Orsi affamati in Appennino

Quando dico che l'Appennino Emiliano in veste invernale è imprevedibile, lunatico...

testo e foto di Andrea Pellegrini

I risalti tecnici della Cresta Nord del Prado
20/11/2017
7 min

Quando dico che l’Appennino Emiliano in veste invernale è imprevedibile, lunatico, e incerto, non sbaglio. Ma è anche seducente, affascinante, appagante: un terreno di avventura proprio per quelle condizioni che non sai mai bene come saranno, e che spesso cambiano in poche ore e pure in pochi metri.

Una giornata non come tante: un venerdì sera scarico, le piccozze che fremono, un meteo che invoglia, la luna piena, la fame di Alpinismo e di Avventura: di Appeninismo. Itinerari non ancora saliti, sempre e solo visti da lontano, che “chissà come sono” “chissà se ce la faccio” “chissà le condizioni”. A volte i “chissà” frenano, altre volte… stuzzicano. E allora: vai!

Un’ora di sonno a casa e una al parcheggio: alle 2 sono in cammino. Parte male: mi trovo nel posto giusto per attaccare il Fosso della Piella, ma dubbioso torno indietro: temo di aver già compromesso la giornata. Ma la Luna Piena è una sorella che consola, e con la sua illuminazione con un traverso verso l’ignoto e una discesa ripida riesco a rimettere piede nel canale. E uscirne: osservare la pianura, la civiltà, con tutte le sue lucine artificiali.

Proseguo nel mio “progetto” che non è un progetto: è solo la voglia di fare, faticare, sfamarsi… sbagliare? Progetto tutto mio e solitario, come ogni volta che mi vengono in mente queste “mattate”: oggi tutto sarà da tracciare e da valutare, e tutto in autonomia. Rischi maggiori e probabilità di successo minori, ma soddisfazioni maggiori.

La Luna che si corica all’orizzonte e si specchia sui pendii di neve ghiacciata assomiglia al Sole al tramonto sul mare. Mare di ghiaccio e mare di acqua: stessa sostanza, stato di fase diverso. La neve che ho intorno comincia a tingersi di diverse tonalità a seconda del suo orientamento. Magie.
Salgo la Cresta Nord del Cipolla con una luce blu ammaliante, per arrivare in cima sotto raggi di sole appena nati ma possenti. Avanti sulla sconosciuta Cresta Nord del Prado: voglio godermela tutta sul filo della cresta, senza “barare” sui lati.

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Ma se la vita non fosse un rischiare, un mettersi in gioco, un 'va beh dai, proviamo', che gusto ci sarebbe?
Bellina la goulottina, uscita variante del Canale Nord del Sassofratto.Luna e Cusna dalla cima del Monte La Piella.
Bellina la goulottina, uscita variante del Canale Nord del Sassofratto. Luna e Cusna dalla cima del Monte La Piella.

Ancora di più verso l’ignoto, verso quella parete alla quale non sono nemmeno mai passato vicino: salgo il Canale NordEst del Sassofratto, ma prima di arrivare all’attacco sono già transitato sotto altre linee interessanti.. Il bello dell’Appennino e delle sue imprevedibili condizioni, è che qui l’Alpinismo è davvero fantasia: fantasia e libertà di andare dove si vuole. E ormai ci ho preso gusto, la sto masticando questa pelle dell’orso: torno giù e attacco il Canalone Nord, mischiandolo con la Partetina, uscendo per una goulottina ghiacciata. Inventandomela, godendomela. Scendo di nuovo, guardo di là..ma la tentazione è di qua: oso, rischio. Canale Centrale alla Parete Nordovest del Sassofratto: salirlo da soli non è proprio “da sani”, ma oggi… è una giornata diversa, e questa è una salita che seppur breve è Appeninismo da leccarsi i baffi.

Scendo di nuovo, il criceto con le picche… guardo alla mia sinistra: il Canale dell’Ottantadue al Prado è lì… andare!
Altra Appenninica al cardiopalma: in alto adrenalina e paura escono dai pori insieme al sudore, su questo misto terra neve erba ghiaccio. Che siano i peli della pelle dell’orso?
Scendo per un canalone, incontro un amico, passo sotto una nuova parete e… ma sai ho ancora fame? Canalone Ovest del Cipolla, con variante di uscita. Di nuovo al sole: pausa, e per oggi… basta, basta rischiare.

Ma se la vita non fosse un rischiare, un mettersi in gioco, un ‘va beh dai, proviamo’, che gusto ci sarebbe? Non siam fatti per esser piatti, ma piuttosto spigolosi, incassati, aerei come creste e canali. La stanchezza inizia a farmi delirare, o sarà l’indigestione di pelle di Orso?

Andrea Pellegrini

Un ragazzo che vive in pianura ma che sogna di salire, camminando, arrampicando, scalando, laddove ci si sente piccoli e immersi nella natura, in balia della natura. Un appassionato di montagna, in tutte le sue forme, stagioni, attività (beh quasi). Un amore vero, e sincero.


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