Racconto

Non c’è fretta

testo e foto di Gian Luca Diamanti  / Terni

Il bosco con il sole appeso
28/12/2018
4 min
logo blogger contest2018_ita_senza feccia
Ci sono filosofi che riescono a vedere l’essere nel tempo camminando su un sentiero di campagna.

Ci sono sentieri da salire al buio, che percorri per un’esistenza intera, una volta l’anno, sempre la stessa notte, perché per te che non sei un filosofo c’è solo la montagna che ti aiuta a pensare in salita, cercando un attacco, un segnale, un varco, la giusta direzione.
E così cammini, a volte con la neve che scrocchia sotto le Vibram degli scarponi, altre con il vento che ti schiaffeggia il naso. Con le nuvole, con la nebbia, con la luna che dondola tra i faggi. Con i lamenti dei rami, come su una nave ormeggiata dopo la tempesta, i sensi desti e attenti ai rumori del bosco e alle presenze interiori, lo scarto lontano di un cinghiale, il richiamo d’un pettirosso, il muschio, il vischio e la rosa canina, il ghiaccio e i merletti della galaverna. Verde, nero, bianco, rosso.

Proprio qui, su questo traverso, hai pensato di possedere e di cambiare, hai pensato di essere altro e di dover portare altri sul tuo stesso sentiero.

È il Natale, il tuo Natale, quello più antico che sta giù, in un angolo, in un interstizio, in una spira, in una tana, in fondo all’anima, da raggiungere lassù, nel punto più alto, più aperto, più libero.
È il tuo sentiero del solstizio d’inverno, anno dopo anno, come in una ruota che gira dove tutto sembra uguale, ma in realtà, ogni turno è diverso dall’altro.
È un sentiero in pendenza, un piano inclinato al contrario che ti trascina verso l’alto, che va dalla città al paese e dal paese alla montagna. Dove, a un certo punto, non sempre lo stesso, ti fermi e ti appoggi a un albero. Apri lo zaino e ne estrai il cartoccio di canditi dolci e colorati che puoi mangiare con gusto solo se li vedi come il bambino che guardava il sole con gli occhi strizzati e che sale con te. Poi per ricordarti d’essere vecchio apri la fiaschetta e bevi grappa, o rakija, comunque acqua vite, in cerca di calore.

Allora puoi riprendere il cammino su quello stesso sentiero segnato dai tuoi anni, dalle tue rivoluzioni, che ogni sasso ti ricorda per averlo calpestato, carezzato, o scalciato l’anno prima e quello prima ancora, con un peso diverso, con un sogno differente, con un’ansia più opprimente, un amore ammaliante, o con una gioia trainante. Con il pieno che si svuota e il vuoto che ti riempie, con le tue canzoni dannate che ti danno il ritmo e che provi a fischiettare mentre ansimi in salita.
Proprio qui, su questo traverso, hai pensato di possedere e di cambiare, hai pensato di essere altro e di dover portare altri sul tuo stesso sentiero, hai pensato che il tempo fosse lui a dominarti, che Crono fosse il re e che misurasse i tuoi passi anche lungo questo passaggio nel fosso di brina sopra le foglie secche… hai pensato che bisognava correre, che occorreva sbrigarsi.

E questo è il tuo Natale, quello in cui finalmente non c’è fretta e l’essere è senza tempo

Ma no, non dovevi portare nessuno e te ne sei accorto qualche anno dopo, quando la ruota è girata ancora e tu eri su questa stessa forra, o forse un po’ più su, a guardare il traverso dall’alto dei prati sommitali. La questione era tua e solo tua, tutto il resto era immobile, persino il cammino, persino il tempo. Perciò hai pensato che magari sei tu il cammino, che sei tu il tempo. E ti è venuto da ridere.
Questo sentiero è il tuo sentiero, l’hai percorso da solo e in compagnia una volta l’anno, in questa stessa notte, prima che il sole, come sempre, si rinnovi, prima dell’aurora e della sua aura, prima di toccare tre volte le pietre del tempio in cima alla montagna. Prima di alzare gli occhi al cielo e sentire i piedi ben piantati per terra.

Sta per sorgere ancora e mentre guardi il sipario delle nubi che si solleva e il sole che fa capolino folgorando i tuoi pensieri gelati, capisci che quel che conta è esserci.
E questo è il tuo Natale, quello in cui finalmente non c’è fretta e l’essere è senza tempo. No davvero, non c’è fretta. Come su un sentiero di campagna.

  • Il sentiero del Natale
  • Il sipario delle nubi
Gian Luca Diamanti

Gian Luca Diamanti

A valle faccio il giornalista e mi occupo di comunicazione pubblica; in montagna cammino in cerca di libertà insieme ai “Vagabondi della Valnerina”.


Il mio blog | Appennini, è un blog sulla spina dorsale d’Italia, le montagne dove tutto è iniziato, dove ancora possiamo andare a cercare la nostra anima e a mettere ordine alle idee. Perché di lassù si vede meglio e più lontano. E l’aria è pulita – www.appenniniweb.it
Link al blog

Esplora altre storie

Dove sarà passato quel diavolo di un conte? Cerchiamo di indovinare la linea di salita... Dove sarà passato quel diavolo di un conte? Cerchiamo di indovinare la linea di salita più semplice in questo labirinto di cenge erbose, placche di...

Per un paio di anni siamo stati i più giovani ragazzi di Venezia a... Per un paio di anni siamo stati i più giovani ragazzi di Venezia a praticare lo sci con le pelli di foca. Anche adesso...

"Solo loro, gli uomini, possono fare qualcosa, disse il vecchissimo genio, aprendo il suo... "Solo loro, gli uomini, possono fare qualcosa, disse il vecchissimo genio, aprendo il suo occhio che sapeva scrutare nel passato e nel presente, ma...

Prima del 1974 nessuno aveva mai sfidato in inverno la parete Nord del Camicia,... Prima del 1974 nessuno aveva mai sfidato in inverno la parete Nord del Camicia, l’Eiger dell’Appennino, uno strapiombo di oltre milleduecento metri. Ci provano l’esperto...

All’alpe Valanghe in Val Maira, la storia di una giovane margara del XXI secolo,... All’alpe Valanghe in Val Maira, la storia di una giovane margara del XXI secolo, tra tradizione e modernità ...

Viola andava per i nove anni, era magra e curva, aveva arti nodosi, duri... Viola andava per i nove anni, era magra e curva, aveva arti nodosi, duri ma ancora piuttosto agili, e dal reticolato di capillari erano...

Camera 352 "Te la senti di camminare? Hai voglia di muovere qualche passo?" Lei non risponde,... Camera 352 "Te la senti di camminare? Hai voglia di muovere qualche passo?" Lei non risponde, ma prende il suo braccio rendendolo leva e si alza... In...

L’aria si è fatta fresca e le giornate si sono accorciate. La nebbia corre... L’aria si è fatta fresca e le giornate si sono accorciate. La nebbia corre veloce tutte le mattine verso Punta Setteventi. Il torrente che...

Una stanza di ospedale in città, lui che è in coma da ormai due... Una stanza di ospedale in città, lui che è in coma da ormai due mesi. Chiudo gli occhi e mi aggrappo a ciò che...

Sabato 21 aprile alle ore 17.00 in piazza ad Arco (TN), sul palco di... Sabato 21 aprile alle ore 17.00 in piazza ad Arco (TN), sul palco di Adventure Awards Days, il festival internazionale dell’avventura e dell’esplorazione, si...