Racconto

Di un candore che punge gli occhi

testo e foto di Chiara Pezzoni

01/01/2019
4 min
logo blogger contest2018_ita_senza feccia
Alba di metà Febbraio. Cielo grigio in pianura e sole appena velato per chi scappa più su.

Camminiamo, ciascuno col suo passo, ciascuno con il suo spazio intorno, davanti, dietro.
Silenzio. Tutto qui è silenzio, abeti e faggi.
E il nostro corpo ancora intorpidito, mentre il sangue ha già aumentato la sua corsa e ci porta l’entusiasmo che giustifica l’aver abbandonato le coperte calde.
Continuiamo a salire e lentamente ci ritroviamo immersi in nuvole basse e nebbia densa, fitta, mescolati senza sapersi distinguere; un abbraccio umido che accarezza le guance, le ciglia.
Bianco. D’un tratto tutto è bianco.

È bianca la neve che stiamo calpestando e che crepita sotto gli scarponi ed è un rumore unico questo del manto pressato, l’unico, oltre a quello delle racchette che affondano.
È bianco il cielo, della nebbia che sale dal fondovalle e ci avvolge e sta.
Immobile il paesaggio, permeato da una luminosità quasi spettrale.
Quella che era un’escursione non è più, non è più solo neve e nebbia, silenzio e umidità.
È uno sparire alla vista, uno smaterializzarsi, uno spazio privato, solitario e ovattato che porta dentro, che sconfina nella dimensione che è intimo e in un tempo che è passato cristallizzato.
Non sono sola, ma non vedo nulla, se non bianco, bianco vuoto.
E questo nulla sa appesantirmi il petto, sa affannarmi i polmoni, sa schiacciarmi forte, assottigliandomi il fiato.

Mi assale, d’improvviso, l’angoscia. Entra in me, aggrappata alle particelle acquose che respiro e s’insinua, fluida, là dove lei sa già, a rimestare e sciogliere paure buie.
Ma continuo a camminare, seppure i passi si siano fatti più lenti, pensati e pesanti.
Mi guardo attorno, disorientata; in quel bianco che punge gli occhi distinguo le sommità di alcuni cespugli, la luce stessa è alterazione dell’ora reale, non saprei indovinare, se non lo sapessi, se è mattino o pomeriggio.
Un bimbo solo, perso in uno spazio segreto; eppure sento, so che da quel nulla arriva solo protezione.
Richiamo a me lucidità e consapevolezza: non distinguo nulla di ciò che mi circonda e l’aria non riesce, carica di vapore, a sedare il mio spaesamento, ma proprio quello che mi ha bloccato ha in sé la meraviglia di lenire il mio tormento.
Perché è un momento sospeso, magico, troppo bello per avere il fiato corto, per non riuscire a respirare.
È un momento da vivere.
Allora assecondo questo fluire di emozioni, me le faccio amiche, getto un ponte di pace fra il dentro e il fuori, di me.
Calmo. Tutto è quasi calmo.

Rivedo i miei compagni, aggiustiamo il passo per riavvicinarci, mentre continuiamo a salire.
Lungo il pendio le raffiche di vento hanno già spazzato via le nuvole.
La vetta appare, nitida, come riemersa e ben delineati sono ora i fianchi della montagna che stiamo calpestando. Il sole era già lì, pronto ad allungare le nostre ombre, a riscaldarci gli abiti inumiditi.
Il mio petto è ancora un po’ pesante e i muscoli ancora contratti per la tensione trattenuta, domani sarò un po’ più stanca, indolenzita nell’anima, adesso però ho il vento forte in faccia.
Tutto è respiro. Io respiro.

Chiara Pezzoni

Scrivere è dare un po' di sé agli altri e fare anche i conti con te stesso, ti porta a guardar fuori e guardar dentro.


Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

Volendo, si poteva comprare dell’ottimo vino cileno, del Santa Rita o del Concha y... Volendo, si poteva comprare dell’ottimo vino cileno, del Santa Rita o del Concha y Toro, che in precedenza aveva accompagnato le nostre serate. Lei ora...

Nella terra del marmo e delle cave di dentifricio... Nella terra del marmo e delle cave di dentifricio...

Alle 6.30 suona la sveglia e inizio a prepararmi. In pochi minuti ho chiuso lo... Alle 6.30 suona la sveglia e inizio a prepararmi. In pochi minuti ho chiuso lo zaino e indossato tutti i vestiti tecnici. Scendo le scale...

Nei viaggi, l’obbligo è arrivato dalle questioni fisiologiche della vita di una single ultratrentenne, che... Nei viaggi, l’obbligo è arrivato dalle questioni fisiologiche della vita di una single ultratrentenne, che sola si ritrova a fare tante cose; la scelta è arrivata da un...

Con Giulia e Alessio eravamo stati in cima al Mulaz per rilevare la flora... Con Giulia e Alessio eravamo stati in cima al Mulaz per rilevare la flora di vetta, il giorno precedente avevamo raggiunto Cima Cece che...

Dietro l’arco gonfiabile della partenza, sotto un cielo nero da cui cadono radi minuscoli... Dietro l’arco gonfiabile della partenza, sotto un cielo nero da cui cadono radi minuscoli cristalli di neve, poco meno di 300 uomini e donne...

Livio ha 23 anni, ama la montagna e crede di amare Paola. Vive di... Livio ha 23 anni, ama la montagna e crede di amare Paola. Vive di azioni e ripensamenti, di spinte emotive e conseguenze da gestire....

Montagne di rifiuti sono tutto ciò che, in certe circostanze, ci ritroviamo intorno alle... Montagne di rifiuti sono tutto ciò che, in certe circostanze, ci ritroviamo intorno alle nostre case quando facciamo ritorno dalla montagna....

Mirco Grasso e Stefano Lorenzon, alpinisti e piloti di parapendio, hanno un grande progetto:... Mirco Grasso e Stefano Lorenzon, alpinisti e piloti di parapendio, hanno un grande progetto: scalare la prete sud della Marmolada e scendere in parapendio...

Come nelle migliori tradizioni, dopo una giornata fosca il tramonto fu splendido e pieno... Come nelle migliori tradizioni, dopo una giornata fosca il tramonto fu splendido e pieno di speranze. Subito dopo la cena, servita da camerieri in...