La montagna come testimone

testo e foto di Alex Battù

25/11/2017
4 min

Ti capita che alla porta bussi proprio lei. Immediatamente non credi a quel “toc-toc” anche se te lo saresti aspettato e, con tutto te stesso, lo avresti anche voluto. Osservi fuori dalla finestra del rifugio le montagne infuocate da un bel tramonto in una calda sera primaverile e poi ti avvicini all’uscio. Stai sbagliando, lo sai, non dovresti aprire, ma il fiume in piena dentro di te è incontrollabile, non vuoi avere questo rimpianto per tutta la vita, il cuore batte all’impazzata come se fosse il tuo primo respiro, in un turbinio di impulsi, il cervello, muove la mano, che apre la porta.

E’ questione di un attimo ed, incrociando il suo sguardo, la attiri verso di te e la baci. Istantaneamente, tutti i pezzi del puzzle sparsi all’interno della mente combaciano, tutto quanto si rivela chiaramente, l’ostentata ricerca della felicità, le illusioni di una vita fino a quel momento confusa ed un vecchio amore, colpevolmente, non più al suo apice ed incerto, sono evaporati in quell’istante. Un istante che ha cambiato molte cose, che ha cambiato soprattutto te stesso, sei conscio di commettere il primo ed unico errore della tua vita ma l’ossessione di non avere più nulla da dare alla persona con la quale hai condiviso un passato insieme, ha il sopravvento.

A trent’anni sai di non essere più un ragazzino e dovresti già aver fatto le tue esperienze, ma rivendicare una vita che non senti tua ti sta portando ad esagerare, a non mordere il freno e cercare, così come quando cerchi a tutti i costi di raggiungere quella vetta nelle escursioni del fine settimana, di spingerti oltre, di volere sempre di più. Quello che vuoi è proprio lei, l’hai sempre voluta, ed, incredibilmente, quella notte, ha bussato.

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Quello che vuoi è proprio lei, l’hai sempre voluta, ed, incredibilmente, quella notte, ha bussato.
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Che il banchetto abbia inizio, fatto di tutte quelle bellissime sensazioni che entrano nel tuo intimo con ogni loro sfumatura, degustando quello che, con il senno di poi, sarà magari anche un piatto sgradevole per tutte le conseguenze, le parole, i litigi ed i fraintendimenti che esso porterà con sé. Ed è proprio in quel momento che lo assapori sempre di più, è lo sbaglio più bello della tua vita e non sostituiresti un secondo di quella notte con niente al mondo perché, è la notte più bella, con il suo sapore dolce ed immorale, spudorato ed arrogante, che si sta annidando dentro di te esaltando ogni papilla gustativa e fornendo al cervello energia per continuare. Ciò che lo rende buono è il non sapere di volerlo fino a quando non ce l’hai davanti, è il non essere consapevole che sta attingendo dalle tue debolezze per farle diventare tormenti o nostalgie, è l’andare fino in fondo a rotta di collo e mangiarne finché puoi.

L’indomani, le montagne sono un tutt’uno con l’orizzonte, il monotono grigiume di quel mattino fatto di  nuvole minacciose di tempesta, viene interrotto dal rumore delle gocce di pioggia che, sui vetri della finestra, formano rivoli dalle forme più strane, in un perpetuo pianto dal cielo quasi a volersi sostituire a ciò che senti dentro. Si, perché il giorno dopo, è difficile da digerire dopo che si ha avuto tempo per pensare. Seduto sul freddo davanzale, la vedi in tutta la sua bellezza, viene ad abbracciarti ed insieme vi specchiate nei vetri che inquadrano quelle montagne, le stesse che hai scalato per anni, e che ti hanno offerto le loro vette che, dopo quella notte, sono state testimoni della tua rinascita.

Alex Battù

Da sempre appassionato di montagna ed astronomia. Quando non lavoro cerco di unire queste due passioni, un bel trekking con relativa dormita sotto il cielo stellato in altura. Questo mi ha permesso di viaggiare molto e vedere posti stupendi che cerco di immortalare con la mia macchina foto!


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