Racconto

CREATURE CHE COMPIONO MIRACOLI

Marta continua il suo viaggio solitario di ricerca e di incontri in India: potrà sembrare retorico ma il suo è anche un viaggio interiore, qualcosa simile ai passi, sulle rive dei fiumi sacri, dei grandi viaggiatori del passato. Questi suoi pensieri ci arrivano dalla zona del monte Arunachala, la Montagna di Fuoco che protegge Tiruvannamalai, nel Tamil Nadu, il sud dell'India.

testo di Marta Margherita Mattalia

24/04/2023
3 min
Ci vogliono posti come questo. Posti che ti consegnano fiducia. Qui, per esempio, potenzialmente potresti vivere mangiando gratis tutti i giorni.

Offrono cibo nei templi e lungo la strada, per i pellegrini, per i sadhus in stato di rinuncia che abitano ai piedi della Montagna, o semplicemente, per te che non importa chi sei, in cosa credi, se hai fame, ma sei lì a chiedere di mangiare. C’è una biblioteca in cui puoi prendere in prestito tutti i libri che vuoi semplicemente annotando il tuo nome e il titolo del volume su un quaderno. Sulla prima pagina c’è scritto che Arunachala sa che tu li riporterai indietro. Lascio la bicicletta parcheggiata ovunque, dalla strada più trafficata al vicolo più remoto senza lucchetto e la ritrovo ogni volta che torno, a qualsiasi ora.

Mi accorgo che abitare un luogo che ti dà fiducia infonde un senso di conforto, incoraggiamento e anche responsabilità nel meritarsela. La fiducia concessa ti mette di fronte a te stessa, alla sincerità delle tue azioni. Il luogo ha l’innocenza di un bambino, la premura di un genitore, l’autorevolezza di un maestro. Così la forza del discepolo è proporzionale alla fiducia che il mentore ha riposto in lui. La voce che dice tu puoi, riesci, ce la fai, si integra al sé attraverso l’amore. Su quella certezza, quella calma, la responsabilità diventa la gioia dell’espressione di sé al resto del mondo.

Torno a casa la notte pedalando nel buio e so che nessuno mi può investire, derubare, denudare, uccidere.

Tiruvannamalai, Tamil Nadu (ph. Dipu Chandran su Unsplash)
ph. di Atharva Tulsi su Unsplash

Penso che sia per via della Montagna, lei è al centro e guarda la città, le strade, le case, i templi, i negozi e le campagne. Veglia senza controllare, mostrandosi. Se senti del male dentro, se vuoi riversarlo fuori provocando altro male, lei rimane con te, e sentendo di non essere soli con la propria miseria, automaticamente ci si decongestiona.

Funziona bene perché dietro non c’è l’ideologia di costruire una realtà idilliaca, né un progetto benefico, né l’alibi di qualche teoria economica. È semplicemente lasciare che la generosità si manifesti in terra, come naturale che sia. Sono gli esseri umani capaci di canalizzare la ricchezza divina o cosmica o terrena o da dove si preferisce farla provenire, moltiplicandola nel dividersela. Creature che compiono miracoli. Qui se muori non si dice che sei morto, ma che sei stato assorbito dalla Montagna.

Sono luoghi utili da sperimentare, è utile sapere che esistono, lasciare che allarghino uno spazio dentro di sé per portarseli dietro e riproporli ovunque. Cercare altre montagne orizzonti marini piane abissali dirupi la cenere. Dire sì che è possibile. Io non ci credo che dobbiamo per forza vivere di merda in ansia ossessionati dal consumo che nasconde ingenuamente l’ombra delle ristrettezze alle calcagna. Ne ho la prova.

Espansa a questo nuovo spazio, mi preparo a partire.

Marta Margherita Mattalia

E' stata concepita in Algeria, scoperta in Grecia e nata in Italia in una data composta da 3 numeri primi. Intesse la sua formazione e il suo percorso artistico fra il canto, la scrittura e il teatro. Si è diplomata al Conservatorio Ghedini di Cuneo in Vocalità Afroamericana, e in seguito alla Scuola Holden di Torino, nel college di Acting. Cerca dentro la voce attraverso lo stile di musica classica indiana del Dhrupad, e la tradizione bengalese del Baul. Negli ultimi 6 anni sta portando avanti un progetto di viaggio nel mondo, in cui fonde la scoperta del pianeta terrestre alla ricerca artistica. Quando è straniera si sente a casa.


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2 commenti:

  1. Marina ha detto:

    Grazie.
    E nient’altro …

  2. Cecilia ha detto:

    «Funziona bene perché dietro non c’è l’ideologia di costruire una realtà idilliaca, né un progetto benefico, né l’alibi di qualche teoria economica. È semplicemente lasciare che la generosità si manifesti in terra, come naturale che sia. Sono gli esseri umani capaci di canalizzare la ricchezza divina o cosmica o terrena o da dove si preferisce farla provenire, moltiplicandola nel dividersela. Creature che compiono miracoli. Qui se muori non si dice che sei morto, ma che sei stato assorbito dalla Montagna».
    Molto bello. Grazie.

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