Racconto

Primavera 2015

testo e foto di Grazia Bacca

Un sentiero di casa
31/12/2018
4 min
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Questa stagione segnò l'inizio del mio camminare nel buio.

Iniziai con una prova master di nuoto, poi qualche sciata su neve ormai troppo “molle”, qualche “rollerata” in giro per la mia città e per non farmi mancare proprio nulla un trekking di 32 km. Tutto questo in un lasso di tempo molto breve, senza allenamento, senza preparazione e quindi per una persona non troppo robusta e lassa significò conflitto femoro-rotuleo di entrambe le ginocchia. Seguirono mesi di fisioterapia intensiva in palestra e a casa ed un imparare a convivere con questo fastidio che a tratti ti snerva e ti sfinisce.

 Un pomeriggio mi sono ritrovata da sola, non avrei mai voluto ma il destino decise così. 

Di fianco a me una persona che amavo stava anche Lei percorrendo un sentiero non troppo facile, anzi molto più difficoltoso del mio e sicuramente molto più doloroso; i nostri sentieri s’intrecciarono, si sovrapposero sempre, ma ad un certo punto Lei decise di lasciarmi sola. Feci di tutto per stare con Lei, l’accompagnai sin dove ho potuto poi un pomeriggio mi sono ritrovata da sola, non avrei mai voluto ma il destino decise così. Non ero pronta ed in cuor mio sapevo benissimo che non lo sarei mai stata. Ma a tutto questo si aggiunse dell’altro, mi sembrava che il mondo mi crollasse addosso, che tutto mi si stesse rivoltando contro e mentre cercavo disperatamente di proseguire lungo il mio sentiero qualcuno iniziò a tinteggiare di nero tutto quello che avevo, che mi era rimasto.

All’inizio mi sembrò che coprisse molto bene il nero della mia tristezza e della mia solitudine poi con il passare del tempo, ma molto più tardi, mi accorsi che era tinta nera su altra tinta nera. Fare l’imbianchino non è facile soprattutto quando sulle pareti della tua vita ci sono strati di colore scuro, ma dovevo iniziare a fare qualcosa, non volevo più vedere tutto quel nero, avevo bisogno di vedere del bianco e del colore. Così ho iniziato a fare molte cose, questa volta senza esagerare, e mi sono fatta aiutare da persone che credevano in me e poi ho iniziato a camminare di nuovo. Avevo bisogno di colore, la mia anima gridava : “Colore!, per favore inondami di colore” così provai a dare ascolto alla mia anima sofferente.

Il mio cammino è ancora lungo, ma quando posso intraprendo nuovi sentieri che di nero non hanno proprio nulla.

Inizia con le cose più semplici, per il mio zaino scelsi il rosa, per il K-way il rosso, per le scarpe un grigio-verde, per la macchina fotografica ancora rosa. Mi inventai persino un nome per le mie passeggiate, WAS, acronimo di WAlking Small e così piano piano ho iniziato a scorgere un po’ di luce.
Il mio cammino è ancora lungo, ma quando posso e ho tempo prendo il mio zainetto e intraprendo nuovi sentieri che di nero non hanno proprio nulla.

  • E’ come un film
  • Aria di temporale

Grazia Bacca

Ingegnere, mi diverto a scrivere storie per me, mia figlia e per mio marito.... a noi piacciono. Ho scoperto l'importanza del camminare sia come terapia fisica che psicologica quindi mi permetto di consigliarlo a tutti. In questi anni ho scoperto il mio territorio, non vado molto d'accordo con il cellulare e per questo uso ancora “paper and pen” per pianificare le mie passeggiate.


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