La notte di Guerrino

Nei pullman con i finestrini appannati nessuno parla. C’è ancora l’odore dei...

testo e foto di Gian Luca Diamanti  / Terni

Nuvole scure sopra le macerie del terremoto
19/11/2017
4 min

Nei pullman con i finestrini appannati nessuno parla. C’è ancora l’odore dei panini alla mortadella degli studenti che ci hanno viaggiato tre ore prima, in un altro posto. Adesso invece i pullman sono pieni di gente di montagna che viene portata al mare, negli alberghi, dopo la botta grossa.

Nessuno parla, qualcuno si abbraccia, qualcun altro tiene stretta in grembo una borsa. Chissà quando e se torneranno. Il terremoto ha rotto il loro futuro in pezzi talmente piccoli che è impossibile capire come rimetterli insieme.

Poi una voce: “Avete inteso di Guerrino?”. È una donna anziana dai posti in fondo al bus. “Guerrino non è voluto venire”, risponde un uomo con i capelli arruffati. Guerrino s’è rifiutato di farsi portar via, s’è dato alla macchia. “Guerrino il guerriero!”, ridacchia un adolescente.

Guerrino è l’unico del suo piccolo borgo di cinquanta anime (giusto quante ne servono per riempire un pullman) che ha detto di no. Lui non se ne va. Ma lì non può restare. Le case di pietra possono crollare, il terremoto tornerà a bussare. Occorre lasciar spazio alla grande macchina dei soccorsi. Alle telecamere e a chi si metterà lì davanti.

Guerrino ha sessant’anni. Non ha una moglie. Alleva i maiali, caccia i cinghiali e pesca le trote. Raccoglie funghi e tartufi. Rifornisce le trattorie della zona. Alla fine ha messo su una trattoria pure lui. Non se la passa male. “E se proprio si mette brutta taglio una quercia, vendo la legna e ci campo un mese: e sai quante ce ne ho di querce?”.
La sua terra per lui è un conto in banca. Se gliela levano non ha più credito. Perciò Guerrino rientra di nascosto nella casa di pietra crepata, prende la roncola, il fucile, le salsicce, due coperte di lana, una bisaccia e va verso il bosco per un sentiero che pochi conoscono.

“Io sono Guerrino il guerriero e qui sono il padrone”, dice Guerrino e lo urla, imprecando  mentre cammina, ai Carabinieri, al bosco, alle montagne e infine al terremoto.

Guerrino sa che nel bosco c’è una capanna di legno, è diretto lì. Ci vivrà per un po’, finché le montagne non si calmeranno. Intanto prenderà i maiali e lì porterà nella radura, in mezzo alle sue querce. Poi tornerà, restaurerà la casa e riaprirà la trattoria. Guerrino è semplice e concreto.

Arriva alla capanna che è quasi notte. Siamo in novembre e tra le montagne le ombre calano rapidamente. Alcune travi si sono spostate e il tetto si è aperto. Maledetto terremoto, borbotta Guerrino. Gli toccherà provare a dormire guardando le stelle.

Guerrino si addormenta e sogna. Sogna le streghe, le fate cattive, quelle che se la presero con l’altro Guerrino, il Meschino. Poi sogna una mandria di cinghiali che lo caricano, si sveglia e dal buco del tetto vede la montagna che gli frana addosso. Così Guerrino è colto dal panico e la paura dilata quegli istanti. Mentre la terra trema Guerrino ha il cuore in trappola. Capisce di aver sbagliato e per la prima volta si sente piccolo. Ma, per sua fortuna, si fa più piccolo. Così balza fuori dalla capanna e riesce a schivare i massi, come una lucertola, mettendosi in salvo.

