Recensione

La montagna come gioia

Leggere “Ski de Printemps” (Sci di primavera), il libro di Jacques Dieterlin pubblicato nel 1937 e tradotto in italiano da Edizioni del Gran Sasso, è fare un tuffo in questa pura gioia.

testo di Simonetta Radice, foto Edizioni del Gran Sasso

01/06/2020
2 min
Chi non ha mai pensato, di fronte a un’alba, a un tramonto, all’incontro con un animale selvatico, o soltanto soffermandosi sul gesto del salire, sulla consapevolezza dei propri muscoli che rispondono allo sforzo.

Chi non hai pensato, dicevo, che “nulla vale quanto una gita in montagna all’aria aperta?” . Leggere “Ski de Printemps” (Sci di primavera), il libro di Jacques Dieterlin pubblicato nel 1937 e tradotto per la prima volta in italiano da Alberto Sciamplicotti per Edizioni del Gran Sasso, è fare un tuffo in questa pura gioia, né più né meno. Nella contingenza dei tempi, è anche un piccolo risarcimento per una stagione scialpinistica iniziata alla grande e che ci ha poi visti lontani per molto tempo dai luoghi che amiamo di più… (sospiro!).

“Lo sci a primavera è una cosa meravigliosa e sono felice ogni giorno di averlo potuto scoprire. Ci credereste se vi dicessi che ho dovuto attendere i 50 anni per conoscere il vero senso della vita? Prima immaginavo che gli studi e le opere della mente bastassero a riempire la vita dell’uomo. Un giorno mi resi conto che tutto ciò era quasi inutile e che nulla valeva quanto una gita in montagna all’aria aperta. Da allora ho sciato tanto quanto la vita possa consentire e ora, lontano dalla vostra età, io mi sento veramente un altro uomo”

Protagonista del romanzo è lo sciatore Fabien che, dopo una stagione invernale agonistica non particolarmente soddisfacente, si regala una settimana indimenticabile a maggio, in quota, in un rifugio insieme ad altri sciatori entusiasti. Di fatto la trama di Ski de Printemps è tutta qui e la cosa che ho amato di più di questo libro è che, per certi versi, non succede nulla. Niente colpi di scena, nessuna montagna assassina (finalmente!) ma tutta la gioia che sa dare la vita tra le vette. Si scia, si beve, si passa il tempo con gli amici, si chiacchiera e quasi si litiga. È tutto normale, eppure è tutto straordinario: “Le parole non sono le stesse che a valle e neanche i gesti. Sono come quel cielo azzurro e intenso che ci domina, un po’ brutale, eccessivo, ma sempre senza secondi fini e senza bruttezza. E anche il cuore funziona diversamente: rimane più leggero, più spontaneo, più semplice, più naturale. Tutto è diverso perché tutto è arioso, tutto è nuovo.”

Questi i pensieri di Fabien in un pigro pomeriggio al rifugio e gli ottant’anni che ci separano dalle sue avventure sono letteralmente niente, le emozioni primarie – in questo caso la gioia – sono senza tempo. Fabien siamo noi, ogni volta che saliamo in quota, ogni volta che abbandoniamo la casa per sentirci finalmente a asa: “In nessun istante aveva pensieri che riguardavano il suo lavoro, la casa che aveva abbandonato o perfino i suoi amici. Perché tutto quello che era sotto i tremila metri non era sci di Primavera”.
Qui lo scialpinismo ritrova tutta la sua poesia, rinnova la magia degli eterni bambini che siamo ogni volta che abbiamo a che fare con la neve, con la roccia, con gli elementi della natura selvaggia.
Non c’è quasi malinconia (il quasi è di rigore) nemmeno quando, alla fine dell’avventura, si staccano gli sci. Dal regno della neve si passa in un fiat a quello dei prati in fiore, la bellezza che cede il passo ad altra bellezza.
E una volta a casa, che cosa rimane? Non resta niente, rimane tutto.
“Fabien, appoggiato alla finestra, fissava il tappeto della sua stanza, il disimballaggio disordinato di suoi grandi zaini e, appoggiati contro la libreria, le paia di sci ancora ricoperti di etichette ferroviarie e di tracce di fango. (…) Poi contemplò con un po’ di tenerezza e molta felicità, là, su un angolo del tavolo della sala da pranzo, illuminato dalla luce, un piatto fondo su cui era un grande mazzo di genziane. Che blu stupendo!”

Ski de Printemps

Autore: Jacques Dieterlin
Editore: Edizioni del Gran Sasso, 2019
Pagine: 192
Prezzo di copertina: € 15,00

Edizioni del Gran Sasso

Simonetta Radice

Simonetta Radice

Giornalista pubblicista, addetta comunicazione. Da sempre amo la montagna e tutto ciò che ha a che fare con essa. La libertà è un poco al di là delle tue paure. Vivo tra Milano e Gignese (VB).


Il mio blog | Riflessioni quando ho tempo, sempre troppo poco.
Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

A 18 anni Eric Scaggiante ha deciso che era ora di mettersi alla prova.... A 18 anni Eric Scaggiante ha deciso che era ora di mettersi alla prova. Si è iscritto alla gara di bikepacking più dura al...

“To be free” racconta di emozioni forti e sensazioni intime, di uno stato d’animo...... “To be free” racconta di emozioni forti e sensazioni intime, di uno stato d’animo... ...

Spengo la macchina, spengo il telefono e ascolto solo più il mio corpo muoversi... Spengo la macchina, spengo il telefono e ascolto solo più il mio corpo muoversi nello spazio. Si crea una musica che non è un...

Sono le sere terse di novembre, quelle che più mi fanno pensare a te. Il... Sono le sere terse di novembre, quelle che più mi fanno pensare a te. Il profilo delle montagne si delinea nitido contro il cielo scuro,...

Questa è una storia di una cerimonia per dire addio a un decennio della... Questa è una storia di una cerimonia per dire addio a un decennio della vita di due amici. Questo decennio include tanto: l'amicizia, il...

E' ormai buio da un pezzo. Ma come è potuto succedere? Come abbiamo fatto... E' ormai buio da un pezzo. Ma come è potuto succedere? Come abbiamo fatto a cadere in questa trappola? Questa mattina eravamo partiti alle prime...

Cronaca di una salita al Castore ... Cronaca di una salita al Castore ...

"Un albero, un albero vero, un albero. Gridava di gioia e con l’ultimo salto... "Un albero, un albero vero, un albero. Gridava di gioia e con l’ultimo salto abbracciò finalmente quel tronco immenso e verde che solo il...

"La vita è come un sentiero di alta montagna, all’inizio non vedi la traccia,... "La vita è come un sentiero di alta montagna, all’inizio non vedi la traccia, allora segui la direzione orientandoti con gli ometti di sassi,...

Il colore è un linguaggio universale, simbolico, appunto, che il colore deve essere guardato... Il colore è un linguaggio universale, simbolico, appunto, che il colore deve essere guardato con gli occhi dello spirito, ascoltato quindi, come la musica,...