine nelle stalle. Valle di scongiuri e scongiurati, spiriti seduti a meditare su contorte piante di betulle cresciute tra i picchi del monte Cortafòn.

Ogni volta che ci addentriamo in questa terra lontana ed isolata in un’epoca indistinta, procediamo guardinghi tastando il terreno ricoperto di lunghe felci, provando a memorizzare quello che si è smarrito ancor prima di essere raccontato. Ci sporchiamo e ci impregniamo di storie, che verranno sciacquate nell’acqua oleosa delle fontane, come i panni di lavandaie che con la lisciva cancellano dolori e peccati.

.

.

Sara Invernizzi

Tra anfratti rocciosi, borghi di crinale e nuove conurbazioni dell’arco orobico, cerco di “leggere” il territorio come se fosse un palinsesto, ricco di stratificazioni di narrazioni. Dai sentieri che percorro e dalle storie antiche, traggo ispirazione per nuove riscritture.


Link al blog

1 commenti:

  1. rita ha detto:

    Che bello in questo posti ci voglio andare
    Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

La ionosfera dilata lo spazio e disintegra la materia cellulare, non la incenerisce, prima... La ionosfera dilata lo spazio e disintegra la materia cellulare, non la incenerisce, prima l'avvizzisce, poi la scioglie fino ad evaporare nel nulla, senza...

Consigli di buone letture per l'estate da mettere nello zaino. In questa prima puntata... Consigli di buone letture per l'estate da mettere nello zaino. In questa prima puntata quattro libri che stanno comodi nello zaino e a fine...

Questa storia parla di E e di T. Lei ingegnere, ma non siate severi.... Questa storia parla di E e di T. Lei ingegnere, ma non siate severi. Lui geometra......

"Pensare di scalare il Campanile era uno di quei sogni nel cassetto che coltivava... "Pensare di scalare il Campanile era uno di quei sogni nel cassetto che coltivava da anni, non si sentiva mai sufficientemente sicura, nonostante i...

Ci sono uomini che, senza clamore, diventano parte del paesaggio. Come alberi antichi. Mario... Ci sono uomini che, senza clamore, diventano parte del paesaggio. Come alberi antichi. Mario Scudelìn era uno di questi. Boscaiolo, malgaro, primo gestore del...

Mi allaccio le scarpette e guardo fuori dalla finestra. Tutto è pronto. Il cielo... Mi allaccio le scarpette e guardo fuori dalla finestra. Tutto è pronto. Il cielo verso le Valli di Sant'Antonio è velato. La giornata non...

Franco Miotto ha lasciato questo mondo, ma mi piace pensare che qualcosa di lui... Franco Miotto ha lasciato questo mondo, ma mi piace pensare che qualcosa di lui viva per sempre tra le sue montagne, così come non...

Una riflessione non tanto sull'emergenza sanitaria del coronavirus, sulla quale non abbiamo competenze, quanto... Una riflessione non tanto sull'emergenza sanitaria del coronavirus, sulla quale non abbiamo competenze, quanto su un possibile uso/abuso delle norme limitative di libertà fondamentali....

Opera in tre atti, di alte vie, ottimi rifugi, cammino e persone.... Opera in tre atti, di alte vie, ottimi rifugi, cammino e persone....

Spesso gli uomini consegnano alla storia vicende che hanno dell'incredibile e a distanza di... Spesso gli uomini consegnano alla storia vicende che hanno dell'incredibile e a distanza di anni, se non documentate, sembrano esagerazioni o fantasie. Le "sort...