Guerrino non ha più imprecazioni e non ha più pensieri. Sale su fino alla cima a vedere il sole che sorge da dietro i Sibillini. Tutto è stato orribile, tutto è meraviglioso. Non se n’era mai accorto prima. Ora sa che non è lui il padrone del bosco e della valle, che non lo è stato mai. Sa pure che neanche il terremoto ne è padrone. Sa che ha fatto bene a restare perché lui è parte di questa terra, come il terremoto.
“Che fine ha fatto Guerrino?”, chiede un paesano nell’albergo sulla costa.
“Sta sempre lì, ci aspetta!”.

(La notte di Guerrino è un racconto di fantasia ispirato a personaggi e storie dell’Alta Valnerina e dei monti Sibillini)

Logo Blogger Contest2017_300x175
Il terremoto ha rotto il loro futuro in pezzi talmente piccoli che è impossibile capire come rimetterli insieme
I Sibillini all’orizzonte. In cammino nel bosco.
I Sibillini all’orizzonte. In cammino nel bosco.
Gian Luca Diamanti

Gian Luca Diamanti

A valle faccio il giornalista e mi occupo di comunicazione pubblica; in montagna cammino in cerca di libertà insieme ai “Vagabondi della Valnerina”.


Il mio blog | Appennini, è un blog sulla spina dorsale d’Italia, le montagne dove tutto è iniziato, dove ancora possiamo andare a cercare la nostra anima e a mettere ordine alle idee. Perché di lassù si vede meglio e più lontano. E l’aria è pulita – www.appenniniweb.it
Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

I ricordi di Luisa ci trasportano in un periodo molto recente,eppure quasi fiabesco. Esiste... I ricordi di Luisa ci trasportano in un periodo molto recente,eppure quasi fiabesco. Esiste ancora un alpinismo che è stile di vita? ...

Sembra ormai un’epoca lontana quella in cui si poteva scegliere di partire liberamente, con... Sembra ormai un’epoca lontana quella in cui si poteva scegliere di partire liberamente, con una decisione dell’ultimo momento. Eppure è così che nascono spesso i...

Attraverso le Alpi a piedi e in volo per oltre quattrocentocinquanta chilometri sull’arco alpino... Attraverso le Alpi a piedi e in volo per oltre quattrocentocinquanta chilometri sull’arco alpino Occidentale: è partita sabato 12 maggio la Salewa IronFly, gara...

Ogni età ha la sua buona scusa, e buona stella, per fare un errore:... Ogni età ha la sua buona scusa, e buona stella, per fare un errore: a sei anni sei scusato perché... ...

Paonazzo era paonazzo, e le vene del collo pulsavano forte. Gli occhi gli uscivano dalle... Paonazzo era paonazzo, e le vene del collo pulsavano forte. Gli occhi gli uscivano dalle orbite. Mi ha anche sputacchiato addosso, senza accorgersene. - Basta, basta, basta!...

C'è una cresta alla fine del mondo, ed anche all'inizio. Ci sono un fuoco,... C'è una cresta alla fine del mondo, ed anche all'inizio. Ci sono un fuoco, un vecchio, ed una viaggiatrice. ...

"Dicono che una volta, il mondo, fosse unito – e quassù e laggiù regnasse... "Dicono che una volta, il mondo, fosse unito – e quassù e laggiù regnasse questa bellezza. La chiamavano natura. E goderne non era un...

Nel 2112 un ragazzo poco più che trentenne aggiorna i suoi follower mentre si... Nel 2112 un ragazzo poco più che trentenne aggiorna i suoi follower mentre si trova nei pressi dell’ultimo ghiacciaio del mondo, in fila per...

Un buon modo per far star tranquillo un bambino nei lunghi viaggi in auto... Un buon modo per far star tranquillo un bambino nei lunghi viaggi in auto è appioppargli un atlante stradale e lasciarlo giocare a fare...

Quanto leggerete è stato scritto pochi mesi fa. Sembrano passati anni. Anzi, pare che... Quanto leggerete è stato scritto pochi mesi fa. Sembrano passati anni. Anzi, pare che non sia accaduto. Proprio in questi giorni il Nytimes, tornato nelle...